Purtroppo vi sarete anche accorti di quale caffè viene consumato. Di solito si tratta del cosiddetto drip coffee, che non bisogna confondere con il bistrattato american coffee, che viene considerato una brodaglia immonda anche dai giapponesi stessi! Il drip coffee non è malaccio, ma è fortissimo!
Queste sono le basi, ma pochissimi bevono solo caffè nero o al massimo zuccherato.
In Giappone per la maggior parte dei casi tutto si riduce a miscugli riconducibili in generale al noto "cafè olè", dalla pronuncia del francese café au lait.
*Piccola curiosità: quest'espressione è talmente radicata che c'era un periodo in cui si usava solo il termine オレ ore e ancora oggi può capitare di sentirlo dire da qualche anziano o da qualche giovane che segue uno stile retrò estremo*
Caffelatte insomma. E andrebbe anche bene se ci si fermasse qui.
Il fatto è che qui il caffè viene infilato in lattine, bottigliette di vetro, PET bottle e cartoni. C'è anche quello nelle tazze ovviamente, ma devi avere il tempo di andare in una caffetteria, senza contare che, una volta in caffetteria, non so quanto un italiano sia disposto a pagare 3 o 4 euro un caffè.
Io ci vado, ma più che altro per parassitare del tempo al caldo e al coperto. Bevendo caffè nero, poi, pago il minimo indispensabile, di solito.
Detto questo, oltre al caffelatte esistono una varietà infinita di bevande a base di latte: latte&fragola, latte&maccha (il tè verde polverizzato), latte&banana, latte&uva!, latte&cacao ecc ecc...anche loro impacchettati in cartoni, lattine e bottigliette di ogni tipo.
Tutto questo marasma di prodotti viene solitamente venduto nei famigerati conbini, o convenient store (vedere sezione "Japan" nel link) oppure nei distributori automatici, che in Giappone ricoprono ogni metro quadro di territorio (una leggenda metropolitana di qualche anno fa diceva che ce n'era uno ogni 20 abitanti).
Avevano un'aria tutta Shōwa (vi ricordate?) e quindi ho finito per comprare il Meiji Fruits. Mentre lo prendevo mi sono accorta che c'era una specie di motto che pubblicizzava il prodotto di cui non ricordo le parole esatte, ma suonava più o meno così: "è buono perchè fa nostalgia", o una cosa del genere. Quindi ci avevo preso!!!! Era una delle millemila riedizioni retrò che fanno ogni tanto per rilanciare i prodotti! Eh eh eh eh, ho un occhio finissimo per queste cose veramente inutili!
Comunque, una volta tornata a casa mi metto a fotografarlo e cosa scopro? Sulla pellicola della bottiglietta, oltre al marchio, al nome e ste cose qua, in fondo, c'era una specie di linea che girava tutto intorno e la scritta "Meiji" fatte entrambe come se fossero dei riflessi o un rilievo sul vetro!
Hanno cercato di riproporre l'impatto visivo del vetro disegnandolo sull'etichetta di plastica!
Questi stanno fuori.


Ma nella ricerca ho scoperto che, insieme alla versione in plastica, è stata portata avanti anche quella in vetro! Pare che la produzione sia limitata ai pacchi regalo per corrispondenza (un'usanza molto forte qui in Giappone), ma in questo blog il tipo dice di aver trovato entrambe le bevande in un distributore automatico.
Inoltre pare che ci siano state, negli anni passati, anche versioni in cartone, perlomeno del caffelatte (tra i prodotti venduti adesso ho trovato solo la versione da 1 litro, ma non mi convince perchè è destinato a tutta la famiglia e poi gli ingredienti sono leggermente diversi).

Infine, cara la mia moltitudine di lettori, giusto così, perchè è una cosa carina, vi consiglio vivamente di dare un occhio a questo link che è praticamente un report sulla storia del latte e delle confezioni della Meiji. Anche se non capite il giapponese secondo me vale comunque la pena di guardare le immagini! :D
Ve ne lascio un assaggio qui sotto!
