E' uscita una nuova, se così si può chiamare, bottiglia della Fanta ai gusti strambi.
Sempre della stessa linea della Fanta Fruits Punch (di cui ho parlato qui), ecco a voi la Fanta Apple!
La foto non è mia, l'ho trovata qui, ma siccome si tratta semplicemente di Pingram con il tag Fanta, la foto l'ho trovata con Google, ma nella schermata che poi esce non c'è. Quindi se volete l'autore...andatevelo a cercare! :D
Per essere bella, la bottiglia è bella come lo era anche l'altra al punch. Il mio dubbio invece riguarda la descrizione che ne fa il sito della Coca-cola perchè parla del design del 1974!
Ora, siccome sono tutt'altro che infallibile, andiamoci a rinfrescare la memoria alla pagina della già citata Fanta Fruits Punch...ok, confermato il fatto che parla di riedizione del 1984 (chiedo conferma anche a tutti quelli che leggono il giapponese, ma anche agli altri, visto che la data è scritta in cifre).
E allora perchè nella pagina della Fanta Apple si parla invece di 1974?? In 10 anni il design della Fanta non cambiò minimamente? Hanno sbagliato a scrivere? Ci stanno a pijà pe culo?
Visto che non trovavo risposte ai miei dilemmi esistenziali sono andata a cercarmi l'evoluzione del design nel sito della Fanta....ma non c'era nulla sulla storia della Fanta. Ero già lì che smadonnavo contro gli Stati Uniti, le multinazionali e il pessimo gusto delle bottigliette contemporanee quando, lampo digggenio, sono andata direttamente sul sito della Coca-cola, pensando che la Fanta, almeno fino a un po' di anni fa, si evolveva seguendo lo stile del prodotto principale. Qui infatti trovo, nell'angolino più remoto, in basso a destra della home page, il link alla "storia".
Che è questo e da qui c'è un bel riquadro enorme con sù scritto "Storia della Fanta".
Yuhuuuu!
Poi però ho scoperto che qui, degli anni '70 e '80 sono mostrate solo le bottigliette di vetro. Osservandole bene però ho avuto un'illuminazione. In effetti la scritta, il logo insomma, era rimasto invariato...non è che parlano di design generico, ma si riferiscono alla scritta?
Anche questo, però, non lo sapremo mai.
Però...lo sapevate che la Fanta originale fu creata in Germania e che la Fanta all'arancia fu inventata in Italia? XD
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martedì 31 luglio 2012
Fanta alla mela
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giovedì 26 luglio 2012
Crema di lumache
Ollalla`. E lo so, manco da un po` di tempo...oggi poi avevo deciso di usare la prima ora di lezione ("ricerca del lavoro", si chiama l`ora) per scrivere, ma l`aula in questione mi odia e quindi fa andare i pc lentissimi, che` per aggiustare un paio di foto c`ho messo mezz`ora e mi sono venute pure da schifo perche` gli schermi fanno schifo anch`essi, e anche la tastiera, tutto schifo schifo schifo. Ok, basta.
Tutto cio` era per dirvi che questo post sara` cortissimo e un po` triste, nonche` pieno di apostrofi al posto degli accenti, visto che le tastiere giapponesi ne sono sprovvisti.
E no, non mi va di andarli a cercare ogni volta, capito puristi dell`italiano? Anzi, ringraziate il fatto che metto gli apostrofi...:D
Allora, come gia` avevo mezzo accennato a chi mi segue su Facebook (ok, c`e` ben poco da seguire, ma insomma, ho anch`io una vita privata, a tratti) un po` di tempo fa ho comprato una crema stick per il contorno occhi. Perche` dovete sapere questa cosa interessantissima e cioe` che ho le occhiaie perenni. Mi rimarrebbero anche se dormissi tutti i giorni 9 ore (hai voglia a spiegarlo alle mie amiche orientali...) e, al massimo, possono solo peggiorare se sono stanca. Delle belle occhiaie nere, profonde e perenni. Che bellezza.
Comunque, ecco perche` l`unica crema di cui non posso fare a meno e` quella per gli occhi. Non che risolva qualcosa, ma mi fa sentire utile.
E insomma, ho preso questa crema coreana alla bava di lumaca.
Ovviamente il fatto che la bava di lumaca fosse l`ingrediente principale era una delle ragioni minori, perche`, insomma, avete visto la confezione?? E`carinissima!! :D
E poi ha le scritte arancioni, che e` tipo il mio colore preferito! Il design e` bello grosso e appariscente, ma semplice, lo sfondo e` bianco e la tonalita` del colore usato e` bella accesa, tutto come piace a me!
(nel frattempo mi sono spostata nell`aula pc figa, quindi smadonnero` di meno, ma sempre senza accenti)
Se proprio devo fare una critica all`estetica del prodotto, lo stick, ovvero il prodotto vero e proprio, ha lo stesso design della confezione (cosa positiva), ma di un colore diverso. Anzi, peggio ancora, di un colore diverso, ma che ci assomiglia: il rosso! Probabilmente stampare sulla plastica da` piu` limitazioni che sulla carta e quindi avranno optato per un colore simile...ma comunque io non approvo. Oh.
Ma continuiamo (ma la prima persona plurale di continuare non vi suona strana? quella i messa li` in mezzo non vi sembra un bel cavolo a merenda? sono io che ho qualche problema? vabe` che io ho problemi anche a mettere le maiuscole nelle parentesi...).
Come potete vedere la crema si chiama Escarise. Derivera` da una vaga assonanza con "escargot"? Non lo sapremo mai.
Come al solito, essendo per il mercato giapponese, l`hanno riempita di scritte. Inutili, tra l`altro, visto che la meta` e` in inglese. "Made in Korea" e` scritto a caratteri cubitali, e qui c`e` una nota da fare:
come tutti sanno i giapponesi non e` che abbiano questa grandissima simpatia per i coreani, senza stare a scomodare la storia e le discriminazioni secolari, basti dire che i giapponesi pensano seriamente che tutti i coreani, per essere cosi` belli, (si`, sono belli), ricorrano alla chirurgia plastica come se fosse una seduta dalla manicure. Ora, io non so se sia vero. Magari effettivamente e` piu` diffusa che qua, ma insomma, persino Nobuo, che coreani praticamente non ne conosce, e` convinto di questa cosa!!!
Comunque in difesa dei giapponesi si puo` dire che perlomeno riconoscono ai coreani alcuni meriti, primo fra tutti la cucina, che qui va molto forte, soprattutto lo yakiniku, o carne alla griglia (alla coreana, of course). La cucina coreana piace anche a me: yukke, bibimba, robe agliate e piccanti, carne cruda e pochissimo uso dello zucchero me la fanno largamente apprezzare.
Subito dopo la cucina pero`, viene la cosmesi. Non chiedetemi perche`, non ne ho la piu` pallida idea, ma i cosmetici coreani qua fanno faville e sono sinonimo di ottima qualita`. Delle maschere per il viso, soprattutto, c`e` una vera e propria invasione (ne sto usando una agli agrumi, souvenir di una mia collega...e devo dire che e` proprio buona in effetti).
Comunque, ritornando a Bomba (quanto tempo era che non usavo questa espressione?), credo sia per questo che la scritta "Made in Korea" sia cosi` in bella vista.
Infine vorrei che notaste le avvertenze illustrate elencate di lato
Le immagini sono anche carucce eh! Solo che o sono scema io o la numerazione e` fatta alla cazzo di cane (sempre la solita citazione). Insomma, pare che il divieto di prenderci il sole, il divieto di darlo ai bambini, e la raccomandazione di tenerlo al fresco non abbiano il diritto di rientrare nella numerazione. Davvero, mi sono scervellata a cercare un motivo...se qualcuno ci riesce, me lo dica per favore! Guadagnera` la mia stima incondizionata e la certezza di essere piu` intelligente di me! XD
(volevo scrivere anche a proposito della nuova geniale bibita della Pepsi, ma fatemi trovare il coraggio di provarla, prima)
Tutto cio` era per dirvi che questo post sara` cortissimo e un po` triste, nonche` pieno di apostrofi al posto degli accenti, visto che le tastiere giapponesi ne sono sprovvisti.
E no, non mi va di andarli a cercare ogni volta, capito puristi dell`italiano? Anzi, ringraziate il fatto che metto gli apostrofi...:D
Allora, come gia` avevo mezzo accennato a chi mi segue su Facebook (ok, c`e` ben poco da seguire, ma insomma, ho anch`io una vita privata, a tratti) un po` di tempo fa ho comprato una crema stick per il contorno occhi. Perche` dovete sapere questa cosa interessantissima e cioe` che ho le occhiaie perenni. Mi rimarrebbero anche se dormissi tutti i giorni 9 ore (hai voglia a spiegarlo alle mie amiche orientali...) e, al massimo, possono solo peggiorare se sono stanca. Delle belle occhiaie nere, profonde e perenni. Che bellezza.
Comunque, ecco perche` l`unica crema di cui non posso fare a meno e` quella per gli occhi. Non che risolva qualcosa, ma mi fa sentire utile.
E insomma, ho preso questa crema coreana alla bava di lumaca.
Ovviamente il fatto che la bava di lumaca fosse l`ingrediente principale era una delle ragioni minori, perche`, insomma, avete visto la confezione?? E`carinissima!! :D
E poi ha le scritte arancioni, che e` tipo il mio colore preferito! Il design e` bello grosso e appariscente, ma semplice, lo sfondo e` bianco e la tonalita` del colore usato e` bella accesa, tutto come piace a me!
(nel frattempo mi sono spostata nell`aula pc figa, quindi smadonnero` di meno, ma sempre senza accenti)
Se proprio devo fare una critica all`estetica del prodotto, lo stick, ovvero il prodotto vero e proprio, ha lo stesso design della confezione (cosa positiva), ma di un colore diverso. Anzi, peggio ancora, di un colore diverso, ma che ci assomiglia: il rosso! Probabilmente stampare sulla plastica da` piu` limitazioni che sulla carta e quindi avranno optato per un colore simile...ma comunque io non approvo. Oh.
Ma continuiamo (ma la prima persona plurale di continuare non vi suona strana? quella i messa li` in mezzo non vi sembra un bel cavolo a merenda? sono io che ho qualche problema? vabe` che io ho problemi anche a mettere le maiuscole nelle parentesi...).
Come potete vedere la crema si chiama Escarise. Derivera` da una vaga assonanza con "escargot"? Non lo sapremo mai.
Come al solito, essendo per il mercato giapponese, l`hanno riempita di scritte. Inutili, tra l`altro, visto che la meta` e` in inglese. "Made in Korea" e` scritto a caratteri cubitali, e qui c`e` una nota da fare:
come tutti sanno i giapponesi non e` che abbiano questa grandissima simpatia per i coreani, senza stare a scomodare la storia e le discriminazioni secolari, basti dire che i giapponesi pensano seriamente che tutti i coreani, per essere cosi` belli, (si`, sono belli), ricorrano alla chirurgia plastica come se fosse una seduta dalla manicure. Ora, io non so se sia vero. Magari effettivamente e` piu` diffusa che qua, ma insomma, persino Nobuo, che coreani praticamente non ne conosce, e` convinto di questa cosa!!!
Comunque in difesa dei giapponesi si puo` dire che perlomeno riconoscono ai coreani alcuni meriti, primo fra tutti la cucina, che qui va molto forte, soprattutto lo yakiniku, o carne alla griglia (alla coreana, of course). La cucina coreana piace anche a me: yukke, bibimba, robe agliate e piccanti, carne cruda e pochissimo uso dello zucchero me la fanno largamente apprezzare.
Subito dopo la cucina pero`, viene la cosmesi. Non chiedetemi perche`, non ne ho la piu` pallida idea, ma i cosmetici coreani qua fanno faville e sono sinonimo di ottima qualita`. Delle maschere per il viso, soprattutto, c`e` una vera e propria invasione (ne sto usando una agli agrumi, souvenir di una mia collega...e devo dire che e` proprio buona in effetti).
Comunque, ritornando a Bomba (quanto tempo era che non usavo questa espressione?), credo sia per questo che la scritta "Made in Korea" sia cosi` in bella vista.
Infine vorrei che notaste le avvertenze illustrate elencate di lato
Le immagini sono anche carucce eh! Solo che o sono scema io o la numerazione e` fatta alla cazzo di cane (sempre la solita citazione). Insomma, pare che il divieto di prenderci il sole, il divieto di darlo ai bambini, e la raccomandazione di tenerlo al fresco non abbiano il diritto di rientrare nella numerazione. Davvero, mi sono scervellata a cercare un motivo...se qualcuno ci riesce, me lo dica per favore! Guadagnera` la mia stima incondizionata e la certezza di essere piu` intelligente di me! XD
(volevo scrivere anche a proposito della nuova geniale bibita della Pepsi, ma fatemi trovare il coraggio di provarla, prima)
domenica 13 novembre 2011
Eccaallà
E lo sapevo io!!! Lo sapeeeeevo!!!!
Comodo eh, cambiare un minimo il design ad ogni evento e vivere di rendita per tipo 10 anni!
E se non vi ricordate, guardate qui e qui.
Stavolta però per fortuna avevo già pagato la spesa, quindi mi sono limitata a fare la solita foto di nascosto, senza pagare i 98 yen per ancora meno Coca-cola del solito.
Vorrei però farvi notare il gusto della Fanta, al non meglio specificato フルーツパンチ Furuutsu Panchi : Punch alla frutta.
Fosse stato alcolico, ne avrei anche capito il senso!
Comodo eh, cambiare un minimo il design ad ogni evento e vivere di rendita per tipo 10 anni!
E se non vi ricordate, guardate qui e qui.
Stavolta però per fortuna avevo già pagato la spesa, quindi mi sono limitata a fare la solita foto di nascosto, senza pagare i 98 yen per ancora meno Coca-cola del solito.
Vorrei però farvi notare il gusto della Fanta, al non meglio specificato フルーツパンチ Furuutsu Panchi : Punch alla frutta.
Fosse stato alcolico, ne avrei anche capito il senso!
martedì 18 ottobre 2011
A volte ritornano anche qui.
E dopo un attimo in cui mi ero convinta che non fossero piu` in vendita...eccole che ricompaiono, le bottigliete retro` della Meiji!!!
Stavolta sono tornate in grande stile e con diversi gusti, cosi` possiamo osservare, da sinistra:
パンピーオレンジ Panpii Orenji, misterioso succo d`arancia addirittura "since 1960"!!;
フルーツ Furuutsu e コーヒー Coohii, frutta e caffe`, due vecchie conoscenze;
いちご Ichigo, praticamente latte alla fragola con ben 1% di frutta;
Notare che nel sito la misteriosa arancia Panpii non c`e` (beh, c`e` dal `60...), in compenso il caffe` e la roba alla frutta sono inseriti tra i NUOVI prodotti.
Sono carini vero? :D
Stavolta sono tornate in grande stile e con diversi gusti, cosi` possiamo osservare, da sinistra:
パンピーオレンジ Panpii Orenji, misterioso succo d`arancia addirittura "since 1960"!!;
フルーツ Furuutsu e コーヒー Coohii, frutta e caffe`, due vecchie conoscenze;
いちご Ichigo, praticamente latte alla fragola con ben 1% di frutta;
Notare che nel sito la misteriosa arancia Panpii non c`e` (beh, c`e` dal `60...), in compenso il caffe` e la roba alla frutta sono inseriti tra i NUOVI prodotti.
Sono carini vero? :D
domenica 1 maggio 2011
Para Lucirse, un negozio in stile nikku.
Ed ecco un post quasi pubblicitario. Ho trovato un negozietto al secondo piano di un palazzo in centro che ogni volta che ci vado comprerei il mondo...e comunque alla fine qualcosa la compro davvero perchè anche i prezzi sono più che ragionevoli!
Il negozio si chiama Para Lucirse.
Ho cercato in internet e mi pare che questo nome abbia a che fare con Astor Piazzolla e il tango, ma non ho capito molto. In ogni caso il negozio in sè non c'entra nulla nè con Piazzolla, nè tantomeno col tango.
Visto che ultimamente ho parlato spesso di atmosfere del periodo Shōwa, volevo condividere in questo post i bottini di guerra che riesco a fare in questo negozio bellissimo!
Non vende solo cose Shōwa, ok, ma ne sono una grossa componente.
Il negozio si chiama Para Lucirse.
Ho cercato in internet e mi pare che questo nome abbia a che fare con Astor Piazzolla e il tango, ma non ho capito molto. In ogni caso il negozio in sè non c'entra nulla nè con Piazzolla, nè tantomeno col tango.
Visto che ultimamente ho parlato spesso di atmosfere del periodo Shōwa, volevo condividere in questo post i bottini di guerra che riesco a fare in questo negozio bellissimo!
Non vende solo cose Shōwa, ok, ma ne sono una grossa componente.
Para Lucirse ha anche un blog, questo qui , che, oltre ad essere in giapponese, è anche un po' incasinato, ma è anche molto carino! Inoltre è praticamente aggiornato giornalmente!
Il sottotitolo di Para Lucirse suona come: Grande raccolta di oggetti utili e inutili.
In pratica il negozio dei miei sogni!
La proprietaria è una tipa troppo carina che si esalta per ogni idiozia che trova. La cosa preoccupante è che mi sono ritrovata più volte a esaltarmi insieme a lei mentre esaminavo tutte le cazzate esposte...
A questo punto posso passare a illustrarvi il bottino.
Comincio dal Color Badge Set, in pratica una confezione di spillette di latta dipinte come insetti. Vorrei tanto usarle, ma mi piange il cuore ad aprire la busta! ;_;
Proseguo con quello che è il mio pezzo preferito: la gommina robot! Come potete vedere è una gomma sagomata in una scatola di plastica, sagomata anch'essa. Da un lato la scatola è rosa trasparente e lascia vedere il disegno di un robot sulla gomma. Dall'altro lato la scatola è viola e ha in rilievo la figura di un essere umano (nella foto la scatola è fotografata aperta). E' un oggetto senza senso, senza nessuna utilità e forse proprio per questo è il mio preferito. Chissà chi l'ha ideato...cioè, che idea può esserci alla base di una cosa come questa??
Anche il design del robot è assurdo! :D
Infine c'è quella scatola di plastica trasparente fucsia che contiene dei, come si dice dalle mie parti, cazzafà di plastica colorata pieni di fori e sporgenze che combaciano. Un mini-meccano-kawaii in pratica! Ma vorrei far notare la finezza del tulipano in plastica giallo fosforescente in cima al coperchio e collegato a un filo che attraversa tutta la scatola. Io e la proprietaria del negozio siamo andate fuori di testa.
Inoltre tutto intorno alla scatola è infiliato un mini-depliant che illustra i vari modi in cui poter usare i pirulicchi.


Le restanti cose che vedete nella foto di inzio sono: un martello portachiavi (dovete sapere che io adoro gli attrezzi da lavoro); una cartolina retrò di un prodotto per fare torte; 3 set in plastica, di quelli che stacchi le parti e le assembli, per fare delle figure di animali.
Nel gruppo che ho fotografato, poi, ho dimenticato uno stupendo portachiavi di plastica a forma di hot-dog, veramente trash. Notare tra l'altro la manina che stringe il gancio!!!*_*
L'ho appeso subito al tesserino studentesco!
E' tutto originale Shōwa tranne la cartolina, che è un rifacimento (inoltre, comunque, sarebbe stata americana).
Ma oltre agli oggetti, vorrei porre l'attenzione sulle bustine usate da questo negozio...non so dove la tipa le compri, ma sono veramente belle! Ecco un particolare:
Ho preso anche altre cose in questo negozio, ma per regalarle, quindi non ho le foto, ma tra queste c'era un piccolo peluche di un gatto bruttissimo, talmente brutto che ho finito per comprarlo per il mio collega nerd dei gatti. Anche alla proprietaria piaceva tantissimo proprio perchè brutto, così prima di vendermelo l'ha fotografato e l'ha messo sul blog: potete vederlo qui.
Insomma...se passate da Kyoto andateci, eh! :D
Il sottotitolo di Para Lucirse suona come: Grande raccolta di oggetti utili e inutili.
In pratica il negozio dei miei sogni!
La proprietaria è una tipa troppo carina che si esalta per ogni idiozia che trova. La cosa preoccupante è che mi sono ritrovata più volte a esaltarmi insieme a lei mentre esaminavo tutte le cazzate esposte...
A questo punto posso passare a illustrarvi il bottino.
Anche il design del robot è assurdo! :D
Inoltre tutto intorno alla scatola è infiliato un mini-depliant che illustra i vari modi in cui poter usare i pirulicchi.
Le restanti cose che vedete nella foto di inzio sono: un martello portachiavi (dovete sapere che io adoro gli attrezzi da lavoro); una cartolina retrò di un prodotto per fare torte; 3 set in plastica, di quelli che stacchi le parti e le assembli, per fare delle figure di animali.
Nel gruppo che ho fotografato, poi, ho dimenticato uno stupendo portachiavi di plastica a forma di hot-dog, veramente trash. Notare tra l'altro la manina che stringe il gancio!!!*_*
L'ho appeso subito al tesserino studentesco!
Ma oltre agli oggetti, vorrei porre l'attenzione sulle bustine usate da questo negozio...non so dove la tipa le compri, ma sono veramente belle! Ecco un particolare:
Insomma...se passate da Kyoto andateci, eh! :D
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venerdì 8 aprile 2011
Meiji Coffee & Meiji Fruits 明治コーヒー・明治フルーツ
Il caffè. Chi è stato in Giappone saprà bene che il caffè viene consumato a litri, a fiumi! Altro che l'Italia e la tazzulilla 'e cafè. Cascate di caffè!
Purtroppo vi sarete anche accorti di quale caffè viene consumato. Di solito si tratta del cosiddetto drip coffee, che non bisogna confondere con il bistrattato american coffee, che viene considerato una brodaglia immonda anche dai giapponesi stessi! Il drip coffee non è malaccio, ma è fortissimo!
Queste sono le basi, ma pochissimi bevono solo caffè nero o al massimo zuccherato.
In Giappone per la maggior parte dei casi tutto si riduce a miscugli riconducibili in generale al noto "cafè olè", dalla pronuncia del francese café au lait.
*Piccola curiosità: quest'espressione è talmente radicata che c'era un periodo in cui si usava solo il termine オレ ore e ancora oggi può capitare di sentirlo dire da qualche anziano o da qualche giovane che segue uno stile retrò estremo*
Caffelatte insomma. E andrebbe anche bene se ci si fermasse qui.
Il fatto è che qui il caffè viene infilato in lattine, bottigliette di vetro, PET bottle e cartoni. C'è anche quello nelle tazze ovviamente, ma devi avere il tempo di andare in una caffetteria, senza contare che, una volta in caffetteria, non so quanto un italiano sia disposto a pagare 3 o 4 euro un caffè.
Io ci vado, ma più che altro per parassitare del tempo al caldo e al coperto. Bevendo caffè nero, poi, pago il minimo indispensabile, di solito.
Detto questo, oltre al caffelatte esistono una varietà infinita di bevande a base di latte: latte&fragola, latte&maccha (il tè verde polverizzato), latte&banana, latte&uva!, latte&cacao ecc ecc...anche loro impacchettati in cartoni, lattine e bottigliette di ogni tipo.
Tutto questo marasma di prodotti viene solitamente venduto nei famigerati conbini, o convenient store (vedere sezione "Japan" nel link) oppure nei distributori automatici, che in Giappone ricoprono ogni metro quadro di territorio (una leggenda metropolitana di qualche anno fa diceva che ce n'era uno ogni 20 abitanti).
Bene, è proprio in un conbini che qualche giorno fa ho notato questa bottiglietta in Pet che mi ha colpito perchè aveva un packaging un po' troppo semplice. In realtà le bevande erano 2, chiamate 明治コーヒー Meiji Coohii e 明治フルーツ Meiji Furuutsu, in poche parole latte&caffè e latte&frutta della Meiji, nota azienda casearia-dolciaria.
Avevano un'aria tutta Shōwa (vi ricordate?) e quindi ho finito per comprare il Meiji Fruits. Mentre lo prendevo mi sono accorta che c'era una specie di motto che pubblicizzava il prodotto di cui non ricordo le parole esatte, ma suonava più o meno così: "è buono perchè fa nostalgia", o una cosa del genere. Quindi ci avevo preso!!!! Era una delle millemila riedizioni retrò che fanno ogni tanto per rilanciare i prodotti! Eh eh eh eh, ho un occhio finissimo per queste cose veramente inutili!
Comunque, una volta tornata a casa mi metto a fotografarlo e cosa scopro? Sulla pellicola della bottiglietta, oltre al marchio, al nome e ste cose qua, in fondo, c'era una specie di linea che girava tutto intorno e la scritta "Meiji" fatte entrambe come se fossero dei riflessi o un rilievo sul vetro!
Hanno cercato di riproporre l'impatto visivo del vetro disegnandolo sull'etichetta di plastica!
Questi stanno fuori.
La sera poi, Nobuo (il mio ragazzo), mi ha confermato che quelle bevande ci sono da tantissimo tempo e che prima erano in bottigliette di vetro.
Oggi allora è partita la ricerca. Uagliù. Niente di più introvabile! Non sono riuscita a trovare una solo foto che mostrasse come fosse la bottiglia originale in vetro. Ho trovato soltanto il tappo!!! Che non ho capito bene, ma mi pare che fino a qualche anno fa c'erano ste etichette di carta sui tappi di tutte le bottigliette di vetro del latte (di tutte le marche) e delle sue deviazioni (caffeè,
frutta, cacao...) e la gente ne ha fatto fior di collezioni.
Ma nella ricerca ho scoperto che, insieme alla versione in plastica, è stata portata avanti anche quella in vetro! Pare che la produzione sia limitata ai pacchi regalo per corrispondenza (un'usanza molto forte qui in Giappone), ma in questo blog il tipo dice di aver trovato entrambe le bevande in un distributore automatico.
Inoltre pare che ci siano state, negli anni passati, anche versioni in cartone, perlomeno del caffelatte (tra i prodotti venduti adesso ho trovato solo la versione da 1 litro, ma non mi convince perchè è destinato a tutta la famiglia e poi gli ingredienti sono leggermente diversi).

Infine, cara la mia moltitudine di lettori, giusto così, perchè è una cosa carina, vi consiglio vivamente di dare un occhio a questo link che è praticamente un report sulla storia del latte e delle confezioni della Meiji. Anche se non capite il giapponese secondo me vale comunque la pena di guardare le immagini! :D
Ve ne lascio un assaggio qui sotto!

Purtroppo vi sarete anche accorti di quale caffè viene consumato. Di solito si tratta del cosiddetto drip coffee, che non bisogna confondere con il bistrattato american coffee, che viene considerato una brodaglia immonda anche dai giapponesi stessi! Il drip coffee non è malaccio, ma è fortissimo!
Queste sono le basi, ma pochissimi bevono solo caffè nero o al massimo zuccherato.
In Giappone per la maggior parte dei casi tutto si riduce a miscugli riconducibili in generale al noto "cafè olè", dalla pronuncia del francese café au lait.
*Piccola curiosità: quest'espressione è talmente radicata che c'era un periodo in cui si usava solo il termine オレ ore e ancora oggi può capitare di sentirlo dire da qualche anziano o da qualche giovane che segue uno stile retrò estremo*
Caffelatte insomma. E andrebbe anche bene se ci si fermasse qui.
Il fatto è che qui il caffè viene infilato in lattine, bottigliette di vetro, PET bottle e cartoni. C'è anche quello nelle tazze ovviamente, ma devi avere il tempo di andare in una caffetteria, senza contare che, una volta in caffetteria, non so quanto un italiano sia disposto a pagare 3 o 4 euro un caffè.
Io ci vado, ma più che altro per parassitare del tempo al caldo e al coperto. Bevendo caffè nero, poi, pago il minimo indispensabile, di solito.
Detto questo, oltre al caffelatte esistono una varietà infinita di bevande a base di latte: latte&fragola, latte&maccha (il tè verde polverizzato), latte&banana, latte&uva!, latte&cacao ecc ecc...anche loro impacchettati in cartoni, lattine e bottigliette di ogni tipo.
Tutto questo marasma di prodotti viene solitamente venduto nei famigerati conbini, o convenient store (vedere sezione "Japan" nel link) oppure nei distributori automatici, che in Giappone ricoprono ogni metro quadro di territorio (una leggenda metropolitana di qualche anno fa diceva che ce n'era uno ogni 20 abitanti).
Avevano un'aria tutta Shōwa (vi ricordate?) e quindi ho finito per comprare il Meiji Fruits. Mentre lo prendevo mi sono accorta che c'era una specie di motto che pubblicizzava il prodotto di cui non ricordo le parole esatte, ma suonava più o meno così: "è buono perchè fa nostalgia", o una cosa del genere. Quindi ci avevo preso!!!! Era una delle millemila riedizioni retrò che fanno ogni tanto per rilanciare i prodotti! Eh eh eh eh, ho un occhio finissimo per queste cose veramente inutili!
Comunque, una volta tornata a casa mi metto a fotografarlo e cosa scopro? Sulla pellicola della bottiglietta, oltre al marchio, al nome e ste cose qua, in fondo, c'era una specie di linea che girava tutto intorno e la scritta "Meiji" fatte entrambe come se fossero dei riflessi o un rilievo sul vetro!
Hanno cercato di riproporre l'impatto visivo del vetro disegnandolo sull'etichetta di plastica!
Questi stanno fuori.
Oggi allora è partita la ricerca. Uagliù. Niente di più introvabile! Non sono riuscita a trovare una solo foto che mostrasse come fosse la bottiglia originale in vetro. Ho trovato soltanto il tappo!!! Che non ho capito bene, ma mi pare che fino a qualche anno fa c'erano ste etichette di carta sui tappi di tutte le bottigliette di vetro del latte (di tutte le marche) e delle sue deviazioni (caffeè,
frutta, cacao...) e la gente ne ha fatto fior di collezioni.Ma nella ricerca ho scoperto che, insieme alla versione in plastica, è stata portata avanti anche quella in vetro! Pare che la produzione sia limitata ai pacchi regalo per corrispondenza (un'usanza molto forte qui in Giappone), ma in questo blog il tipo dice di aver trovato entrambe le bevande in un distributore automatico.
Inoltre pare che ci siano state, negli anni passati, anche versioni in cartone, perlomeno del caffelatte (tra i prodotti venduti adesso ho trovato solo la versione da 1 litro, ma non mi convince perchè è destinato a tutta la famiglia e poi gli ingredienti sono leggermente diversi).

Infine, cara la mia moltitudine di lettori, giusto così, perchè è una cosa carina, vi consiglio vivamente di dare un occhio a questo link che è praticamente un report sulla storia del latte e delle confezioni della Meiji. Anche se non capite il giapponese secondo me vale comunque la pena di guardare le immagini! :D
Ve ne lascio un assaggio qui sotto!

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martedì 28 dicembre 2010
Capaccio!
I biscottini al cioccolato protagonisti si chiamano "Capaccio!". Davvero, si chiamano così!
O meglio "Kapaccho!", secondo la corrente traslitterazione...ma ciò non cambia la ridicolaggine del nome.
Questo prodotto non è altro che un semplice snack della Lotte, (nota azienda giapponese di schifezze), fatto da mini-biscotti coperti di cioccolata da un lato. La sua particolarità sta nella confezione e la cosa è proprio dichiarata: "Nuovo packaging! Lo snack al cioccolato con la forma push-pop"...questo recita più o meno l'intestazione della pagina dedicata a "Kapaccho!"(faccio notare che nella mia ricerca ho trovato un paesino campano che si chiama Capaccio)
Ah ah ah ah ah, forma PUSH-POP!!!!
Vabè.
Comunque, tornando alla confezione, questa è praticamente fatta da 2 confezioni, una busta di plastica e alluminio accoppiati, tipo quella delle patatine, e una scatoletta di cartoncino. La busta è inserita per 2/3 nella scatola, mentre un terzo emerge dalla parte superiore di questa scatola, che quindi rimane aperta.
Ma il bello deve ancora venire. Il colpo di genio, la grande idea, la svolta nel mondo degli snack riguarda la trasformazione di cui è capace, ovvero, da busta-scatola piatta (per quanto piatta voglia essere una bustina di biscotti) a busta-scatola in 3D.
Eeeeh, perchè facendo *push-pop* la confezione si "allarga", in parole povere si piegano le parti già pre-piegate e quindi si dà spessore alla scatola.
La parte di sopra, la parte della busta che esce, è quella che si deve tagliare per poter accedere ai biscotti. Ovviamente ha un'apertura facilitata, come tutto in Giappone.
Una volta tagliata, però, rimane aperta...tutto sto casino del push-pop e poi la busta rimane aperta!!! In realtà c'è una specie di linguetta che dovrebbe tenerla chiusa, ma giudicate dalle foto a quanto possa servire!
Sia sul lato, sia sotto la linguetta ci sono le istruzioni illustrate per manovrare l'aggeggio infernale.
Una volta fatto tutto quello che si deve fare, l'unica agevolazione che ne deriva è che la confezione sta in piedi...ecco, sì, come una normale scatoletta di cartoncino e basta.
Insomma, l'apoteosi dell'inutilità: una quantità assurda di materiale impiegato per avere il minimo risultato.
Il target è per studenti delle superiori, impiegati sulla ventina e casalinghe sulla trentina...ok, la parte di popolazione più consumista e con più soldi a disposizione.
I gusti a disposizione sono 2: caramello e mandorla, mentre il design è il tipico design chiassoso e barocco che piace ai giapponesi.
Vi lascio con la pubblicità televisiva che, devo dire, mi è piaciuta (anche se non l'avevo mai vista in tv).
venerdì 3 dicembre 2010
Un classico: il natale Coca-cola
Per augurare a tutti un felice natale non posso che scrivere un post su quello che uno degli oggetti tipici del natale: la Coca-cola.
So di essere una profana senza speranza, ma la Coca-cola, oltre ad essere la mia bevanda preferita in assoluto, (lo so, lo so, non dovrei dirlo in giro, ma è così buooonaaaa...) mi trasmette calore, quando è natale, con tutto quel rosso e quelle lucine..*_*
E insomma, anche qui in Giappone il natale si sente, e si sente da un punto di vista puramente commerciale, aggiungerei! :D A partire dall'1 novembre, il giorno dopo Halloween, nei negozi iniziano ad apparire gli alberi di natale, persino nello sfigato supermercato sotto casa! Le musiche in sottofondo sono tutto un allIwantforchristmasisyou e lastchristmasIgaveyoumyheart e concludo dicendo che il mio capo ha appena appeso uno di quegli urendi babbinatale che si arrampicano sulla facciata del ristorante. Era tutto soddisfatto, peraltro.
Ma torniamo a noi! (il natale mi piace così tanto che ho finito per divagare)
Nel suddetto supermercato sfigato, durante i miei soliti giri scazzati per comprare schifezze, di cui tra l'altro è poco fornito, la vedo: la bottiglietta natalizia della Coca-cola.
Ebbene, i packaging designer che l'hanno pensata sono dei malvagi geni....
Hanno riciclato le bottigliette fatte in occasione dei mondiali, quelle che dovevano essere a forma di pallone da calcio!!! Il post sulla coca-cola e i mondiali è questo . Ma se non vi va di leggerlo, vi lascio anche la foto già postata, così si può fare direttamente il paragone!
Come in quell'occasione, per 350 ml chiedono lo stesso prezzo che per 500 ml, anzi, quel giorno il formato normale costava addirittura di meno! 350ml x 108yen contro 500ml x 98yen!
E ti pareva che non la compravo? La fessa...-.-
Immagino che in questo caso la forma a palla indichi una pallina per l'albero...forse.


Comunque la bottiglietta rimane molto carina, anche se le altre 2 versioni, Zero e ZeroFree, rispettivamente con sfondo nero e dorato, sono veramente fescion! La neve che cade su sfondo nero poi è molto bella secondo me. Peccato non mi piaccia il gusto, quindi, visto che dovevo buttare via i soldi, ho comprato quella che poi mi sarei bevuta.
Ho trovato però qualcun'altro che ne parla, in un altro blog, o sito, non capisco, con tanto di foto di tutte e 3 le versioni (più la Fanta). Ecco il link: gouka seishi .
Nel sito giappo della coca-cola non se ne fa menzione, o almeno, io non l'ho trovata.
Sti designers li stimo veramente tantissimo.
So di essere una profana senza speranza, ma la Coca-cola, oltre ad essere la mia bevanda preferita in assoluto, (lo so, lo so, non dovrei dirlo in giro, ma è così buooonaaaa...) mi trasmette calore, quando è natale, con tutto quel rosso e quelle lucine..*_*
E insomma, anche qui in Giappone il natale si sente, e si sente da un punto di vista puramente commerciale, aggiungerei! :D A partire dall'1 novembre, il giorno dopo Halloween, nei negozi iniziano ad apparire gli alberi di natale, persino nello sfigato supermercato sotto casa! Le musiche in sottofondo sono tutto un allIwantforchristmasisyou e lastchristmasIgaveyoumyheart e concludo dicendo che il mio capo ha appena appeso uno di quegli urendi babbinatale che si arrampicano sulla facciata del ristorante. Era tutto soddisfatto, peraltro.
Ma torniamo a noi! (il natale mi piace così tanto che ho finito per divagare)
Nel suddetto supermercato sfigato, durante i miei soliti giri scazzati per comprare schifezze, di cui tra l'altro è poco fornito, la vedo: la bottiglietta natalizia della Coca-cola.
Ebbene, i packaging designer che l'hanno pensata sono dei malvagi geni....
Hanno riciclato le bottigliette fatte in occasione dei mondiali, quelle che dovevano essere a forma di pallone da calcio!!! Il post sulla coca-cola e i mondiali è questo . Ma se non vi va di leggerlo, vi lascio anche la foto già postata, così si può fare direttamente il paragone!
Come in quell'occasione, per 350 ml chiedono lo stesso prezzo che per 500 ml, anzi, quel giorno il formato normale costava addirittura di meno! 350ml x 108yen contro 500ml x 98yen!
E ti pareva che non la compravo? La fessa...-.-
Immagino che in questo caso la forma a palla indichi una pallina per l'albero...forse.
Comunque la bottiglietta rimane molto carina, anche se le altre 2 versioni, Zero e ZeroFree, rispettivamente con sfondo nero e dorato, sono veramente fescion! La neve che cade su sfondo nero poi è molto bella secondo me. Peccato non mi piaccia il gusto, quindi, visto che dovevo buttare via i soldi, ho comprato quella che poi mi sarei bevuta.
Ho trovato però qualcun'altro che ne parla, in un altro blog, o sito, non capisco, con tanto di foto di tutte e 3 le versioni (più la Fanta). Ecco il link: gouka seishi .
Nel sito giappo della coca-cola non se ne fa menzione, o almeno, io non l'ho trovata.
Sti designers li stimo veramente tantissimo.
giovedì 26 agosto 2010
I pomodori
Al supermercato, un po' di tempo fa, c'erano questi cosetti. Pomodorini dalla forma allungata in questo packaging assurdo: vassoietto di polistirolo, bicchierino di plastica dura e pellicola. Una decina di pomodorini in croce per la modica cifra di 380 yen...ed era pure l'ultima confezione!
venerdì 30 ottobre 2009
Relax!
Per il mio compleanno quest'anno ho ricevuto vari regali inaspettati, da gente ancora più inaspettata.
Quello con la confezione più bella in assoluto è stato un orologio, di quelli plasticosi che vanno tanto di moda adesso.
Io non uso orologi, perchè altrimenti finirei per guardarlo in continuazione. Peccato perchè è molto carino. In compenso era chiuso in una scatola bellissima!
Chiaramente ispirata ai Lego, come risulta chiaro anche dalle foto del sito della Relax, la casa che produce questi orologi, dove vengono utilizzati anche i famosi omini.
La scatola ha la struttura in plastica dura, nel mio caso rossa, rettangolare e formata da 2 parti che, unendosi, danno forma a un ovale vuoto in mezzo, nel quale è inserito uno scheletro con i bordi in plastica e l'ovale centrale in pellicola trasparente. All'interno della pellicola trasparente è sospeso l'orologio, che in questo modo sembra galleggiare, senza agganci, all'interno di questo spazio.
Le due parti rosse sembrerebbero simmetriche, ma sono leggermente diverse: sulla superficie inferiore della parte di sotto sono presenti dei fori, mentre su quella superiore della parte di sopra emergono dei piccoli cilindri. Staccando la parte superiore e posizionandola al di sotto di quella inferiore, i fori coincidono esattamente come 2 pezzi dei Lego, creando una figura nuova.
Mi piace molto la trovata della pellicola trasparente! In pratica i due film di pellicola aderiscono tra loro, ma essendo un materiale plastico flessibile, ci si può infilare dentro l'oggetto che si vuole e questo rimarrà fermo, sospeso lì in mezzo, senza bisogno di legarlo o bloccarlo con strumenti aggiuntivi.

Il logo dell'azienda è però vagamente familiare. La Relax ha scelto la stilizzazione di una lumaca con antenne accentuate. E sono proprio le antenne ad essere sospettosamente simili alle estremità della coroncina della Rolex, notissima e costosissima marca di orologi.


L'orologio è carino, color panna, con la cassa estraibile, così da poter cambiare il colore di tutta la parte in plastica a piacere, sempre che questi involucri colorati siano venduti a parte.
Come ho già detto, non uso orologi, però devo dire che, a lasciarlo dentro la sua confezione, diventa quasi un oggetto d'arredo!
Chissà, magari prima o poi avrà anche il suo momento di gloria.
venerdì 7 agosto 2009
Le sportineee!
Continuo con un altro post sugli imballaggi basici.
Sempre durante le mie spedizioni al supermercato, che stanno diventando sempre più rare e sempre più "single-style", ovvero bentō e altre cose pronte, mi è capitato, appunto, di comprare un bentō da Seiyu. Mi hanno chiesto se volevo la busta, ho detto sì e me l'hanno messa nel cestino.
Quando ho provato ad aprirla, mi ero accorta che era un po' strana e che la forma era un diversa da quella delle altre sportine. Una volta aperta, la busta era perfettamente adatta ad accogliere le tipiche scatole rettangolari e piatte dei bentō.
Infatti anche la sua forma era bassa e larga.
Le piccole cose che ti cambiano l'umore, anche se si tratta solo di una bustina di plastica.
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