domenica 28 agosto 2011

Cagnolini salatini

Oh, sono 2 mesi interi che non scrivo una mazza! Sono abbastanza scioccata, più che altro perchè mi sembra di aver scritto l'ultimo post veramente poco tempo fa. Mannaggia a me mannaggia, e sì che ne avrei di foto buttate alla rinfusa qua e là!!
Vabè, in questi 2 mesi alla fine ho:
- Chiuso i corsi del primo trimestre con tanto di consegna report.
- Cazzeggiato abbondantemente.
- Iniziato a lavorare come insegnante di italiano.
- Andata al mare e alle terme.
- Iniziato uno stage in una ditta dove, compresa me, siamo in 3.
- Deciso di riguardare tutto "Beverly Hills 90210".

Mh, in effetti sembrava meno roba.
Vabè, siccome però qui sul blog sono abbastanza indietro, bando alle ciance e, per inaugurare l'arrivo di settembre, oggi parlerò dei salatini al gusto insalata "Pretz".
No, è vero, non c'entra una cippa lippa con settembre. Anzi, vi dirò di più, le foto l'ho fatte svariate mesi fa, ma a causa della mia leggendaria pigrizia sono arrivate a destinazione solo oggi.

Allora, ci sono sti salatini a stecchetto chiamati "Pretz", immagino che il nome arrivi dritto dritto dai bei più noti pretzel, ai vari gusti, in questo caso al gusto insalata (chiedersi il perchè di questo gusto sarebbe troppo, in Giappone...probabilmente qualcuno sarebbe anche capace di dirvi che siccome è all'insalata fa bene alla salute).
Ci sono sempre, non è che siano un prodotto particolare, ma stavolta mi hanno attirato a tradimento tra gli scaffali del supermercato con la loro nuova mise da cagnolino scodinzolante.



















In pratica da un lato c'è la solita facciata, dall'altro è travestito da pupazzetto cubico con tanto di tutina colorata. Ci sono 4 razze diverse tra l'altro!

Ma comunque questo è niente. La genialità sta nel fatto che, se gli stacchi le zampette sulla linea tratteggiata, le puoi usare per appendere la confezione sulla borsa, appunto come dicono le scritte sparse a caso in ogni dove: プリツつれてって, Puritsu tsuretette, ovvero "portate in giro i Pretz".

Ora, a parte il fatto che il cartoncino non è che sia particolarmente resistente e quindi la scatola tende a cadere subito, ma soprattutto: visto che di solito chi mangia camminando qui è coperto da onta e disonore, a cosa diavolo serve questa funzione?? (è permesso farlo solo durante i matsuri , le feste...ah ah ah!!).

E infatti non si può dire che abbiano avuto questo successone...
Però l'idea sarebbe interessante se sviluppata un po' meglio e magari applicata a prodotti diversi.

I Pretz sono un prodotto della Glico, altra nota azienda di schifezze, mamma di figli ben più noti quali i celeberrimi Pocky, di cui potrebbero essere i gemellini salati e che, per chi ancora non lo sapesse, non sono altro che i nostri "Mikado" (e infatti se date un'occhiata più accurata alla loro italica confezione, oltre a "Saiwa", che è l'azienda distributrice, c'è scritto anche "Glico"). Menzione a parte per i fratellini Papico, famosissima sorta di gelato imbottigliato da succhiare che, se fosse diffuso in Italia, altro che Calippo... e per i mitici Giant, il Cornetto Algida de noaltri nonchè, fatto non meno importante, mio gelato preferito qui in Giappolandia.

Da notare che ormai questa confezione è sparita anche dal sito...ma mentre cercavo ho scoperto i Pretz al sapore di wasabi, che io adoro! :D

Se poi siete dei maniaci ossessionati dai casi misteriosi, come il mio ragazzo, vi lascio con questo succulento link su un mega incidente di qualche anno fa, tuttora irrisolto, che ha viste coinvolte le aziende Glico e Morinaga: Il Glico-Morinaga Jiken, su cui sono usciti, libri, saggi, programmi tv e chi più ne ha più ne metta (Nobuo ha tutto, si registra pure i programmi... -.-).
Và che ho pure trovato il link in inglese! :D

E tra l'altro, a me piacciono i gatti.

giovedì 30 giugno 2011

Nikku-jiisan.

Inebriata da una lattina di chuhai ai "limoni dell'Italia del sud" mi lancio in un post che altrimenti avrei scritto tra un mese.

Un paio di settimane fa, vestita di tutto punto con tailleur nero e scarpe strizza-alluci troppo scomode per essere vero, sono andata in gita con i miei compagnucci di classe in una ditta tipografica. Ma la cosa non c'entra nulla col tema del post.
Mentre ero sull'autobus per andare in questo posto sperdutissimo, noto che il mio vicino ha in mano uno strano libretto, tutto avvolto di scotch trasparente e biglietti, immagini, scritte...sembrava una di quelle copertine che facevamo per foderare i quaderni io e la mia migliore amica ai tempi della ggioventù. Scopro poi che doveva contenere la cartina di Kyoto.
Guardo meglio e noto che il vicino aveva anche un libro un po' più grande. Era il libro delle lezioni di inglese della NHK, la TV di stato giapponese. Anche questo libro era foderato, ma con colori più sobri, pezzi di pagine di altri libri, documenti e cose del genere, quindi era tutto su colori dai toni chiari e scritte scure.
Noto, inoltre, che il tipo ha anche improvvisato dei ceppetti segna-pagina molto interessanti: uno aveva il simbolino del riciclo della plastica (プラ).
Per finire, aveva rienpito il libro di segnalibri, tutti diversi, tutti colorati e dall'aria vissuta e tutti raggruppati. Facevano un bellissimo effetto.
























Avevo già la macchinetta fotografica pronta in mano. Guardo il tipo e scopro che era un signore anziano. Jiiisan!!! E se la dormiva alla grande, anche.
Ero già pronta a fare fotografie di nascosto, come mio solito, ma proprio mentre stavo per premere il pulsante, il signore si sveglia.
Povero, appena ha aperto gli occhi gli si è parata davanti questa gaijin che chiedeva di fargli delle foto...ma a lui non è sembrato vero poter sfoggiare il suo inglese da NHK. Quindi tra una domanda in Engrish e una risposta in Kansai-ben, sono riuscita a fotografare il suoi libretti bellissimi. E anche lui ovviamente.
Jiiiiisan! :D

domenica 26 giugno 2011

Oh, ma che è sto casino?? (2)

E quindi, in un'afosissima giornata estiva, di quelle da sudare anche a stare fermi, riprendo in mano la mia rubrica preferita (e anche l'unica) per parlarvi un po' di questo, un po' di quello, un po' di quest'altro.
E anche per dare un senso a tutte le foto che vado facendo, oltre a quello di compiacermene guardandole.

Ma prima di entrare nel vivo della discussione, vorrei fare outing: io adoro l'estate e il caldo! Sì, adoro quella sensazione di appicicaticcio, l'afa, il sole accecante, sudare e fare infinite docce, abbronzarmi e, soprattutto, uscire con una canotta e non aver bisogno del malefico "golfino".
Sì, tutti voi che appena ci sono 24° iniziate a smaniare e accendete senza riflettere i condizionatori a 20°, ogni tanto pensate anche al fatto che a qualcuno il caldo potrebbe anche piacere.
Purtroppo vivo in un Paese che ha il terrore della luce del sole e del calore, quindi dovrò sorbirmi 3 mesi di mal di testa, pelle d'oca e golfini. Alla faccia del risparmio energetico post-terremoto.
Ok, ho il dente avvelenato.
Detto ciò, iniziamo.









Questa è una confezione economica, da conbini, di annin dofu , che è praticamente un budino alla mandorla tipico cinese. A parte il fatto che è buonissimo, delicato, dolce ma non troppo e leggero, di solito viene venduto in confezioni normali, tipo quelle dello yogurt. Ma un giorno ho trovato questa che aveva addirittura la riproduzione in plastica del tradizionale cucchiaio cinese.
Il cucchiaio era confezionato separatamente e unito alla scatola del budino con una striscia adesiva che fungeva anche da etichetta, rossa. Colore azzeccato perchè, di solito, sull'annin dofu viene messa una bacca di Goji (lo ammetto, non avevo idea di cosa fosse prima di essere andata a vedere Wikipedia), che ha proprio quel colore là. Per la cronaca, la bacca di Goji non sa di nulla.
In sè la confezione è semplicissima, tutta trasparente, in pratica il design è dato dal prodotto stesso, bianco latte e dall'adesivo rosso che, pur non essendo la bacca contenuta nella confezione (immagino che costi troppo per le produzioni industriali), insieme al bianco del budino rimanda subito all'immagine tipica dell'annin dofu.












Continuo con un souvenir che un mio carissimo amico mi ha riportato dal suo Paese, la Tailandia. Ok, riconosco che non ha nulla di tailandese, ah ah! Dentro questa scatola c'erano dei semplici, per quanto buoni, biscottini da tè. La scatola però è molto bella secondo me. Intanto è durissima, quindi ottima da riutilizzare, e poi i disegni stilizzati azzurri che la decorano sono come...gommosi!!! Ah! Che bella sensazione!!! (sono come i cani che "amano le consistenze differenti" -chi indovina la citazione è bravo-). E poi, anche se non si vede, luccica!!*_*



Poi, guardate che bellissimo album con i fogli colorati che ho trovato da Loft!!(ho trovato solo il sito giapponese...comunque è una grossa catena di oggettistica, cancelleria, cose per la casa e cazzate varie). L'immagine in copertina non ricorda le illustrazioni dei libri da colorare degli anni '80? Aaah! (lacrimuccia).




Qualche giorno fa, mentre andavo in bicicletta a scuola facendo un percorso diverso dal solito, ho alzato lo sguardo e ho notato che i lampioni di quella strada erano veramente interessanti. La gabbia della lampadina è fatta da un cubo le cui pareti sono formate da stanghette orizzontali, tutto sul marrone scuro, mooooolto giapponese come cosa (e il vedo-non vedo, e la penombra, e il legno, e la geometria, e la rava, e la fava). Per ogni lampione ci sono 2 lampade messe su livelli e in posizioni diverse. Se siete a Kyoto e volete dargli un occhio, si trovano su Kawaramachi, nel pezzo tra Nijo-dori e Marutamachi, circa.
Scusate le foto, ma le ho fatte di fretta, sulla bici, e non riuscivo a trovare un'angolazione degna (notare gli onnipresenti fili elettrici tesi ai 4 venti).
Comunque, 2 anni e ci ho fatto caso solo ora....






Un po' di tempo fa sono andata con una mia amica in un centro commerciale e tò, che ti trovo? Kiddyland!!! Il regno del kawaii. Era una filiale piccola, ma aveva il suo perchè. Comunque, ho trovato queste penne e matite assurde, con il pirulicchio per tirare fuori la punta fatto da orecchie, nasi, occhi e qualsiasi tipo di sporgenza che un essere vivente possa avere (...è un negozio per bambini! Niente oscenità, ma secondo me da qualche parte vendono anche quelle...). La più grandiosa però era la penna-Buddha doppio colore con le orecchione.

Infine, chiudo con un paio di cartelli segnaletici per il bagno...sono stupendi, stanno oltre! :D
Indovinate dove si trovano? Dico solo che uno è a Osaka e l'altro in provincia di Osaka!

giovedì 5 maggio 2011

Uuuh, ho ricevuto un premio! XD


Nikku-nekku ha ricevuto il premio da Sara di "Sara alla scoperta del Giappone" .
Grazie mille!!!!

Quindi a questo punto dovrei:
1) Linkare la persona che ti ha premiato. (Fatto)
2) Raccontare 7 fatti random di te.
3) Premiare altri 15 blog.

Passo ai 7 fatti su di me:
1. Adoro la fantascienza. Libri, film, manga, romanzi, anime, stile, atmosfere, tutto.
2. Sono la classica tipa odiosa che mangia come un cinghiale e non ingrassa: ho la stessa taglia da quando avevo 12 anni.
3. Mi becco sempre della sud-americana. Succedeva in Italia, succede in Giappone. Credo che sia per via dei capelli ricci e dell'abbronzatura facile.
4. Mi piace aggiustare le cose. Intendo le cose cose, gli oggetti fisici.
5. Sono del segno della bilancia e rispecchio quasi al 100% il profilo standard della bilancia. Inoltre sono una fan di Paolo Fox (compro il suo libro ogni anno).
6. Sono nata lo stesso giorno di Le Corbusier, e anche se quando lo dico la gente mi guarda male, sono molto compiaciuta di questo fatto.
7. Mio padre dice sempre che da piccola ero uguale a Daigoro, il figlio di Ogami Itto, protagonista di "Samurai" (Kozure Ōkami) un telefilm giapponese degli anni '80, che lui vedeva sempre.
Premiare altri 15 blog la vedo dura...soprattutto perchè il concorso è indirizzato al gentil sesso da quello che ho capito. Mò ci provo:
1. Sì, lo voglio
2. Cosa ti preparo per cena?
3. Anna's life
4. Para Lucirse
5. Le fru fru
6. Ciali in kawaiiland
...

..

. . .

>_< Non me ne viene in mente più nessuno! Accontentatevi di questi 6...meglio pochi, ma buoni e poi chi va con lo zoppo impara a zoppicare e a caval donato non si guarda in bocca (a proposito, fino in tempi non sospetti ho continuato a credere che caval donato fosse un cavallo che si chiamava Donato...ah ah ah ah ah!!!).

domenica 1 maggio 2011

Para Lucirse, un negozio in stile nikku.

Ed ecco un post quasi pubblicitario. Ho trovato un negozietto al secondo piano di un palazzo in centro che ogni volta che ci vado comprerei il mondo...e comunque alla fine qualcosa la compro davvero perchè anche i prezzi sono più che ragionevoli!
Il negozio si chiama Para Lucirse.
Ho cercato in internet e mi pare che questo nome abbia a che fare con Astor Piazzolla e il tango, ma non ho capito molto. In ogni caso il negozio in sè non c'entra nulla nè con Piazzolla, nè tantomeno col tango.
Visto che ultimamente ho parlato spesso di atmosfere del periodo Shōwa, volevo condividere in questo post i bottini di guerra che riesco a fare in questo negozio bellissimo!
Non vende solo
cose Shōwa, ok, ma ne sono una grossa componente.
Para Lucirse ha anche un blog, questo qui , che, oltre ad essere in giapponese, è anche un po' incasinato, ma è anche molto carino! Inoltre è praticamente aggiornato giornalmente!
Il sottotitolo di Para Lucirse suona come: Grande raccolta di oggetti utili e inutili.
In pratica il negozio dei miei sogni!
La proprietaria è una tipa troppo carina che si esalta per ogni idiozia che trova. La cosa preoccupante è che mi sono ritrovata più volte a esaltarmi insieme a lei mentre esaminavo tutte le cazzate esposte...

A questo punto posso passare a illustrarvi il bottino.

Comincio dal Color Badge Set, in pratica una confezione di spillette di latta dipinte come insetti. Vorrei tanto usarle, ma mi piange il cuore ad aprire la busta! ;_;

Proseguo con quello che è il mio pezzo preferito: la gommina robot! Come potete vedere è una gomma sagomata in una scatola di plastica, sagomata anch'essa. Da un lato la scatola è rosa trasparente e lascia vedere il disegno di un robot sulla gomma. Dall'altro lato la scatola è viola e ha in rilievo la figura di un essere umano (nella foto la scatola è fotografata aperta). E' un oggetto senza senso, senza nessuna utilità e forse proprio per questo è il mio preferito. Chissà chi l'ha ideato...cioè, che idea può esserci alla base di una cosa come questa??
Anche il design del robot è assurdo! :D

Infine c'è quella scatola di plastica trasparente fucsia che contiene dei, come si dice dalle mie parti, cazzafà di plastica colorata pieni di fori e sporgenze che combaciano. Un mini-meccano-kawaii in pratica! Ma vorrei far notare la finezza del tulipano in plastica giallo fosforescente in cima al coperchio e collegato a un filo che attraversa tutta la scatola. Io e la proprietaria del negozio siamo andate fuori di testa.
Inoltre tutto intorno alla scatola è infiliato un mini-depliant che illustra i vari modi in cui poter usare i pirulicchi.













Le restanti cose che vedete nella foto di inzio sono: un martello portachiavi (dovete sapere che io adoro gli attrezzi da lavoro); una cartolina retrò di un prodotto per fare torte; 3 set in plastica, di quelli che stacchi le parti e le assembli, per fare delle figure di animali.

Nel gruppo che ho fotografato, poi, ho dimenticato uno stupendo portachiavi di plastica a forma di hot-dog, veramente trash. Notare tra l'altro la manina che stringe il gancio!!!*_*
L'ho appeso subito al tesserino studentesco!

E' tutto originale Shōwa tranne la cartolina, che è un rifacimento (inoltre, comunque, sarebbe stata americana).
Ma oltre agli oggetti, vorrei porre l'attenzione sulle bustine usate da questo negozio...non so dove la tipa le compri, ma sono veramente belle! Ecco un particolare:

Ho preso anche altre cose in questo negozio, ma per regalarle, quindi non ho le foto, ma tra queste c'era un piccolo peluche di un gatto bruttissimo, talmente brutto che ho finito per comprarlo per il mio collega nerd dei gatti. Anche alla proprietaria piaceva tantissimo proprio perchè brutto, così prima di vendermelo l'ha fotografato e l'ha messo sul blog: potete vederlo qui.

Insomma...se passate da Kyoto andateci, eh! :D

Iniziativa per il turismo a Kyoto

In questo post vorrei diffondere il video fatto dal mio amico Fabio di Ciao da Kyoto insieme a delle guide turistiche giapponesi con lo scopo di pubblicizzare Kyoto a livello turistico, soprattutto dopo il calo di visite dovuto all'emergenza nucleare. E' solo il primo video, ma a questo probabilmente seguiranno altre iniziative. Chiunque voglia aiutare a diffonderlo attraverso facebook o i blog è il benvenuto! Diffondete liberamente il più possibile!!! :D


venerdì 8 aprile 2011

Meiji Coffee & Meiji Fruits 明治コーヒー・明治フルーツ

Il caffè. Chi è stato in Giappone saprà bene che il caffè viene consumato a litri, a fiumi! Altro che l'Italia e la tazzulilla 'e cafè. Cascate di caffè!
Purtroppo vi sarete anche accorti di quale caffè viene consumato. Di solito si tratta del cosiddetto drip coffee, che non bisogna confondere con il bistrattato american coffee, che viene considerato una brodaglia immonda anche dai giapponesi stessi! Il drip coffee non è malaccio, ma è fortissimo!
Queste sono le basi, ma pochissimi bevono solo caffè nero o al massimo zuccherato.
In Giappone per la maggior parte dei casi tutto si riduce a miscugli riconducibili in generale al noto "cafè olè", dalla pronuncia del francese café au lait.

*Piccola curiosità: quest'espressione è talmente radicata che c'era un periodo in cui si usava solo il termine オレ ore e ancora oggi può capitare di sentirlo dire da qualche anziano o da qualche giovane che segue uno stile retrò estremo*

Caffelatte insomma. E andrebbe anche bene se ci si fermasse qui.
Il fatto è che qui il caffè viene infilato in lattine, bottigliette di vetro, PET bottle e cartoni. C'è anche quello nelle tazze ovviamente, ma devi avere il tempo di andare in una caffetteria, senza contare che, una volta in caffetteria, non so quanto un italiano sia disposto a pagare 3 o 4 euro un caffè.
Io ci vado, ma più che altro per parassitare del tempo al caldo e al coperto. Bevendo caffè nero, poi, pago il minimo indispensabile, di solito.

Detto questo, oltre al caffelatte esistono una varietà infinita di bevande a base di latte: latte&fragola, latte&maccha (il tè verde polverizzato), latte&banana, latte&uva!, latte&cacao ecc ecc...anche loro impacchettati in cartoni, lattine e bottigliette di ogni tipo.
Tutto questo marasma di prodotti viene solitamente venduto nei famigerati conbini, o convenient store (vedere sezione "Japan" nel link) oppure nei distributori automatici, che in Giappone ricoprono ogni metro quadro di territorio (una leggenda metropolitana di qualche anno fa diceva che ce n'era uno ogni 20 abitanti).

Bene, è proprio in un conbini che qualche giorno fa ho notato questa bottiglietta in Pet che mi ha colpito perchè aveva un packaging un po' troppo semplice. In realtà le bevande erano 2, chiamate 明治コーヒー Meiji Coohii e 明治フルーツ Meiji Furuutsu, in poche parole latte&caffè e latte&frutta della Meiji, nota azienda casearia-dolciaria.
Avevano un'aria tutta Shōwa (vi ricordate?) e quindi ho finito per comprare il Meiji Fruits. Mentre lo prendevo mi sono accorta che c'era una specie di motto che pubblicizzava il prodotto di cui non ricordo le parole esatte, ma suonava più o meno così: "è buono perchè fa nostalgia", o una cosa del genere. Quindi ci avevo preso!!!! Era una delle millemila riedizioni retrò che fanno ogni tanto per rilanciare i prodotti! Eh eh eh eh, ho un occhio finissimo per queste cose veramente inutili!

Comunque, una volta tornata a casa mi metto a fotografarlo e cosa scopro? Sulla pellicola della bottiglietta, oltre al marchio, al nome e ste cose qua, in fondo, c'era una specie di linea che girava tutto intorno e la scritta "Meiji" fatte entrambe come se fossero dei riflessi o un rilievo sul vetro!
Hanno cercato di riproporre l'impatto visivo del vetro disegnandolo sull'etichetta di plastica!
Questi stanno fuori.
La sera poi, Nobuo (il mio ragazzo), mi ha confermato che quelle bevande ci sono da tantissimo tempo e che prima erano in bottigliette di vetro.
Oggi allora è partita la ricerca. Uagliù. Niente di più introvabile! Non sono riuscita a trovare una solo foto che mostrasse come fosse la bottiglia originale in vetro. Ho trovato soltanto il tappo!!! Che non ho capito bene, ma mi pare che fino a qualche anno fa c'erano ste etichette di carta sui tappi di tutte le bottigliette di vetro del latte (di tutte le marche) e delle sue deviazioni (caffeè, frutta, cacao...) e la gente ne ha fatto fior di collezioni.
Ma nella ricerca ho scoperto che, insieme alla versione in plastica, è stata portata avanti anche quella in vetro! Pare che la produzione sia limitata ai pacchi regalo per corrispondenza (un'usanza molto forte qui in Giappone), ma in questo blog il tipo dice di aver trovato entrambe le bevande in un distributore automatico.
Inoltre pare che ci siano state, negli anni passati, anche versioni in cartone, perlomeno del caffelatte (tra i prodotti venduti adesso ho trovato solo la versione da 1 litro, ma non mi convince perchè è destinato a tutta la famiglia e poi gli ingredienti sono leggermente diversi).

Infine, cara la mia moltitudine di lettori, giusto così, perchè è una cosa carina, vi consiglio vivamente di dare un occhio a questo link che è praticamente un report sulla storia del latte e delle confezioni della Meiji. Anche se non capite il giapponese secondo me vale comunque la pena di guardare le immagini! :D
Ve ne lascio un assaggio qui sotto!