Uh, ma l'estate è finita! Diamine, è più di un mese che non scrivo.
Soprattutto, sono passate le Londonolimpìkku, le Olimpiadi, senza che io vi mostrassi qualcosa della Coca-cola a tema: sacrilegio!
Ebbene, rimedio subito! Ecco qua il bicchiere olimpionico di cui ci omaggiava il Mc Donald's con il menù L size al modico supplemento di 60 yen:
Bicchiere ripieno di Pocari Sweat e confezione annessa. No, non ci ho messo la Coca-cola perchè, pur essendo una drogata del nettare nero, riesco ad abusarne solo quando mangio.
Comunque il bicchiere è caruccio, e sì, non è un effetto ottico, è proprio rosa violaceo.
Il design della scatola invece è un po' approssimativo, ma vabè, d'altronde serve solo a proteggere il bicchiere, visto che non è un prodotto in vendita. Alla fine potevano metterci anche solo una scatola di cartone e nessuno avrebbe comunque sporto reclami, quindi diciamo che si sono anche impegnati, va là!
C'erano un sacco di colori, anche! Io puntavo al bicchiere nero trasparente, ma vabè, non mi lamento.
Dopo le news olimpiche in ritardo, possiamo finalmente (o purtroppo?) dire che è arrivato l'autunno e io mi posso quindi bullare tantissimo del fatto che non ho acceso l'aria condizionata nemmeno una volta (beh, in realtà la odio, ma qua a Kyoto, credetemi sulla parola, è dura senza...ma con un ventilatore sono riuscita a sopravvivere).
E vi dirò di più, l'autunno è arrivato proprio oggi! E' stata la prima notte che ho cercato una coperta e la prima sera che non ho spalancato tutte le finestre.
Ma tanto era già da un po' che se ne sentiva l'odore, dal primo settembre per la precisione! Io non so davvero come fanno, ma qua appena scattano certe date, come per magia in tutti i negozi escono in contemporanea le cose dedicate a quella specifica stagione. Per esempio dal primo novembre inizia natale, ma è proprio una cosa matematica!
E quindi, dal primo settembre, anche con 35 gradi, arriva l'autunno sugli scaffali, nti pù sbajà*.
Stavolta però ho notato un'altra tendenza che mi ha sorpreso, ovvero questa:
Cioè, non fraintendetemi, le schifezzuole al gusto fragola ci sono sempre in Giappone, ma a parte nei "periodi rosa" , di cui ho già accennato, non così tante tutte insieme!
Inoltre da notare come tutti questi prodotti fossero nello stesso negozio, nella stessa corsia. E non in un grande supermercato, eh! Ma nel semplicissimo conbini sotto casa (i conbini di solito non hanno tutta questa scelta...).
Comunque in sostanza le ditte di ste quattro variazioni sul tema sono 2: la Glico e la Lotte (e qui, in questo momento, la Bea scoprì che la Lotte è nata sì in Giappone, ma è sostanzialmente coreana: quale folgorante rivelazione!).
Da sinistra:
- Pocky (ve l'ho già detto che sono i Mikado originali e che da noi hanno solo cambiato il nome, vero?) alla fragola con fantasia scozzese rosa e sbrilluccichii vari.
- Toppo alla fragola (sono i copioni sfigati dei Pocky e di particolare hanno che la glassa non è fuori, bensì dentro lo stecchino...ah, quanta genialità).
- Pocky alla fragola. Di nuovo. Ora, davvero, parliamone, che diavolo di senso ha???? NESSUNO. Sensonchè, a ben guardare, i primi Pocky della lista hanno dei pezzettini rossi di nonsochè in rilievo sparsi su tutta la glassa....scriverlo no, eh?
- Toppo al formaggio alla fragola. Sì, formaggio. Alla fragola. Mbè, qualche problema? Aggiungo pure che è formaggio dell'Hokkaido, mica pizza e fichi! Tiè.
Ovviamente, secondo la mia personalissima opinione, il design dei Pocky non ha niente a che vedere con quello dei Toppo, la differenza di livello è troppo grande. Basta guardare la semplicità della terza confezione. Vabè, comunque i Pocky sono talmente famosi che possono permettersi il design minimale. Anche i Toppo sono famosi, per carità, ma non ancora abbastanza.
E sui Toppo, tra l'altro, devo assolutamente fare una ricerca sulla nascita del nome, perchè io me l'immagino così:
riunione di esperti di marketing e boss giappini vari, qualcuno dice "cerchiamo un nome figo italiano!!" e qualcun altro "sì, dai, guarda, ho cercato su internet e ho trovato TROPPO, chè anche il significato ci sta tutto eh!" e qualcuno dei boss di mezza età "eh? cosa? non capisco...ma che è? troppo difficile...trovate qualcosa per cui non mi si debba attorcigliare la lingua!!!" e il genio di turno urla "Ma allora basta togliere la R !!!! TOPPO riescono a pronunciarlo tutti, no?" e giù tutti a complimentarsi con le lacrime agli occhi...
...
..
e ditemi che non sono la sola a farsi i film sulla nascita dei nomi dei prodotti, vi prego!;_;
*non ti puoi sbagliare in pescarese.
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mercoledì 12 settembre 2012
Fragole a settembre
domenica 13 maggio 2012
Oh, ma che è sto casino?? (3)
Oggi non ho molto tempo quindi...rispolvererò la mia gettonatissima rubrica che ormai nessuno ricorderà più "Oh, ma che è sto casino??".
Ma per prima cosa, oggi devo chiedere l'aiuto di tutti (e quattro) per far vincere il video del mio amico Portinaio, in concorso a "Il lavoro dei sogni - Emozione3" . Il video è quello del secondo da sinistra, in alto, quello vestito come Muttley di medagliamedagliamedaglia. Insomma, quello in mezzo alla pagina appena si apre la finestra!
Ripeto qui quello che ho già detto su Fb, se non vi fidate di me, guardatevi tutti i video: scommetto quello che volete che voterete lui anche di vostra spontanea volontà perchè il video sta proprio fuori. Una mia amica, alla mia domanda "chi hai votato?" ha risposto:
"Il ragazzo che hai segnalato tu, tra tutti era decisamente quello con il lavoro fatto meglio... e poi, è un pazzo! :D" (Renè, sankyu...chu!)
Quindi...non indugiate! Premete quell'acciderbolina di bottone! :D
Ok, espletati i miei doveri pubblicitari, passiamo all'accozzaglia di robe da postare, chè non ho nessuna voglia di fare un lungo post argomentato su una sola cosa! XD
Iniziamo col dire che...mi sono trasferita! In una casa!!!!! Passare da una stanza con bagno-loculo in un appartamento di 2 stanze più cucina più bagno megagalattico è un'esperienza non da poco.
Comunque. Questa casa ha uno e un solo difetto: non ha interruttori. Sì, sì, non li ha. E' una casa che prevede solo ed esclusivamente lampadari con la cordicella incorporata per accenderli e spegnerli (mio padre dice che si usavano anche in Italia una volta...qui sono ancora abbastanza comuni).
Il primo giorno Nobuo sistema il lampadario grande, provvisto di cordicella, quindi non ci siamo accorti di nulla. Poco prima di uscire però decide di mettere l'altro piccolo lampadario in cucina (di design, moderno, quindi senza cordicella). Il lampadario si accende e noi, ignari, continuiamo le nostre cose. Quando eravamo già con un piede fuori però, nel momento di spegnere la luce, il dramma! Abbiamo cercato l'interruttore in tutta la casa e....semplicemente non c'è! Ah ah ah ah ah ah! E' talmente assurda sta cosa che mi viene solo da ridere!!!!
Insomma, abbiamo dovuto togliere il lampadario per spegnerlo. E ovviamente non possiamo usarlo. Vabè...mi butterò nei rigattieri (qua è pieno) alla ricerca di un paio di bei lampadari anni '70 psichedeleci :D Vi farò sapere.
Poooi, un bel po' di tempo fa, cosa più unica che rara, ho comprato un Kit-kat. Classico. Sì, quello rosso. Quello che non ti aspetti nessuna sorpresa. Quello che lo potresti mangiare anche a occhi chiusi che tanto...
E invece no! I giapponesi hanno messo le loro zampine anche qua (sembra una critica, ma in realtà è un complimento, dal mio punto di vista). Nella scatolina esterna non c'è niente di strano:
Ma guardando le 3 bustine interne sono rimasta allibita...invece di fare la solita apertura OpenHere, hanno creato una storiella sportiva per ogni sacchetto: corsa, bowling e nuoto. Con tanto di GOAL! finale.
Chissà se ci sono altre versioni!
(non fate caso alla prima bustina, che è aperta....non sò più er ghepardo de 'na volta e l'ho aperta senza accorgermi di tutto l'ambaradan...o forse avevo solo molta fame!)
Poi dunque, vediamo...ritornando un po' su una marca cara a questo blog, perchè cara alla sottoscritta, segnalo l'avvistamento di una confenzione di Fanta smaccatamente retrò!
Bella eh? Nella spiegazione c'è scritto che è il rifacimento del design del 1984, quello del Fanta Fruit Punch che ha venduto di più. Volete sapere che frutti ci sono in questo punch ai 5 frutti? Mela, pesca, albicocca, ciliegia e...guava! Il colore nero chissà da cosa è dato...ah ah ah! Di sicuro non sarò io a scoprirlo.
Il succo di guava da solo però è fantastico, superfantastico! (tanto per rimanere in tema...lei e la Cuccarini erano le mie idole indiscusse durante i teneri anni infantili)
Infine (qua la cosa, checchè io ne abbia detto, è andata per le lunghe) ecco a voi un'altra bomboniera postale. Stavolta sono sicura: era per un matrimonio! Più che altro perchè il tizio che si è sposato lo conosco anch'io.
Figata eh? Aveva pure il pirulicchio in stoffa! Finess!
E le merendine-cheesecake (perchè altro non erano) erano pure buone! Quelle di sinistra erano semplici, quelle di destra alla fragola.
La marca è Gramecy New York (ho trovato solo link di Takashimaya o di altri negozi che vendono più marche...forse non ha un sito vero e proprio in Giappone)
Vabò, mò basta però, vorrei almeno mangiare stasera, oltre che scrivere un post che DOVEVA essere veloce.
Ma per prima cosa, oggi devo chiedere l'aiuto di tutti (e quattro) per far vincere il video del mio amico Portinaio, in concorso a "Il lavoro dei sogni - Emozione3" . Il video è quello del secondo da sinistra, in alto, quello vestito come Muttley di medagliamedagliamedaglia. Insomma, quello in mezzo alla pagina appena si apre la finestra!
Ripeto qui quello che ho già detto su Fb, se non vi fidate di me, guardatevi tutti i video: scommetto quello che volete che voterete lui anche di vostra spontanea volontà perchè il video sta proprio fuori. Una mia amica, alla mia domanda "chi hai votato?" ha risposto:
"Il ragazzo che hai segnalato tu, tra tutti era decisamente quello con il lavoro fatto meglio... e poi, è un pazzo! :D" (Renè, sankyu...chu!)
Quindi...non indugiate! Premete quell'acciderbolina di bottone! :D
Ok, espletati i miei doveri pubblicitari, passiamo all'accozzaglia di robe da postare, chè non ho nessuna voglia di fare un lungo post argomentato su una sola cosa! XD
Iniziamo col dire che...mi sono trasferita! In una casa!!!!! Passare da una stanza con bagno-loculo in un appartamento di 2 stanze più cucina più bagno megagalattico è un'esperienza non da poco.
Comunque. Questa casa ha uno e un solo difetto: non ha interruttori. Sì, sì, non li ha. E' una casa che prevede solo ed esclusivamente lampadari con la cordicella incorporata per accenderli e spegnerli (mio padre dice che si usavano anche in Italia una volta...qui sono ancora abbastanza comuni).
Il primo giorno Nobuo sistema il lampadario grande, provvisto di cordicella, quindi non ci siamo accorti di nulla. Poco prima di uscire però decide di mettere l'altro piccolo lampadario in cucina (di design, moderno, quindi senza cordicella). Il lampadario si accende e noi, ignari, continuiamo le nostre cose. Quando eravamo già con un piede fuori però, nel momento di spegnere la luce, il dramma! Abbiamo cercato l'interruttore in tutta la casa e....semplicemente non c'è! Ah ah ah ah ah ah! E' talmente assurda sta cosa che mi viene solo da ridere!!!!
Insomma, abbiamo dovuto togliere il lampadario per spegnerlo. E ovviamente non possiamo usarlo. Vabè...mi butterò nei rigattieri (qua è pieno) alla ricerca di un paio di bei lampadari anni '70 psichedeleci :D Vi farò sapere.
Poooi, un bel po' di tempo fa, cosa più unica che rara, ho comprato un Kit-kat. Classico. Sì, quello rosso. Quello che non ti aspetti nessuna sorpresa. Quello che lo potresti mangiare anche a occhi chiusi che tanto...
E invece no! I giapponesi hanno messo le loro zampine anche qua (sembra una critica, ma in realtà è un complimento, dal mio punto di vista). Nella scatolina esterna non c'è niente di strano:
Ma guardando le 3 bustine interne sono rimasta allibita...invece di fare la solita apertura OpenHere, hanno creato una storiella sportiva per ogni sacchetto: corsa, bowling e nuoto. Con tanto di GOAL! finale.
Chissà se ci sono altre versioni!
(non fate caso alla prima bustina, che è aperta....non sò più er ghepardo de 'na volta e l'ho aperta senza accorgermi di tutto l'ambaradan...o forse avevo solo molta fame!)
Poi dunque, vediamo...ritornando un po' su una marca cara a questo blog, perchè cara alla sottoscritta, segnalo l'avvistamento di una confenzione di Fanta smaccatamente retrò!
Bella eh? Nella spiegazione c'è scritto che è il rifacimento del design del 1984, quello del Fanta Fruit Punch che ha venduto di più. Volete sapere che frutti ci sono in questo punch ai 5 frutti? Mela, pesca, albicocca, ciliegia e...guava! Il colore nero chissà da cosa è dato...ah ah ah! Di sicuro non sarò io a scoprirlo.
Il succo di guava da solo però è fantastico, superfantastico! (tanto per rimanere in tema...lei e la Cuccarini erano le mie idole indiscusse durante i teneri anni infantili)
Infine (qua la cosa, checchè io ne abbia detto, è andata per le lunghe) ecco a voi un'altra bomboniera postale. Stavolta sono sicura: era per un matrimonio! Più che altro perchè il tizio che si è sposato lo conosco anch'io.
Figata eh? Aveva pure il pirulicchio in stoffa! Finess!
E le merendine-cheesecake (perchè altro non erano) erano pure buone! Quelle di sinistra erano semplici, quelle di destra alla fragola.
La marca è Gramecy New York (ho trovato solo link di Takashimaya o di altri negozi che vendono più marche...forse non ha un sito vero e proprio in Giappone)
Vabò, mò basta però, vorrei almeno mangiare stasera, oltre che scrivere un post che DOVEVA essere veloce.
domenica 25 marzo 2012
Il periodo rosa
Oilà, vi piace il nuovo header? Vabè, non è cambiato un granchè però è meno squallido di quello che c'era prima, almeno. Tutto ciò in attesa che Gabbri, l'altro amministratore fantasma che spesso nemmeno legge quello che scrivo (-.-) mi aiuti a fare un sito serio.
Vabuò, comunque, mi giunge voce che lì da voi sia arrivata la primavera eh? Maledetti.
Qua continua a piovere come se non ci fosse un domani e le massime stanno sui 10 gradi. Perchè dovete sapere che, al contrario di quanto dice una ben nota leggenda metropolitana, la primavera giapponese fa...cagare!!!!
(non me ne vogliano i giapponesi che leggono il blog, ma abituata alla primavera italiana, sono rimasta piuttosto scioccata da questo susseguirsi di pioggia, freddo, vento gelido e grigiume...d'altronde anche per gli stessi giapponesi uno dei colori tipici della primavera, oltre al rosa, è il grigio)
Ok, per essere equi dirò solo che la primavera giapponese è un po' come il mese di novembre in Italia: grigio.
Per questo continuo a dire che il Paese ideale dovrebbe avere la primavera italiana e l'autunno giapponese (in realtà, nel MIO Paese ideale è sempre estate e la temperatura varia dai 30 ai 32, ma vabè..). Ed è sempre per questo motivo che, da quando sono qui, preferisco l'autunno.
Il fatto è che prima dell'arrivo vero e proprio della primavera, c'è questo periodo in cui piove sempre. E uno dirà: eh, sarà la stagione delle piogge! Eh no, invece!!!! Dopo questo periodo fa tipo 2 settimane di bel tempo e poi giù con la vera stagione delle piogge! Nella quale, vorrei far notare, piove meno che nel periodo pre-primaverile.
Se solo facesse caldo, almeno...
Mah, comunque bando alle ciance, perchè anche in questa grigia stagione c'è da stare sempre all'erta. Come ho detto anche prima il colore tipico della primavera qui è il rosa. Immagino che tutti sapranno il motivo, ovvero il simbolo del Sol Levante, dei samurai, delle geisce (!!!): i sakura! (molti li chiamano "le sakura" e non capisco il perchè, voglio dire, il ciliegio non mi pare femminile e, a parte che stride proprio il suono, ma ho ben studiato, quando ero studentella di lingue, che tutte le parole straniere non di uso comune vanno messe al maschile...o mi sbaglio io?)
Ma facciamo un passo indietro. La storia inizia un po' prima e le prime avvisaglie ci sono di solito a natale. Cosa cazzarola c'entra il natale coi sakura? Una cippa, rispondo io. Ma qual'è il dolce tipico natalizio in Giappone? No, non è il panettone ripieno di azuki, bensì il temibile Christmas cake, una torta con panna e fragole (mi è venuta voglia di Big Babol, credo siano secoli che non ne mangio una).
Ecco, è lì che si inizia a subodorare che c'è qualcosa che non va, per quanto le fragole giapponesi siano talmente buone che viene da chiedersi se non iniettino lo zucchero direttamente in ogni singolo frutto. Infatti la prima grande incognita è che le fragole, qui, sono un frutto prettamente invernale (!!!). Per cui da gennaio il colore rosa inzia, tomo tomo cacchio cacchio, a invadere gli scaffali dei dolci dei supermercati.
Poi arriva febbraio, il mese della fioritura dei susini, o dei pruni, o come diavolo si chiamano (il mio rapporto con le piante meriterebbe un discorso a parte), insomma dell'ume.
Sono molto belli gli ume, mi piacciono un sacco.
Oltre agli ume, a febbraio, c'è pure San Valentino, quindi ajutm addì (trad. aiutami a dire), c'è proprio un'esplosione orgasmica di rosso e rosa.
A marzo in teoria si dovrebbe inziare a parlare di sakura, ma quest'anno ce l'hanno fatta penare e i susini stanno ancora fiorendo, quindi figurati, mò ce li freghi i ciliegi a fiorire con 'sto freddo!
In compenso ci sono sempre i peschi, non scordiamoci che anche loro fioriscono mò.
Insomma, il risultato è questo:
Angoli a tema rosa con tutti i prodotti al tal gusto dalle patatine, alla cioccolata, alle caramelle (in queste 2 foto appunto pesca e prugna).
Ovviamente ormai siamo in marzo e anche se fa un freddo boia, per le aziende è ora di sakura.
Il gusto sakura, come molti già sapranno, esiste. A me non piace molto (in realtà nemmeno a tanti giapponesi), ma è comunque mangiabile.
Per l'occasione vi presento un prodotto che tutti conoscono: lo yogurt col bifidus! Che qua si chiama Bio:
No, non l'ho comprato: già non mi piace molto il gusto sakura, metteteci pure che lo yogurt non mi fa impazzire! Comunque sì, in teoria ci dovrebbero essere una sorta di petali di ciliegio dentro allo yogurt...
Ma c'è anche ciò a cui nessuno avrebbe mai osato pensare:
Sì, lo so che non dovrei andare dal Mc Donald's, ma che ci posso fare? Mi piace! E' come la Coca-cola...e il trash americano che è in me non sa resistere. E poi è un'ottima occasione per studiare le strategie di vendita! Ieri, per esempio, ho studiato un sacco! (davvero, mica scherzo...)
Comunque, i menù 14 e 15 sono piuttosto normali, entrambi a base di carne in salsa teriyaki, che in Giappone è normale, e uovo (Teritama = teri + tama uovo). Il 15 è basico, mentre il 14 è al formaggio.
E' il 16 che è il problema. Al nome di "Sakura Teritama" ci appare un 15 basico con aggiunta di salsa ai fiori di ciliegio. Da qua non si vede, ma dovrebbe essere quella salsina che sporge da sopra la foglia di insalata.
Devo confessare che per un attimo sono stata tentata...ma alla fine ho optato per un sano e tradizionale 14 (da cui si evince la mia propensione al formaggio fuso).
C'è da dire che non è che fanno TUTTO al sapore di petali di ciliegio. Anzi, la maggior parte dei prodotti di solito ha solo la confezione decorata a tema, tipo le birre, le bibite, le patatine, ma anche le confezioni del cibo da asporto, i dolci...insomma qualsiasi tipo di prodotto. Senza contare le decorazione degli interni dei negozi...
Io stessa, durante uno stage in una ditta che ho fatto in quest'ultimo mese, sono stata incaricata di fare le decorazioni delle lettere di ringraziamento per i clienti e mi hanno tartassato coi sakura! Sono uscite carine, per carità, ma avrei voluto sperimentare un po' di più su un soggetto così inflazionato.
Tutto sommato comunque per me è molto interessante vedere tutti questi cambi di simboli, soggetti, design, colori...in Italia le occasioni sono molto più rare.
In ultimo vi lascio con un'altra mia grandiosa spesa che andrà a fare compagnia al Dio Ra:
L'astronauta!!! Ancora qualche altra penna e potrò formare i Village People alternativi!
Guardateli come sono carini insieme! Potrebbe quasi nascere una storia d'amore (Nobuo veramente li ha già aiutati a darsi il primo bacio).
Mhmmm...ultimamente scrivo un sacco...si vede che non ho una cippalippa da fare! :D
Vabuò, comunque, mi giunge voce che lì da voi sia arrivata la primavera eh? Maledetti.
Qua continua a piovere come se non ci fosse un domani e le massime stanno sui 10 gradi. Perchè dovete sapere che, al contrario di quanto dice una ben nota leggenda metropolitana, la primavera giapponese fa...cagare!!!!
(non me ne vogliano i giapponesi che leggono il blog, ma abituata alla primavera italiana, sono rimasta piuttosto scioccata da questo susseguirsi di pioggia, freddo, vento gelido e grigiume...d'altronde anche per gli stessi giapponesi uno dei colori tipici della primavera, oltre al rosa, è il grigio)
Ok, per essere equi dirò solo che la primavera giapponese è un po' come il mese di novembre in Italia: grigio.
Per questo continuo a dire che il Paese ideale dovrebbe avere la primavera italiana e l'autunno giapponese (in realtà, nel MIO Paese ideale è sempre estate e la temperatura varia dai 30 ai 32, ma vabè..). Ed è sempre per questo motivo che, da quando sono qui, preferisco l'autunno.
Il fatto è che prima dell'arrivo vero e proprio della primavera, c'è questo periodo in cui piove sempre. E uno dirà: eh, sarà la stagione delle piogge! Eh no, invece!!!! Dopo questo periodo fa tipo 2 settimane di bel tempo e poi giù con la vera stagione delle piogge! Nella quale, vorrei far notare, piove meno che nel periodo pre-primaverile.
Se solo facesse caldo, almeno...
Mah, comunque bando alle ciance, perchè anche in questa grigia stagione c'è da stare sempre all'erta. Come ho detto anche prima il colore tipico della primavera qui è il rosa. Immagino che tutti sapranno il motivo, ovvero il simbolo del Sol Levante, dei samurai, delle geisce (!!!): i sakura! (molti li chiamano "le sakura" e non capisco il perchè, voglio dire, il ciliegio non mi pare femminile e, a parte che stride proprio il suono, ma ho ben studiato, quando ero studentella di lingue, che tutte le parole straniere non di uso comune vanno messe al maschile...o mi sbaglio io?)
Ma facciamo un passo indietro. La storia inizia un po' prima e le prime avvisaglie ci sono di solito a natale. Cosa cazzarola c'entra il natale coi sakura? Una cippa, rispondo io. Ma qual'è il dolce tipico natalizio in Giappone? No, non è il panettone ripieno di azuki, bensì il temibile Christmas cake, una torta con panna e fragole (mi è venuta voglia di Big Babol, credo siano secoli che non ne mangio una).
Ecco, è lì che si inizia a subodorare che c'è qualcosa che non va, per quanto le fragole giapponesi siano talmente buone che viene da chiedersi se non iniettino lo zucchero direttamente in ogni singolo frutto. Infatti la prima grande incognita è che le fragole, qui, sono un frutto prettamente invernale (!!!). Per cui da gennaio il colore rosa inzia, tomo tomo cacchio cacchio, a invadere gli scaffali dei dolci dei supermercati.
Poi arriva febbraio, il mese della fioritura dei susini, o dei pruni, o come diavolo si chiamano (il mio rapporto con le piante meriterebbe un discorso a parte), insomma dell'ume.
Sono molto belli gli ume, mi piacciono un sacco.
Oltre agli ume, a febbraio, c'è pure San Valentino, quindi ajutm addì (trad. aiutami a dire), c'è proprio un'esplosione orgasmica di rosso e rosa.
A marzo in teoria si dovrebbe inziare a parlare di sakura, ma quest'anno ce l'hanno fatta penare e i susini stanno ancora fiorendo, quindi figurati, mò ce li freghi i ciliegi a fiorire con 'sto freddo!
In compenso ci sono sempre i peschi, non scordiamoci che anche loro fioriscono mò.
Insomma, il risultato è questo:
Angoli a tema rosa con tutti i prodotti al tal gusto dalle patatine, alla cioccolata, alle caramelle (in queste 2 foto appunto pesca e prugna).
Ovviamente ormai siamo in marzo e anche se fa un freddo boia, per le aziende è ora di sakura.
Il gusto sakura, come molti già sapranno, esiste. A me non piace molto (in realtà nemmeno a tanti giapponesi), ma è comunque mangiabile.
Per l'occasione vi presento un prodotto che tutti conoscono: lo yogurt col bifidus! Che qua si chiama Bio:
No, non l'ho comprato: già non mi piace molto il gusto sakura, metteteci pure che lo yogurt non mi fa impazzire! Comunque sì, in teoria ci dovrebbero essere una sorta di petali di ciliegio dentro allo yogurt...
Ma c'è anche ciò a cui nessuno avrebbe mai osato pensare:
Sì, lo so che non dovrei andare dal Mc Donald's, ma che ci posso fare? Mi piace! E' come la Coca-cola...e il trash americano che è in me non sa resistere. E poi è un'ottima occasione per studiare le strategie di vendita! Ieri, per esempio, ho studiato un sacco! (davvero, mica scherzo...)
Comunque, i menù 14 e 15 sono piuttosto normali, entrambi a base di carne in salsa teriyaki, che in Giappone è normale, e uovo (Teritama = teri + tama uovo). Il 15 è basico, mentre il 14 è al formaggio.
E' il 16 che è il problema. Al nome di "Sakura Teritama" ci appare un 15 basico con aggiunta di salsa ai fiori di ciliegio. Da qua non si vede, ma dovrebbe essere quella salsina che sporge da sopra la foglia di insalata.
Devo confessare che per un attimo sono stata tentata...ma alla fine ho optato per un sano e tradizionale 14 (da cui si evince la mia propensione al formaggio fuso).
C'è da dire che non è che fanno TUTTO al sapore di petali di ciliegio. Anzi, la maggior parte dei prodotti di solito ha solo la confezione decorata a tema, tipo le birre, le bibite, le patatine, ma anche le confezioni del cibo da asporto, i dolci...insomma qualsiasi tipo di prodotto. Senza contare le decorazione degli interni dei negozi...
Io stessa, durante uno stage in una ditta che ho fatto in quest'ultimo mese, sono stata incaricata di fare le decorazioni delle lettere di ringraziamento per i clienti e mi hanno tartassato coi sakura! Sono uscite carine, per carità, ma avrei voluto sperimentare un po' di più su un soggetto così inflazionato.
Tutto sommato comunque per me è molto interessante vedere tutti questi cambi di simboli, soggetti, design, colori...in Italia le occasioni sono molto più rare.
In ultimo vi lascio con un'altra mia grandiosa spesa che andrà a fare compagnia al Dio Ra:
L'astronauta!!! Ancora qualche altra penna e potrò formare i Village People alternativi!
Guardateli come sono carini insieme! Potrebbe quasi nascere una storia d'amore (Nobuo veramente li ha già aiutati a darsi il primo bacio).
Mhmmm...ultimamente scrivo un sacco...si vede che non ho una cippalippa da fare! :D
martedì 20 marzo 2012
Ma il tiramisù si cuoce?
Forse la cosa si è già un po' sputtanata, ma in Giappone il 14 marzo è stato il White Day.
Per i pochi che leggono sto blog e che ancora non sanno cosa sia, ecco, come al solito quello che dice Wikipedia è legge . Vabè, comunque detta in parole molto povere è il corrispettivo di San Valentino, un giorno nel quale tutti gli uomini che hanno ricevuto la cioccolata il 14 febbraio possono ricambiare.
Certo, ci sarebbe da spiegare anche l'assurdo modo di festeggiare San Valentino che hanno da queste parti, ma mi asterrò, tanto è tutto già scritto nella pagina del White Day di Wikipedia :D
Comunque non volevo fare un trattato di sociologia...solo che la mania di fare regali a base di dolci ogni due per tre mi tocca nel momento in cui i regali vengono messi dentro delle scatole e vendute. Eh, lo so, ognuno ha le sue croci e i propri scheletri nell'armadio, io mi porto dietro quella del marketing, tormentata passione che consumo in segreto.
Comunque, lungi da me fare un trattato di marketing, anche!
Semplicemente volevo rendere partecipe il mondo del primo serio whiteday-regalo che ho ricevuto (il primo anno Nobuo mi regalò un bottiglietta di pregiuato olio al peperoncino -.- e l'anno scorso nemmeno me lo ricordo...me l'avrà fatto? mi sa di no...).
Cosa più unica che rara, il 14 marzo eravamo liberi entrambi e quindi siamo andati a Osaka. Prima di portarmi a mangiare in un ristorante che fa solo cucina toscana (a Kyoto però), sempre per sto fatto del White Day, mi ha trascinata nei famosi depachika, i piani sotterranei dei grandi magazzini giapponesi (depaato grande magazzino + chika sotterraneo) perchè doveva "comprare il regalo", che in realtà era una bieca scusa per poter comprare dolci random.
Fatto sta che scendiamo giù e mi trovo davanti una distesa di salary-man tutti in fila nei vari negozi (che nei depachika sono aperti, tipo stand).
Ed è in quel momento che realizzo la connessione! Studipi uomini, tutti in fila all'ultimo secondo per raccattare un regalo per le varie consorti. Non che il mio, di uomo, fosse messo meglio eh! Mi si è addirittura portato dietro (no, dai, scherzo, pooooovero :p).
E' che sono sicura che i regalini per le varie colleghe e amiche erano già stati preparati e messi nella cartella dalle loro mogli, solo che al regalo per la moglie ci devono pensare da soli! Ah ah ah ah!
Però è stato un fenomeno interessante vedere tutti sti uomini neri in un posto che è generalmente il regno delle donnine.
Oh, almeno apprezzate il fatto che per mostrarvi lo spettacolo ho corso un grosso rischio! Sarebbe bastato che uno solo di tutti sti tipi fosse andato a chiamare qualcuno e per la seconda volta sarei stata cacciata da un esercizio commerciale a causa delle foto :D
Vabbuò, vi mostro anche quello che alla fine ha comprato Nobuo da C3, che è una catena relativamente nuova i cui dolci richiamano vagamente quelli italiani, soprattutto nei nomi (notare che nella HP linkata il menù è scritto anche in italiano...un italiano dove il plurale è a discrezione di chi scrive, immagino):
Questo è il primo. Come potete vedere è molto molto kawaii e dentro ha 2 ciambelle un po' gommose e una busta di baci di dama alla fragola che invece erano molto molto buoni. Usando tutta l'immaginazione che avevano hanno chiamato le ciambelle "Cerchio", mentre per i baci di dama, devo ammetterlo, si sono impegnati: "Per Bambina".
Ma...aspettate un attimo! Controllando il sito proprio ora noto con orrore che tutta la linea dei baci di dama ai vari gusti ha cambiato nome e design!!! :O Adesso si chiamano "Sacucci Horocci" e ho il terrore di sapere a cosa pensavano quando lo hanno scelto.
Comunque il sito è bellissimo, cazzarola! Anche quel delicato "tin" che fa quando indichi col mouse...*_*
Il secondo pacco è questo:
che è stato comprato principalmente perchè Nobuo vivrebbe di tiramisù. Infatti non fatevi ingannare dalla scatola perchè l'interno...
...era pieno di piccoli tiramisù COTTI! Eeeeeh sì! Il nome di questi cosi è 焼きティラミス yakitiramisu, ovvero tiramisù cotto. E infatti come l'avranno chiamato nella versione italiana?
Uagliù, sono buonissimi. Ma tanto!
Appello a tutti gli italiani in Giappone: andatevene a comprare una scatola e mangiatevela tutta da soli, perchè a dividerla la cosa potrebbe prendere una brutta piega.
Buonibuonibuoni! Davvero, andatevi a vedere le immagini sulla pagina che ho linkato, chè rendono molto di più l'idea.
Infine ho fatto una foto di gruppo delle scatole e delle varie buste che ci hanno infilato nella scatola. Perchè qui è scontato, ma ogni, ogni volta che andate a comprare dolci o in generale cose di questo tipo, confezioni regalo insomma, vi danno una busta nuova per ogni pezzo che viene messa insieme ai prodotti stessi, ben chiusa, nella busta grande che viene data a voi.
Scusate il piedazzo di Nobuo e il futon ammucchiato sullo sfondo...:p
Ora, a parte tutto e a parte gli errori gi grammatica italiana, ma questo negozio ha un design stupendo, tutto, i prodotti, le scatole, le decorazioni, il sito web...ed è pure buono!
Per oggi basta anche se ho in caldo un bel po' di cosette...e siccome da venerdì sono praticamente libera per 10 giorni...eh eh eh!
Per i pochi che leggono sto blog e che ancora non sanno cosa sia, ecco, come al solito quello che dice Wikipedia è legge . Vabè, comunque detta in parole molto povere è il corrispettivo di San Valentino, un giorno nel quale tutti gli uomini che hanno ricevuto la cioccolata il 14 febbraio possono ricambiare.
Certo, ci sarebbe da spiegare anche l'assurdo modo di festeggiare San Valentino che hanno da queste parti, ma mi asterrò, tanto è tutto già scritto nella pagina del White Day di Wikipedia :D
Comunque non volevo fare un trattato di sociologia...solo che la mania di fare regali a base di dolci ogni due per tre mi tocca nel momento in cui i regali vengono messi dentro delle scatole e vendute. Eh, lo so, ognuno ha le sue croci e i propri scheletri nell'armadio, io mi porto dietro quella del marketing, tormentata passione che consumo in segreto.
Comunque, lungi da me fare un trattato di marketing, anche!
Semplicemente volevo rendere partecipe il mondo del primo serio whiteday-regalo che ho ricevuto (il primo anno Nobuo mi regalò un bottiglietta di pregiuato olio al peperoncino -.- e l'anno scorso nemmeno me lo ricordo...me l'avrà fatto? mi sa di no...).
Cosa più unica che rara, il 14 marzo eravamo liberi entrambi e quindi siamo andati a Osaka. Prima di portarmi a mangiare in un ristorante che fa solo cucina toscana (a Kyoto però), sempre per sto fatto del White Day, mi ha trascinata nei famosi depachika, i piani sotterranei dei grandi magazzini giapponesi (depaato grande magazzino + chika sotterraneo) perchè doveva "comprare il regalo", che in realtà era una bieca scusa per poter comprare dolci random.
Fatto sta che scendiamo giù e mi trovo davanti una distesa di salary-man tutti in fila nei vari negozi (che nei depachika sono aperti, tipo stand).
Ed è in quel momento che realizzo la connessione! Studipi uomini, tutti in fila all'ultimo secondo per raccattare un regalo per le varie consorti. Non che il mio, di uomo, fosse messo meglio eh! Mi si è addirittura portato dietro (no, dai, scherzo, pooooovero :p).
E' che sono sicura che i regalini per le varie colleghe e amiche erano già stati preparati e messi nella cartella dalle loro mogli, solo che al regalo per la moglie ci devono pensare da soli! Ah ah ah ah!
Però è stato un fenomeno interessante vedere tutti sti uomini neri in un posto che è generalmente il regno delle donnine.
Vabbuò, vi mostro anche quello che alla fine ha comprato Nobuo da C3, che è una catena relativamente nuova i cui dolci richiamano vagamente quelli italiani, soprattutto nei nomi (notare che nella HP linkata il menù è scritto anche in italiano...un italiano dove il plurale è a discrezione di chi scrive, immagino):
Questo è il primo. Come potete vedere è molto molto kawaii e dentro ha 2 ciambelle un po' gommose e una busta di baci di dama alla fragola che invece erano molto molto buoni. Usando tutta l'immaginazione che avevano hanno chiamato le ciambelle "Cerchio", mentre per i baci di dama, devo ammetterlo, si sono impegnati: "Per Bambina".
Ma...aspettate un attimo! Controllando il sito proprio ora noto con orrore che tutta la linea dei baci di dama ai vari gusti ha cambiato nome e design!!! :O Adesso si chiamano "Sacucci Horocci" e ho il terrore di sapere a cosa pensavano quando lo hanno scelto.
Comunque il sito è bellissimo, cazzarola! Anche quel delicato "tin" che fa quando indichi col mouse...*_*
Il secondo pacco è questo:
che è stato comprato principalmente perchè Nobuo vivrebbe di tiramisù. Infatti non fatevi ingannare dalla scatola perchè l'interno...
...era pieno di piccoli tiramisù COTTI! Eeeeeh sì! Il nome di questi cosi è 焼きティラミス yakitiramisu, ovvero tiramisù cotto. E infatti come l'avranno chiamato nella versione italiana?
Uagliù, sono buonissimi. Ma tanto!
Appello a tutti gli italiani in Giappone: andatevene a comprare una scatola e mangiatevela tutta da soli, perchè a dividerla la cosa potrebbe prendere una brutta piega.
Buonibuonibuoni! Davvero, andatevi a vedere le immagini sulla pagina che ho linkato, chè rendono molto di più l'idea.
Infine ho fatto una foto di gruppo delle scatole e delle varie buste che ci hanno infilato nella scatola. Perchè qui è scontato, ma ogni, ogni volta che andate a comprare dolci o in generale cose di questo tipo, confezioni regalo insomma, vi danno una busta nuova per ogni pezzo che viene messa insieme ai prodotti stessi, ben chiusa, nella busta grande che viene data a voi.
Ora, a parte tutto e a parte gli errori gi grammatica italiana, ma questo negozio ha un design stupendo, tutto, i prodotti, le scatole, le decorazioni, il sito web...ed è pure buono!
Per oggi basta anche se ho in caldo un bel po' di cosette...e siccome da venerdì sono praticamente libera per 10 giorni...eh eh eh!
venerdì 11 novembre 2011
Mou alla pecora
Ieri ho avuto un attacco acuto di raffreddore e oggi mi sento pure un pò di febbre. In compenso gli starnuti si sono calmati così non schiferò più la gente intorno a me con il mio moccio infetto.
Mah, saranno state le scorrazzate in bici con 10 gradi e la giacchettina, chissà.
Comunque, l'altro giorno ero andata a fare scorta di pasta da Yamaya, il mio negozio di fiducia insieme a Liquor Mountain. Giro lo sguardo e, nell'angolo delle offerte, vedo vari tipi di caramelle mou.
A me manco mi piacciono tanto le caramelle mou. Ma, non so perchè, forse spinta dall'istinto primordiale abbbruzzese che c'è in me, mi sono avvicinata. Le confezioni erano carine, ma niente di che, nella norma, quando, a un certo punto, l'occhio mi cade sul pacchetto più kitsch.
CARAMELLE MOU AL GENGHIS KHAN
Ora, per chi non lo sapesse, il Genghis Khan è un piatto tipico dell'Hokkaido ed è più o meno una grigliata di carne di pecora e verdure e pare che fosse il piatto preferito...indovinate di chi?
Non l'ho mai mangiato purtroppo, ma mi assicurano tutti che sia buonissimo. E non ho motivo di avere dubbi, visto che sono cresciuta a latte e arrosticini (che ovviamente sono SOLO di pecora: diffidate dalle imitazioni!), come tutti gli abruzzesi.
Metteteci pure che Nobuo è un grande fan dell'Hokkaido e..beh, le ho prese al volo.
Sì, ho comprato un pacchetto di caramelle alla carne di pecora.
Se non sono abruzzese io!
Poi, siccome mi sentivo in colpa a riportare una cosa che con ogni probabilità sarebbe finita nel secchio dell'indifferenziato, ho dato uno sguardo anche alle altre caramelle.
Erano tutte a base di specialità dell'Hokkaido, ma stavolta più normali: il pregiuato latte dell'Hokkaido, il celeberrimo melone dell'Hokkaido, la famosissima lonicera (vi prego, ditemi che l'ignorante non sono solo io) dell'Hokkaido, insomma, cose così.
Siccome non volevo rischiare, ma volevo comunque prendere una cosa sfiziosa, mi sono fidata delle caramelle ai campi di lavanda dell'Hokkaido.Della serie: male che vada sapranno di saponetta.
Ma forse è stata solo una reazione causa-effetto, ovvero dopo aver mangiato caramelle alla pecora, che come si sa non è che sia famosa per il suo profumo di rose e violette, il mio cervello ha trovato che fosse un'ottima idea abbinarci delle altre caramelle a qualcosa che serve per profumare i cassetti.
Aaaah, come mi manca la sveglia di mia mamma le mattine dopo essere andata ad abbuffarmi di arrosticini: "Madonna, che è sta puzza pecoregna!!". Nostalgia.
Questa è una foto dei due pacchetti aperti. Hanno la doppia scatola, con l'interno che scivola fuori. A proposito di questo, quando li ho aperti ho notato che le 2 file verticali di caramelle non erano allineate, come potete vedere.
Quindi ho tirato fuori tutto l'interno e, come si vede nella foto seguente, in ogni pacchetta una delle caramelle in fondo è posizionata in modo diverso dalle altre. Immagino che questa cosa sia allo scopo di afferrare meglio le caramelle.
Beh, mi sembra una buona idea!
Peccato che, nonostante le mie ricerche, pare proprio che l'azienda produttrice, la Sapporo Gourmet Foods, non abbia un sito internet.
A questo punto qualcuno si starà chiedendo come fossero, queste caramelle. Perchè qualcuno se lo sta chiedendo, veeero?
Quelle alla lavanda sono proprio buone, nonstante il fatto che la lavanda non mi piaccia per niente. E infatti non sanno per niente di lavanda, ah ah ah ah!
Quelle alla pecora...
...
..
sono immangiabili.
Mah, saranno state le scorrazzate in bici con 10 gradi e la giacchettina, chissà.
Comunque, l'altro giorno ero andata a fare scorta di pasta da Yamaya, il mio negozio di fiducia insieme a Liquor Mountain. Giro lo sguardo e, nell'angolo delle offerte, vedo vari tipi di caramelle mou.
A me manco mi piacciono tanto le caramelle mou. Ma, non so perchè, forse spinta dall'istinto primordiale abbbruzzese che c'è in me, mi sono avvicinata. Le confezioni erano carine, ma niente di che, nella norma, quando, a un certo punto, l'occhio mi cade sul pacchetto più kitsch.
CARAMELLE MOU AL GENGHIS KHAN
Ora, per chi non lo sapesse, il Genghis Khan è un piatto tipico dell'Hokkaido ed è più o meno una grigliata di carne di pecora e verdure e pare che fosse il piatto preferito...indovinate di chi?
Non l'ho mai mangiato purtroppo, ma mi assicurano tutti che sia buonissimo. E non ho motivo di avere dubbi, visto che sono cresciuta a latte e arrosticini (che ovviamente sono SOLO di pecora: diffidate dalle imitazioni!), come tutti gli abruzzesi.
Metteteci pure che Nobuo è un grande fan dell'Hokkaido e..beh, le ho prese al volo.
Sì, ho comprato un pacchetto di caramelle alla carne di pecora.
Se non sono abruzzese io!
Poi, siccome mi sentivo in colpa a riportare una cosa che con ogni probabilità sarebbe finita nel secchio dell'indifferenziato, ho dato uno sguardo anche alle altre caramelle.
Erano tutte a base di specialità dell'Hokkaido, ma stavolta più normali: il pregiuato latte dell'Hokkaido, il celeberrimo melone dell'Hokkaido, la famosissima lonicera (vi prego, ditemi che l'ignorante non sono solo io) dell'Hokkaido, insomma, cose così.
Siccome non volevo rischiare, ma volevo comunque prendere una cosa sfiziosa, mi sono fidata delle caramelle ai campi di lavanda dell'Hokkaido.Della serie: male che vada sapranno di saponetta.
Ma forse è stata solo una reazione causa-effetto, ovvero dopo aver mangiato caramelle alla pecora, che come si sa non è che sia famosa per il suo profumo di rose e violette, il mio cervello ha trovato che fosse un'ottima idea abbinarci delle altre caramelle a qualcosa che serve per profumare i cassetti.
Aaaah, come mi manca la sveglia di mia mamma le mattine dopo essere andata ad abbuffarmi di arrosticini: "Madonna, che è sta puzza pecoregna!!". Nostalgia.
Questa è una foto dei due pacchetti aperti. Hanno la doppia scatola, con l'interno che scivola fuori. A proposito di questo, quando li ho aperti ho notato che le 2 file verticali di caramelle non erano allineate, come potete vedere.
Quindi ho tirato fuori tutto l'interno e, come si vede nella foto seguente, in ogni pacchetta una delle caramelle in fondo è posizionata in modo diverso dalle altre. Immagino che questa cosa sia allo scopo di afferrare meglio le caramelle.
Beh, mi sembra una buona idea!
Peccato che, nonostante le mie ricerche, pare proprio che l'azienda produttrice, la Sapporo Gourmet Foods, non abbia un sito internet.
A questo punto qualcuno si starà chiedendo come fossero, queste caramelle. Perchè qualcuno se lo sta chiedendo, veeero?
Quelle alla lavanda sono proprio buone, nonstante il fatto che la lavanda non mi piaccia per niente. E infatti non sanno per niente di lavanda, ah ah ah ah!
Quelle alla pecora...
...
..
sono immangiabili.
domenica 26 giugno 2011
Oh, ma che è sto casino?? (2)
E quindi, in un'afosissima giornata estiva, di quelle da sudare anche a stare fermi, riprendo in mano la mia rubrica preferita (e anche l'unica) per parlarvi un po' di questo, un po' di quello, un po' di quest'altro.
E anche per dare un senso a tutte le foto che vado facendo, oltre a quello di compiacermene guardandole.
Ma prima di entrare nel vivo della discussione, vorrei fare outing: io adoro l'estate e il caldo! Sì, adoro quella sensazione di appicicaticcio, l'afa, il sole accecante, sudare e fare infinite docce, abbronzarmi e, soprattutto, uscire con una canotta e non aver bisogno del malefico "golfino".
Sì, tutti voi che appena ci sono 24° iniziate a smaniare e accendete senza riflettere i condizionatori a 20°, ogni tanto pensate anche al fatto che a qualcuno il caldo potrebbe anche piacere.
Purtroppo vivo in un Paese che ha il terrore della luce del sole e del calore, quindi dovrò sorbirmi 3 mesi di mal di testa, pelle d'oca e golfini. Alla faccia del risparmio energetico post-terremoto.
Ok, ho il dente avvelenato.
Detto ciò, iniziamo.



Questa è una confezione economica, da conbini, di annin dofu , che è praticamente un budino alla mandorla tipico cinese. A parte il fatto che è buonissimo, delicato, dolce ma non troppo e leggero, di solito viene venduto in confezioni normali, tipo quelle dello yogurt. Ma un giorno ho trovato questa che aveva addirittura la riproduzione in plastica del tradizionale cucchiaio cinese.
Il cucchiaio era confezionato separatamente e unito alla scatola del budino con una striscia adesiva che fungeva anche da etichetta, rossa. Colore azzeccato perchè, di solito, sull'annin dofu viene messa una bacca di Goji (lo ammetto, non avevo idea di cosa fosse prima di essere andata a vedere Wikipedia), che ha proprio quel colore là. Per la cronaca, la bacca di Goji non sa di nulla.
In sè la confezione è semplicissima, tutta trasparente, in pratica il design è dato dal prodotto stesso, bianco latte e dall'adesivo rosso che, pur non essendo la bacca contenuta nella confezione (immagino che costi troppo per le produzioni industriali), insieme al bianco del budino rimanda subito all'immagine tipica dell'annin dofu.


Continuo con un souvenir che un mio carissimo amico mi ha riportato dal suo Paese, la Tailandia. Ok, riconosco che non ha nulla di tailandese, ah ah! Dentro questa scatola c'erano dei semplici, per quanto buoni, biscottini da tè. La scatola però è molto bella secondo me. Intanto è durissima, quindi ottima da riutilizzare, e poi i disegni stilizzati azzurri che la decorano sono come...gommosi!!! Ah! Che bella sensazione!!! (sono come i cani che "amano le consistenze differenti" -chi indovina la citazione è bravo-). E poi, anche se non si vede, luccica!!*_*

Poi, guardate che bellissimo album con i fogli colorati che ho trovato da Loft!!(ho trovato solo il sito giapponese...comunque è una grossa catena di oggettistica, cancelleria, cose per la casa e cazzate varie). L'immagine in copertina non ricorda le illustrazioni dei libri da colorare degli anni '80? Aaah! (lacrimuccia).

Qualche giorno fa, mentre andavo in bicicletta a scuola facendo un percorso diverso dal solito, ho alzato lo sguardo e ho notato che i lampioni di quella strada erano veramente interessanti. La gabbia della lampadina è fatta da un cubo le cui pareti sono formate da stanghette orizzontali, tutto sul marrone scuro, mooooolto giapponese come cosa (e il vedo-non vedo, e la penombra, e il legno, e la geometria, e la rava, e la fava). Per ogni lampione ci sono 2 lampade messe su livelli e in posizioni diverse. Se siete a Kyoto e volete dargli un occhio, si trovano su Kawaramachi, nel pezzo tra Nijo-dori e Marutamachi, circa.
Scusate le foto, ma le ho fatte di fretta, sulla bici, e non riuscivo a trovare un'angolazione degna (notare gli onnipresenti fili elettrici tesi ai 4 venti).
Comunque, 2 anni e ci ho fatto caso solo ora....

Un po' di tempo fa sono andata con una mia amica in un centro commerciale e tò, che ti trovo? Kiddyland!!! Il regno del kawaii. Era una filiale piccola, ma aveva il suo perchè. Comunque, ho trovato queste penne e matite assurde, con il pirulicchio per tirare fuori la punta fatto da orecchie, nasi, occhi e qualsiasi tipo di sporgenza che un essere vivente possa avere (...è un negozio per bambini! Niente oscenità, ma secondo me da qualche parte vendono anche quelle...). La più grandiosa però era la penna-Buddha doppio colore con le orecchione.
Infine, chiudo con un paio di cartelli segnaletici per il bagno...sono stupendi, stanno oltre! :D
Indovinate dove si trovano? Dico solo che uno è a Osaka e l'altro in provincia di Osaka!

E anche per dare un senso a tutte le foto che vado facendo, oltre a quello di compiacermene guardandole.
Ma prima di entrare nel vivo della discussione, vorrei fare outing: io adoro l'estate e il caldo! Sì, adoro quella sensazione di appicicaticcio, l'afa, il sole accecante, sudare e fare infinite docce, abbronzarmi e, soprattutto, uscire con una canotta e non aver bisogno del malefico "golfino".
Sì, tutti voi che appena ci sono 24° iniziate a smaniare e accendete senza riflettere i condizionatori a 20°, ogni tanto pensate anche al fatto che a qualcuno il caldo potrebbe anche piacere.
Purtroppo vivo in un Paese che ha il terrore della luce del sole e del calore, quindi dovrò sorbirmi 3 mesi di mal di testa, pelle d'oca e golfini. Alla faccia del risparmio energetico post-terremoto.
Ok, ho il dente avvelenato.
Detto ciò, iniziamo.
Questa è una confezione economica, da conbini, di annin dofu , che è praticamente un budino alla mandorla tipico cinese. A parte il fatto che è buonissimo, delicato, dolce ma non troppo e leggero, di solito viene venduto in confezioni normali, tipo quelle dello yogurt. Ma un giorno ho trovato questa che aveva addirittura la riproduzione in plastica del tradizionale cucchiaio cinese.
Il cucchiaio era confezionato separatamente e unito alla scatola del budino con una striscia adesiva che fungeva anche da etichetta, rossa. Colore azzeccato perchè, di solito, sull'annin dofu viene messa una bacca di Goji (lo ammetto, non avevo idea di cosa fosse prima di essere andata a vedere Wikipedia), che ha proprio quel colore là. Per la cronaca, la bacca di Goji non sa di nulla.In sè la confezione è semplicissima, tutta trasparente, in pratica il design è dato dal prodotto stesso, bianco latte e dall'adesivo rosso che, pur non essendo la bacca contenuta nella confezione (immagino che costi troppo per le produzioni industriali), insieme al bianco del budino rimanda subito all'immagine tipica dell'annin dofu.
Continuo con un souvenir che un mio carissimo amico mi ha riportato dal suo Paese, la Tailandia. Ok, riconosco che non ha nulla di tailandese, ah ah! Dentro questa scatola c'erano dei semplici, per quanto buoni, biscottini da tè. La scatola però è molto bella secondo me. Intanto è durissima, quindi ottima da riutilizzare, e poi i disegni stilizzati azzurri che la decorano sono come...gommosi!!! Ah! Che bella sensazione!!! (sono come i cani che "amano le consistenze differenti" -chi indovina la citazione è bravo-). E poi, anche se non si vede, luccica!!*_*
Poi, guardate che bellissimo album con i fogli colorati che ho trovato da Loft!!(ho trovato solo il sito giapponese...comunque è una grossa catena di oggettistica, cancelleria, cose per la casa e cazzate varie). L'immagine in copertina non ricorda le illustrazioni dei libri da colorare degli anni '80? Aaah! (lacrimuccia).
Scusate le foto, ma le ho fatte di fretta, sulla bici, e non riuscivo a trovare un'angolazione degna (notare gli onnipresenti fili elettrici tesi ai 4 venti).
Comunque, 2 anni e ci ho fatto caso solo ora....
Infine, chiudo con un paio di cartelli segnaletici per il bagno...sono stupendi, stanno oltre! :D
Indovinate dove si trovano? Dico solo che uno è a Osaka e l'altro in provincia di Osaka!
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lunedì 28 marzo 2011
Oh, ma che è sto casino??
E' quello che mi diceva (anzi, che mi dice tutt'ora) mia madre appena entrava in camera mia. Ovviamente poi mi obbligava (mi obbliga) a mettere a posto. Quindi ho deciso di utilizzare questa frase come titolo dei post che farò da ora in poi quando ho un po' di foto ammucchiate in qualche cartella e decido di raggrupparle qui sul blog. Di solito si tratterà di confezioni, packaging carini, simpatici, particolari, ma sui quali fare un intero post dedicato sarebbe abbastanza superfluo.
Partiamo con un imballaggio che più tradizionale non si può: la temibile foglia di bambù! In pratica i giapponesi usano, o meglio, usavano il bambù in ogni dove. Si usa tutto del bambù, sia le foglie, sia il tronco...un po' come il maiale! L'utilizzo più famoso della foglia, forse, è per avvolgere e conservare gli onigiri. Per gli onigiri però la foglia deve essere essiccata, ma ne parlerò più nello specifico, prima o poi: mai perdere la speranza!
In questo caso invece la foglia è fresca ed è avvolta intorno a una pallotta di mochi aromatizzato a non mi ricordo cosa. La forma dell'involucro finito è triangolare (gli piace assai ai giapponesi la forma del triangolo!).
Pare che la foglia di bambù conservi molto bene i cibi, oltre ad essere resistente. Il discorso sul tronco, poi, è ancora più interessante...ma anche per questo è d'obbligo un post a parte.
Ah, ringrazio Fabiana che si è prestata a reggere il coso mentre lo fotografavo! :D


Proseguiamo con dei biscotti in monoporzione. Questi, devo ammetterlo, non sono giapponesi, bensì britannici. Ma avevano una confezione così kawaii!! Erano al gusto lampone e quando ho aperto la confezione...ta ta ta taaaan! Il biscotto stesso era a forma di orsetto. Rosa perdipiù!
Il gusto e l'odore erano pericolosamente chimici, ma li ho mangiati lo stesso. Prima e ultima volta.
Ma poi, l'orsetto sulla confezione, cosa sta facendo? Sputacchia via un lampone??


Qui invece abbiamo una scatoletta che, a vederla, di primo acchito sembrerebbe una scatola di Frisk, quelle minuscole e letali caramelle che ti ustionano la bocca ma che non puoi fare a meno di mangiare, da bravo masochista. Magari Frisk al sapore di sale, come suggerisce lo 塩 shio, sale appunto, sull'etichetta. E invece no! Ah ah ah ah! E' proprio sale! Il sale da taschino!! Già. Un po' di tempo fa, insieme ai miei ex-colleghi, siamo andati a visitare una fabbrica minuscola di sale marino vicino AmanoHashidate e lì vendevano questi gadget. Ce n'erano con un sacco di immagini differenti, ma io ho deciso per quella classica con il logo della ditta 琴引の塩 Kotobiki no
Shio (purtroppo ho trovato solo pagine in giapponese).
In realtà ho scoperto che mi torna utile portarmelo dietro perchè a Kyoto la cucina è sciapissima!




Infine una simpatica chicca: guardate che etichetta si sono messi a fare per quattro miseri pomodorini...

Adesso però passo a fare una nota seria. L'11 marzo c'è stato il terremoto con conseguente tsunami e incidente alla centrale di Fukushima, che tutt'ora non è ancora stato risolto. Di tutto ciò si è detto molto, anche troppo, specialmente nella stampa estera. Quindi su Nikku-nekku non ne parlerò. Se vi va di leggere il mio parere a proposito, andate qui, dove mi è stata data la possibilità di esprimermi attraverso un articolo. Se invece volete notizie serie, realistiche e approfondite, vi lascio i link di un paio di blog che seguo:
Giappo pazzie e Nicolaingiappone
Per il resto ho perso ogni più piccolo barlume di fiducia nei media e quindi cancellerò dai siti interessanti di questo blog il Fatto Quotidiano.
Partiamo con un imballaggio che più tradizionale non si può: la temibile foglia di bambù! In pratica i giapponesi usano, o meglio, usavano il bambù in ogni dove. Si usa tutto del bambù, sia le foglie, sia il tronco...un po' come il maiale! L'utilizzo più famoso della foglia, forse, è per avvolgere e conservare gli onigiri. Per gli onigiri però la foglia deve essere essiccata, ma ne parlerò più nello specifico, prima o poi: mai perdere la speranza!
In questo caso invece la foglia è fresca ed è avvolta intorno a una pallotta di mochi aromatizzato a non mi ricordo cosa. La forma dell'involucro finito è triangolare (gli piace assai ai giapponesi la forma del triangolo!).
Pare che la foglia di bambù conservi molto bene i cibi, oltre ad essere resistente. Il discorso sul tronco, poi, è ancora più interessante...ma anche per questo è d'obbligo un post a parte.
Ah, ringrazio Fabiana che si è prestata a reggere il coso mentre lo fotografavo! :D
Proseguiamo con dei biscotti in monoporzione. Questi, devo ammetterlo, non sono giapponesi, bensì britannici. Ma avevano una confezione così kawaii!! Erano al gusto lampone e quando ho aperto la confezione...ta ta ta taaaan! Il biscotto stesso era a forma di orsetto. Rosa perdipiù!
Il gusto e l'odore erano pericolosamente chimici, ma li ho mangiati lo stesso. Prima e ultima volta.
Ma poi, l'orsetto sulla confezione, cosa sta facendo? Sputacchia via un lampone??
Qui invece abbiamo una scatoletta che, a vederla, di primo acchito sembrerebbe una scatola di Frisk, quelle minuscole e letali caramelle che ti ustionano la bocca ma che non puoi fare a meno di mangiare, da bravo masochista. Magari Frisk al sapore di sale, come suggerisce lo 塩 shio, sale appunto, sull'etichetta. E invece no! Ah ah ah ah! E' proprio sale! Il sale da taschino!! Già. Un po' di tempo fa, insieme ai miei ex-colleghi, siamo andati a visitare una fabbrica minuscola di sale marino vicino AmanoHashidate e lì vendevano questi gadget. Ce n'erano con un sacco di immagini differenti, ma io ho deciso per quella classica con il logo della ditta 琴引の塩 Kotobiki no
Shio (purtroppo ho trovato solo pagine in giapponese).
In realtà ho scoperto che mi torna utile portarmelo dietro perchè a Kyoto la cucina è sciapissima!
Infine una simpatica chicca: guardate che etichetta si sono messi a fare per quattro miseri pomodorini...
Adesso però passo a fare una nota seria. L'11 marzo c'è stato il terremoto con conseguente tsunami e incidente alla centrale di Fukushima, che tutt'ora non è ancora stato risolto. Di tutto ciò si è detto molto, anche troppo, specialmente nella stampa estera. Quindi su Nikku-nekku non ne parlerò. Se vi va di leggere il mio parere a proposito, andate qui, dove mi è stata data la possibilità di esprimermi attraverso un articolo. Se invece volete notizie serie, realistiche e approfondite, vi lascio i link di un paio di blog che seguo:
Giappo pazzie e Nicolaingiappone
Per il resto ho perso ogni più piccolo barlume di fiducia nei media e quindi cancellerò dai siti interessanti di questo blog il Fatto Quotidiano.
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Tradizione
martedì 28 dicembre 2010
Capaccio!
I biscottini al cioccolato protagonisti si chiamano "Capaccio!". Davvero, si chiamano così!
O meglio "Kapaccho!", secondo la corrente traslitterazione...ma ciò non cambia la ridicolaggine del nome.
Questo prodotto non è altro che un semplice snack della Lotte, (nota azienda giapponese di schifezze), fatto da mini-biscotti coperti di cioccolata da un lato. La sua particolarità sta nella confezione e la cosa è proprio dichiarata: "Nuovo packaging! Lo snack al cioccolato con la forma push-pop"...questo recita più o meno l'intestazione della pagina dedicata a "Kapaccho!"(faccio notare che nella mia ricerca ho trovato un paesino campano che si chiama Capaccio)
Ah ah ah ah ah, forma PUSH-POP!!!!
Vabè.
Comunque, tornando alla confezione, questa è praticamente fatta da 2 confezioni, una busta di plastica e alluminio accoppiati, tipo quella delle patatine, e una scatoletta di cartoncino. La busta è inserita per 2/3 nella scatola, mentre un terzo emerge dalla parte superiore di questa scatola, che quindi rimane aperta.
Ma il bello deve ancora venire. Il colpo di genio, la grande idea, la svolta nel mondo degli snack riguarda la trasformazione di cui è capace, ovvero, da busta-scatola piatta (per quanto piatta voglia essere una bustina di biscotti) a busta-scatola in 3D.
Eeeeh, perchè facendo *push-pop* la confezione si "allarga", in parole povere si piegano le parti già pre-piegate e quindi si dà spessore alla scatola.
La parte di sopra, la parte della busta che esce, è quella che si deve tagliare per poter accedere ai biscotti. Ovviamente ha un'apertura facilitata, come tutto in Giappone.
Una volta tagliata, però, rimane aperta...tutto sto casino del push-pop e poi la busta rimane aperta!!! In realtà c'è una specie di linguetta che dovrebbe tenerla chiusa, ma giudicate dalle foto a quanto possa servire!
Sia sul lato, sia sotto la linguetta ci sono le istruzioni illustrate per manovrare l'aggeggio infernale.
Una volta fatto tutto quello che si deve fare, l'unica agevolazione che ne deriva è che la confezione sta in piedi...ecco, sì, come una normale scatoletta di cartoncino e basta.
Insomma, l'apoteosi dell'inutilità: una quantità assurda di materiale impiegato per avere il minimo risultato.
Il target è per studenti delle superiori, impiegati sulla ventina e casalinghe sulla trentina...ok, la parte di popolazione più consumista e con più soldi a disposizione.
I gusti a disposizione sono 2: caramello e mandorla, mentre il design è il tipico design chiassoso e barocco che piace ai giapponesi.
Vi lascio con la pubblicità televisiva che, devo dire, mi è piaciuta (anche se non l'avevo mai vista in tv).
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