E' uscita una nuova, se così si può chiamare, bottiglia della Fanta ai gusti strambi.
Sempre della stessa linea della Fanta Fruits Punch (di cui ho parlato qui), ecco a voi la Fanta Apple!
La foto non è mia, l'ho trovata qui, ma siccome si tratta semplicemente di Pingram con il tag Fanta, la foto l'ho trovata con Google, ma nella schermata che poi esce non c'è. Quindi se volete l'autore...andatevelo a cercare! :D
Per essere bella, la bottiglia è bella come lo era anche l'altra al punch. Il mio dubbio invece riguarda la descrizione che ne fa il sito della Coca-cola perchè parla del design del 1974!
Ora, siccome sono tutt'altro che infallibile, andiamoci a rinfrescare la memoria alla pagina della già citata Fanta Fruits Punch...ok, confermato il fatto che parla di riedizione del 1984 (chiedo conferma anche a tutti quelli che leggono il giapponese, ma anche agli altri, visto che la data è scritta in cifre).
E allora perchè nella pagina della Fanta Apple si parla invece di 1974?? In 10 anni il design della Fanta non cambiò minimamente? Hanno sbagliato a scrivere? Ci stanno a pijà pe culo?
Visto che non trovavo risposte ai miei dilemmi esistenziali sono andata a cercarmi l'evoluzione del design nel sito della Fanta....ma non c'era nulla sulla storia della Fanta. Ero già lì che smadonnavo contro gli Stati Uniti, le multinazionali e il pessimo gusto delle bottigliette contemporanee quando, lampo digggenio, sono andata direttamente sul sito della Coca-cola, pensando che la Fanta, almeno fino a un po' di anni fa, si evolveva seguendo lo stile del prodotto principale. Qui infatti trovo, nell'angolino più remoto, in basso a destra della home page, il link alla "storia".
Che è questo e da qui c'è un bel riquadro enorme con sù scritto "Storia della Fanta".
Yuhuuuu!
Poi però ho scoperto che qui, degli anni '70 e '80 sono mostrate solo le bottigliette di vetro. Osservandole bene però ho avuto un'illuminazione. In effetti la scritta, il logo insomma, era rimasto invariato...non è che parlano di design generico, ma si riferiscono alla scritta?
Anche questo, però, non lo sapremo mai.
Però...lo sapevate che la Fanta originale fu creata in Germania e che la Fanta all'arancia fu inventata in Italia? XD
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martedì 31 luglio 2012
Fanta alla mela
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domenica 13 maggio 2012
Oh, ma che è sto casino?? (3)
Oggi non ho molto tempo quindi...rispolvererò la mia gettonatissima rubrica che ormai nessuno ricorderà più "Oh, ma che è sto casino??".
Ma per prima cosa, oggi devo chiedere l'aiuto di tutti (e quattro) per far vincere il video del mio amico Portinaio, in concorso a "Il lavoro dei sogni - Emozione3" . Il video è quello del secondo da sinistra, in alto, quello vestito come Muttley di medagliamedagliamedaglia. Insomma, quello in mezzo alla pagina appena si apre la finestra!
Ripeto qui quello che ho già detto su Fb, se non vi fidate di me, guardatevi tutti i video: scommetto quello che volete che voterete lui anche di vostra spontanea volontà perchè il video sta proprio fuori. Una mia amica, alla mia domanda "chi hai votato?" ha risposto:
"Il ragazzo che hai segnalato tu, tra tutti era decisamente quello con il lavoro fatto meglio... e poi, è un pazzo! :D" (Renè, sankyu...chu!)
Quindi...non indugiate! Premete quell'acciderbolina di bottone! :D
Ok, espletati i miei doveri pubblicitari, passiamo all'accozzaglia di robe da postare, chè non ho nessuna voglia di fare un lungo post argomentato su una sola cosa! XD
Iniziamo col dire che...mi sono trasferita! In una casa!!!!! Passare da una stanza con bagno-loculo in un appartamento di 2 stanze più cucina più bagno megagalattico è un'esperienza non da poco.
Comunque. Questa casa ha uno e un solo difetto: non ha interruttori. Sì, sì, non li ha. E' una casa che prevede solo ed esclusivamente lampadari con la cordicella incorporata per accenderli e spegnerli (mio padre dice che si usavano anche in Italia una volta...qui sono ancora abbastanza comuni).
Il primo giorno Nobuo sistema il lampadario grande, provvisto di cordicella, quindi non ci siamo accorti di nulla. Poco prima di uscire però decide di mettere l'altro piccolo lampadario in cucina (di design, moderno, quindi senza cordicella). Il lampadario si accende e noi, ignari, continuiamo le nostre cose. Quando eravamo già con un piede fuori però, nel momento di spegnere la luce, il dramma! Abbiamo cercato l'interruttore in tutta la casa e....semplicemente non c'è! Ah ah ah ah ah ah! E' talmente assurda sta cosa che mi viene solo da ridere!!!!
Insomma, abbiamo dovuto togliere il lampadario per spegnerlo. E ovviamente non possiamo usarlo. Vabè...mi butterò nei rigattieri (qua è pieno) alla ricerca di un paio di bei lampadari anni '70 psichedeleci :D Vi farò sapere.
Poooi, un bel po' di tempo fa, cosa più unica che rara, ho comprato un Kit-kat. Classico. Sì, quello rosso. Quello che non ti aspetti nessuna sorpresa. Quello che lo potresti mangiare anche a occhi chiusi che tanto...
E invece no! I giapponesi hanno messo le loro zampine anche qua (sembra una critica, ma in realtà è un complimento, dal mio punto di vista). Nella scatolina esterna non c'è niente di strano:
Ma guardando le 3 bustine interne sono rimasta allibita...invece di fare la solita apertura OpenHere, hanno creato una storiella sportiva per ogni sacchetto: corsa, bowling e nuoto. Con tanto di GOAL! finale.
Chissà se ci sono altre versioni!
(non fate caso alla prima bustina, che è aperta....non sò più er ghepardo de 'na volta e l'ho aperta senza accorgermi di tutto l'ambaradan...o forse avevo solo molta fame!)
Poi dunque, vediamo...ritornando un po' su una marca cara a questo blog, perchè cara alla sottoscritta, segnalo l'avvistamento di una confenzione di Fanta smaccatamente retrò!
Bella eh? Nella spiegazione c'è scritto che è il rifacimento del design del 1984, quello del Fanta Fruit Punch che ha venduto di più. Volete sapere che frutti ci sono in questo punch ai 5 frutti? Mela, pesca, albicocca, ciliegia e...guava! Il colore nero chissà da cosa è dato...ah ah ah! Di sicuro non sarò io a scoprirlo.
Il succo di guava da solo però è fantastico, superfantastico! (tanto per rimanere in tema...lei e la Cuccarini erano le mie idole indiscusse durante i teneri anni infantili)
Infine (qua la cosa, checchè io ne abbia detto, è andata per le lunghe) ecco a voi un'altra bomboniera postale. Stavolta sono sicura: era per un matrimonio! Più che altro perchè il tizio che si è sposato lo conosco anch'io.
Figata eh? Aveva pure il pirulicchio in stoffa! Finess!
E le merendine-cheesecake (perchè altro non erano) erano pure buone! Quelle di sinistra erano semplici, quelle di destra alla fragola.
La marca è Gramecy New York (ho trovato solo link di Takashimaya o di altri negozi che vendono più marche...forse non ha un sito vero e proprio in Giappone)
Vabò, mò basta però, vorrei almeno mangiare stasera, oltre che scrivere un post che DOVEVA essere veloce.
Ma per prima cosa, oggi devo chiedere l'aiuto di tutti (e quattro) per far vincere il video del mio amico Portinaio, in concorso a "Il lavoro dei sogni - Emozione3" . Il video è quello del secondo da sinistra, in alto, quello vestito come Muttley di medagliamedagliamedaglia. Insomma, quello in mezzo alla pagina appena si apre la finestra!
Ripeto qui quello che ho già detto su Fb, se non vi fidate di me, guardatevi tutti i video: scommetto quello che volete che voterete lui anche di vostra spontanea volontà perchè il video sta proprio fuori. Una mia amica, alla mia domanda "chi hai votato?" ha risposto:
"Il ragazzo che hai segnalato tu, tra tutti era decisamente quello con il lavoro fatto meglio... e poi, è un pazzo! :D" (Renè, sankyu...chu!)
Quindi...non indugiate! Premete quell'acciderbolina di bottone! :D
Ok, espletati i miei doveri pubblicitari, passiamo all'accozzaglia di robe da postare, chè non ho nessuna voglia di fare un lungo post argomentato su una sola cosa! XD
Iniziamo col dire che...mi sono trasferita! In una casa!!!!! Passare da una stanza con bagno-loculo in un appartamento di 2 stanze più cucina più bagno megagalattico è un'esperienza non da poco.
Comunque. Questa casa ha uno e un solo difetto: non ha interruttori. Sì, sì, non li ha. E' una casa che prevede solo ed esclusivamente lampadari con la cordicella incorporata per accenderli e spegnerli (mio padre dice che si usavano anche in Italia una volta...qui sono ancora abbastanza comuni).
Il primo giorno Nobuo sistema il lampadario grande, provvisto di cordicella, quindi non ci siamo accorti di nulla. Poco prima di uscire però decide di mettere l'altro piccolo lampadario in cucina (di design, moderno, quindi senza cordicella). Il lampadario si accende e noi, ignari, continuiamo le nostre cose. Quando eravamo già con un piede fuori però, nel momento di spegnere la luce, il dramma! Abbiamo cercato l'interruttore in tutta la casa e....semplicemente non c'è! Ah ah ah ah ah ah! E' talmente assurda sta cosa che mi viene solo da ridere!!!!
Insomma, abbiamo dovuto togliere il lampadario per spegnerlo. E ovviamente non possiamo usarlo. Vabè...mi butterò nei rigattieri (qua è pieno) alla ricerca di un paio di bei lampadari anni '70 psichedeleci :D Vi farò sapere.
Poooi, un bel po' di tempo fa, cosa più unica che rara, ho comprato un Kit-kat. Classico. Sì, quello rosso. Quello che non ti aspetti nessuna sorpresa. Quello che lo potresti mangiare anche a occhi chiusi che tanto...
E invece no! I giapponesi hanno messo le loro zampine anche qua (sembra una critica, ma in realtà è un complimento, dal mio punto di vista). Nella scatolina esterna non c'è niente di strano:
Ma guardando le 3 bustine interne sono rimasta allibita...invece di fare la solita apertura OpenHere, hanno creato una storiella sportiva per ogni sacchetto: corsa, bowling e nuoto. Con tanto di GOAL! finale.
Chissà se ci sono altre versioni!
(non fate caso alla prima bustina, che è aperta....non sò più er ghepardo de 'na volta e l'ho aperta senza accorgermi di tutto l'ambaradan...o forse avevo solo molta fame!)
Poi dunque, vediamo...ritornando un po' su una marca cara a questo blog, perchè cara alla sottoscritta, segnalo l'avvistamento di una confenzione di Fanta smaccatamente retrò!
Bella eh? Nella spiegazione c'è scritto che è il rifacimento del design del 1984, quello del Fanta Fruit Punch che ha venduto di più. Volete sapere che frutti ci sono in questo punch ai 5 frutti? Mela, pesca, albicocca, ciliegia e...guava! Il colore nero chissà da cosa è dato...ah ah ah! Di sicuro non sarò io a scoprirlo.
Il succo di guava da solo però è fantastico, superfantastico! (tanto per rimanere in tema...lei e la Cuccarini erano le mie idole indiscusse durante i teneri anni infantili)
Infine (qua la cosa, checchè io ne abbia detto, è andata per le lunghe) ecco a voi un'altra bomboniera postale. Stavolta sono sicura: era per un matrimonio! Più che altro perchè il tizio che si è sposato lo conosco anch'io.
Figata eh? Aveva pure il pirulicchio in stoffa! Finess!
E le merendine-cheesecake (perchè altro non erano) erano pure buone! Quelle di sinistra erano semplici, quelle di destra alla fragola.
La marca è Gramecy New York (ho trovato solo link di Takashimaya o di altri negozi che vendono più marche...forse non ha un sito vero e proprio in Giappone)
Vabò, mò basta però, vorrei almeno mangiare stasera, oltre che scrivere un post che DOVEVA essere veloce.
sabato 11 febbraio 2012
Il Dio Ra mangia la cioccolata
Allora, è tipo una vita che non scrivo qua sopra.
A dicembre sono tornata in Italia, soprattutto, mi pare, per mettere su 4 kili. Comunque a parte questo (da cui la mia faccia ha però tratto giovamento...e non starò qui a esporre la mia teoria sul fatto che nelle donne dalla mia età in su il paio di kili in più sta sicuramente meglio del paio di kili in meno) ho passato uno dei migliori capodanni di sempre (non che ci volesse molto, ma comunque...) con i miei amici di sempre. Siamo andati a Ravenna, dove non ero mai stata e che è bellissima, abbiamo fatto una mega cena dove è andato tutto alla perfezione ed eravamo tutti già belli andati prima di metterci a tavola.
E abbiamo finito tutte, dico tutte le lenticchie con il cotechino. Non so se.
Posso solo dire che ho addirittura ballato, cosa più unica che rara.
Poi sono dovuta tornare qui a Kyoto, ovviamente. Ed è iniziato il mese del girone infernale. Lezioni a scuola di design-lezioni di italiano-compiti di grafica a casa. In pratica mi staccavo dal pc solo per insegnare italiano e le conseguenze sono state che i famosi 4 kili sono ancora lì e che probabilmente sono diventata più miope.
Per fortuna adesso il primo anno di lezioni è finito e quindi posso tornare a lavarmi i capelli, a dormire, a vestirmi in maniera decente e, qualche volta, a mangiare cose cotte da me.
La scorsa settimana sono addirittura andata alle Arima Onsen (alle terme, insomma) con l'uomo. Anzi, diciamo che è stato l'uomo a portarmici, visto che io fino all'ultimo non sapevo se andarci o no.
Comunque ecco, mi sono persa, e insomma a natale Miriam, la mia amichetta che vive in quel di Berlino, mi ha regalato una borsa bellissima. Qui tutti mi fanno i complimenti! Ah-ah!
Siiiiiì!!! La borsa dei Ritter! Comprata direttamente nella patria dei Ritter, nel negozio mono marca dei Ritter! Ah! E' grande giusto giusto per metterci dentro un A3: perfetto, mi serviva proprio. Inoltre, la borsa era abbinata ad una super-selection di Ritter (il classico al marzapane e il classico al rum&uvetta, quello al biscotto alla crema di vaniglia, quello al croccante e quello che buonochepiubuonononsipuò al marzapane all'arancia...mi sa che ne dimentico uno però).
Ecco, insomma, la mia nuova borsa è troppo bella e devono saperlo tutti.
Il cazzafà lilla appeso al manico è un regalino della mia amica taiwanese dipendente da ufo-catcher (infatti quello faceva parte di uno dei suoi bottini) .
Ok, dopo di questo ve ne mostro uno mio, di bottino. Questa splendida, bellissima...penna!
La penna del Dio Ra. Bella eh? Purtroppo da qui non posso farlo, ma se potessi ammiccherei.
E' doratissima.
Dietro la testa ha il click per far uscire la punta. L'ho scovata in un negozietto di frikkettoni a Osaka, c'era anche Tutankhamon, ma con Ra non c'è paragone.
Detto questo, vi saluto perchè se scrivo troppo poi quando non scrivo le lamentele aumentano, bwah ah ah!
E mi raccomando, lì in Italia, dategliela 'na possibilità a Monti (non parlo mai qui di politica, ma anche se non si direbbe, mi interessa e l'impressione che ho è che gli italiani, come al solito si fanno trasportare dal momento e stanno un po' troppo sparando a zero su di lui. La situazione invece, vista da fuori, è molto migliorata. So che ciò non basta, ma a me sembra già tanto...).
Vabè, visto che mi è giusto venuta in mente, e visto che è sabato, invece che con la politica concludo con que':
A dicembre sono tornata in Italia, soprattutto, mi pare, per mettere su 4 kili. Comunque a parte questo (da cui la mia faccia ha però tratto giovamento...e non starò qui a esporre la mia teoria sul fatto che nelle donne dalla mia età in su il paio di kili in più sta sicuramente meglio del paio di kili in meno) ho passato uno dei migliori capodanni di sempre (non che ci volesse molto, ma comunque...) con i miei amici di sempre. Siamo andati a Ravenna, dove non ero mai stata e che è bellissima, abbiamo fatto una mega cena dove è andato tutto alla perfezione ed eravamo tutti già belli andati prima di metterci a tavola.
E abbiamo finito tutte, dico tutte le lenticchie con il cotechino. Non so se.
Posso solo dire che ho addirittura ballato, cosa più unica che rara.
Poi sono dovuta tornare qui a Kyoto, ovviamente. Ed è iniziato il mese del girone infernale. Lezioni a scuola di design-lezioni di italiano-compiti di grafica a casa. In pratica mi staccavo dal pc solo per insegnare italiano e le conseguenze sono state che i famosi 4 kili sono ancora lì e che probabilmente sono diventata più miope.
Per fortuna adesso il primo anno di lezioni è finito e quindi posso tornare a lavarmi i capelli, a dormire, a vestirmi in maniera decente e, qualche volta, a mangiare cose cotte da me.
La scorsa settimana sono addirittura andata alle Arima Onsen (alle terme, insomma) con l'uomo. Anzi, diciamo che è stato l'uomo a portarmici, visto che io fino all'ultimo non sapevo se andarci o no.
Comunque ecco, mi sono persa, e insomma a natale Miriam, la mia amichetta che vive in quel di Berlino, mi ha regalato una borsa bellissima. Qui tutti mi fanno i complimenti! Ah-ah!
Ecco, insomma, la mia nuova borsa è troppo bella e devono saperlo tutti.
Il cazzafà lilla appeso al manico è un regalino della mia amica taiwanese dipendente da ufo-catcher (infatti quello faceva parte di uno dei suoi bottini) .
Ok, dopo di questo ve ne mostro uno mio, di bottino. Questa splendida, bellissima...penna!
La penna del Dio Ra. Bella eh? Purtroppo da qui non posso farlo, ma se potessi ammiccherei.
E' doratissima.
Dietro la testa ha il click per far uscire la punta. L'ho scovata in un negozietto di frikkettoni a Osaka, c'era anche Tutankhamon, ma con Ra non c'è paragone.
Detto questo, vi saluto perchè se scrivo troppo poi quando non scrivo le lamentele aumentano, bwah ah ah!
E mi raccomando, lì in Italia, dategliela 'na possibilità a Monti (non parlo mai qui di politica, ma anche se non si direbbe, mi interessa e l'impressione che ho è che gli italiani, come al solito si fanno trasportare dal momento e stanno un po' troppo sparando a zero su di lui. La situazione invece, vista da fuori, è molto migliorata. So che ciò non basta, ma a me sembra già tanto...).
Vabè, visto che mi è giusto venuta in mente, e visto che è sabato, invece che con la politica concludo con que':
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domenica 13 novembre 2011
Eccaallà
E lo sapevo io!!! Lo sapeeeeevo!!!!
Comodo eh, cambiare un minimo il design ad ogni evento e vivere di rendita per tipo 10 anni!
E se non vi ricordate, guardate qui e qui.
Stavolta però per fortuna avevo già pagato la spesa, quindi mi sono limitata a fare la solita foto di nascosto, senza pagare i 98 yen per ancora meno Coca-cola del solito.
Vorrei però farvi notare il gusto della Fanta, al non meglio specificato フルーツパンチ Furuutsu Panchi : Punch alla frutta.
Fosse stato alcolico, ne avrei anche capito il senso!
Comodo eh, cambiare un minimo il design ad ogni evento e vivere di rendita per tipo 10 anni!
E se non vi ricordate, guardate qui e qui.
Stavolta però per fortuna avevo già pagato la spesa, quindi mi sono limitata a fare la solita foto di nascosto, senza pagare i 98 yen per ancora meno Coca-cola del solito.
Vorrei però farvi notare il gusto della Fanta, al non meglio specificato フルーツパンチ Furuutsu Panchi : Punch alla frutta.
Fosse stato alcolico, ne avrei anche capito il senso!
domenica 26 giugno 2011
Oh, ma che è sto casino?? (2)
E quindi, in un'afosissima giornata estiva, di quelle da sudare anche a stare fermi, riprendo in mano la mia rubrica preferita (e anche l'unica) per parlarvi un po' di questo, un po' di quello, un po' di quest'altro.
E anche per dare un senso a tutte le foto che vado facendo, oltre a quello di compiacermene guardandole.
Ma prima di entrare nel vivo della discussione, vorrei fare outing: io adoro l'estate e il caldo! Sì, adoro quella sensazione di appicicaticcio, l'afa, il sole accecante, sudare e fare infinite docce, abbronzarmi e, soprattutto, uscire con una canotta e non aver bisogno del malefico "golfino".
Sì, tutti voi che appena ci sono 24° iniziate a smaniare e accendete senza riflettere i condizionatori a 20°, ogni tanto pensate anche al fatto che a qualcuno il caldo potrebbe anche piacere.
Purtroppo vivo in un Paese che ha il terrore della luce del sole e del calore, quindi dovrò sorbirmi 3 mesi di mal di testa, pelle d'oca e golfini. Alla faccia del risparmio energetico post-terremoto.
Ok, ho il dente avvelenato.
Detto ciò, iniziamo.



Questa è una confezione economica, da conbini, di annin dofu , che è praticamente un budino alla mandorla tipico cinese. A parte il fatto che è buonissimo, delicato, dolce ma non troppo e leggero, di solito viene venduto in confezioni normali, tipo quelle dello yogurt. Ma un giorno ho trovato questa che aveva addirittura la riproduzione in plastica del tradizionale cucchiaio cinese.
Il cucchiaio era confezionato separatamente e unito alla scatola del budino con una striscia adesiva che fungeva anche da etichetta, rossa. Colore azzeccato perchè, di solito, sull'annin dofu viene messa una bacca di Goji (lo ammetto, non avevo idea di cosa fosse prima di essere andata a vedere Wikipedia), che ha proprio quel colore là. Per la cronaca, la bacca di Goji non sa di nulla.
In sè la confezione è semplicissima, tutta trasparente, in pratica il design è dato dal prodotto stesso, bianco latte e dall'adesivo rosso che, pur non essendo la bacca contenuta nella confezione (immagino che costi troppo per le produzioni industriali), insieme al bianco del budino rimanda subito all'immagine tipica dell'annin dofu.


Continuo con un souvenir che un mio carissimo amico mi ha riportato dal suo Paese, la Tailandia. Ok, riconosco che non ha nulla di tailandese, ah ah! Dentro questa scatola c'erano dei semplici, per quanto buoni, biscottini da tè. La scatola però è molto bella secondo me. Intanto è durissima, quindi ottima da riutilizzare, e poi i disegni stilizzati azzurri che la decorano sono come...gommosi!!! Ah! Che bella sensazione!!! (sono come i cani che "amano le consistenze differenti" -chi indovina la citazione è bravo-). E poi, anche se non si vede, luccica!!*_*

Poi, guardate che bellissimo album con i fogli colorati che ho trovato da Loft!!(ho trovato solo il sito giapponese...comunque è una grossa catena di oggettistica, cancelleria, cose per la casa e cazzate varie). L'immagine in copertina non ricorda le illustrazioni dei libri da colorare degli anni '80? Aaah! (lacrimuccia).

Qualche giorno fa, mentre andavo in bicicletta a scuola facendo un percorso diverso dal solito, ho alzato lo sguardo e ho notato che i lampioni di quella strada erano veramente interessanti. La gabbia della lampadina è fatta da un cubo le cui pareti sono formate da stanghette orizzontali, tutto sul marrone scuro, mooooolto giapponese come cosa (e il vedo-non vedo, e la penombra, e il legno, e la geometria, e la rava, e la fava). Per ogni lampione ci sono 2 lampade messe su livelli e in posizioni diverse. Se siete a Kyoto e volete dargli un occhio, si trovano su Kawaramachi, nel pezzo tra Nijo-dori e Marutamachi, circa.
Scusate le foto, ma le ho fatte di fretta, sulla bici, e non riuscivo a trovare un'angolazione degna (notare gli onnipresenti fili elettrici tesi ai 4 venti).
Comunque, 2 anni e ci ho fatto caso solo ora....

Un po' di tempo fa sono andata con una mia amica in un centro commerciale e tò, che ti trovo? Kiddyland!!! Il regno del kawaii. Era una filiale piccola, ma aveva il suo perchè. Comunque, ho trovato queste penne e matite assurde, con il pirulicchio per tirare fuori la punta fatto da orecchie, nasi, occhi e qualsiasi tipo di sporgenza che un essere vivente possa avere (...è un negozio per bambini! Niente oscenità, ma secondo me da qualche parte vendono anche quelle...). La più grandiosa però era la penna-Buddha doppio colore con le orecchione.
Infine, chiudo con un paio di cartelli segnaletici per il bagno...sono stupendi, stanno oltre! :D
Indovinate dove si trovano? Dico solo che uno è a Osaka e l'altro in provincia di Osaka!

E anche per dare un senso a tutte le foto che vado facendo, oltre a quello di compiacermene guardandole.
Ma prima di entrare nel vivo della discussione, vorrei fare outing: io adoro l'estate e il caldo! Sì, adoro quella sensazione di appicicaticcio, l'afa, il sole accecante, sudare e fare infinite docce, abbronzarmi e, soprattutto, uscire con una canotta e non aver bisogno del malefico "golfino".
Sì, tutti voi che appena ci sono 24° iniziate a smaniare e accendete senza riflettere i condizionatori a 20°, ogni tanto pensate anche al fatto che a qualcuno il caldo potrebbe anche piacere.
Purtroppo vivo in un Paese che ha il terrore della luce del sole e del calore, quindi dovrò sorbirmi 3 mesi di mal di testa, pelle d'oca e golfini. Alla faccia del risparmio energetico post-terremoto.
Ok, ho il dente avvelenato.
Detto ciò, iniziamo.
Questa è una confezione economica, da conbini, di annin dofu , che è praticamente un budino alla mandorla tipico cinese. A parte il fatto che è buonissimo, delicato, dolce ma non troppo e leggero, di solito viene venduto in confezioni normali, tipo quelle dello yogurt. Ma un giorno ho trovato questa che aveva addirittura la riproduzione in plastica del tradizionale cucchiaio cinese.
Il cucchiaio era confezionato separatamente e unito alla scatola del budino con una striscia adesiva che fungeva anche da etichetta, rossa. Colore azzeccato perchè, di solito, sull'annin dofu viene messa una bacca di Goji (lo ammetto, non avevo idea di cosa fosse prima di essere andata a vedere Wikipedia), che ha proprio quel colore là. Per la cronaca, la bacca di Goji non sa di nulla.In sè la confezione è semplicissima, tutta trasparente, in pratica il design è dato dal prodotto stesso, bianco latte e dall'adesivo rosso che, pur non essendo la bacca contenuta nella confezione (immagino che costi troppo per le produzioni industriali), insieme al bianco del budino rimanda subito all'immagine tipica dell'annin dofu.
Continuo con un souvenir che un mio carissimo amico mi ha riportato dal suo Paese, la Tailandia. Ok, riconosco che non ha nulla di tailandese, ah ah! Dentro questa scatola c'erano dei semplici, per quanto buoni, biscottini da tè. La scatola però è molto bella secondo me. Intanto è durissima, quindi ottima da riutilizzare, e poi i disegni stilizzati azzurri che la decorano sono come...gommosi!!! Ah! Che bella sensazione!!! (sono come i cani che "amano le consistenze differenti" -chi indovina la citazione è bravo-). E poi, anche se non si vede, luccica!!*_*
Poi, guardate che bellissimo album con i fogli colorati che ho trovato da Loft!!(ho trovato solo il sito giapponese...comunque è una grossa catena di oggettistica, cancelleria, cose per la casa e cazzate varie). L'immagine in copertina non ricorda le illustrazioni dei libri da colorare degli anni '80? Aaah! (lacrimuccia).
Scusate le foto, ma le ho fatte di fretta, sulla bici, e non riuscivo a trovare un'angolazione degna (notare gli onnipresenti fili elettrici tesi ai 4 venti).
Comunque, 2 anni e ci ho fatto caso solo ora....
Infine, chiudo con un paio di cartelli segnaletici per il bagno...sono stupendi, stanno oltre! :D
Indovinate dove si trovano? Dico solo che uno è a Osaka e l'altro in provincia di Osaka!
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venerdì 8 aprile 2011
Meiji Coffee & Meiji Fruits 明治コーヒー・明治フルーツ
Il caffè. Chi è stato in Giappone saprà bene che il caffè viene consumato a litri, a fiumi! Altro che l'Italia e la tazzulilla 'e cafè. Cascate di caffè!
Purtroppo vi sarete anche accorti di quale caffè viene consumato. Di solito si tratta del cosiddetto drip coffee, che non bisogna confondere con il bistrattato american coffee, che viene considerato una brodaglia immonda anche dai giapponesi stessi! Il drip coffee non è malaccio, ma è fortissimo!
Queste sono le basi, ma pochissimi bevono solo caffè nero o al massimo zuccherato.
In Giappone per la maggior parte dei casi tutto si riduce a miscugli riconducibili in generale al noto "cafè olè", dalla pronuncia del francese café au lait.
*Piccola curiosità: quest'espressione è talmente radicata che c'era un periodo in cui si usava solo il termine オレ ore e ancora oggi può capitare di sentirlo dire da qualche anziano o da qualche giovane che segue uno stile retrò estremo*
Caffelatte insomma. E andrebbe anche bene se ci si fermasse qui.
Il fatto è che qui il caffè viene infilato in lattine, bottigliette di vetro, PET bottle e cartoni. C'è anche quello nelle tazze ovviamente, ma devi avere il tempo di andare in una caffetteria, senza contare che, una volta in caffetteria, non so quanto un italiano sia disposto a pagare 3 o 4 euro un caffè.
Io ci vado, ma più che altro per parassitare del tempo al caldo e al coperto. Bevendo caffè nero, poi, pago il minimo indispensabile, di solito.
Detto questo, oltre al caffelatte esistono una varietà infinita di bevande a base di latte: latte&fragola, latte&maccha (il tè verde polverizzato), latte&banana, latte&uva!, latte&cacao ecc ecc...anche loro impacchettati in cartoni, lattine e bottigliette di ogni tipo.
Tutto questo marasma di prodotti viene solitamente venduto nei famigerati conbini, o convenient store (vedere sezione "Japan" nel link) oppure nei distributori automatici, che in Giappone ricoprono ogni metro quadro di territorio (una leggenda metropolitana di qualche anno fa diceva che ce n'era uno ogni 20 abitanti).
Bene, è proprio in un conbini che qualche giorno fa ho notato questa bottiglietta in Pet che mi ha colpito perchè aveva un packaging un po' troppo semplice. In realtà le bevande erano 2, chiamate 明治コーヒー Meiji Coohii e 明治フルーツ Meiji Furuutsu, in poche parole latte&caffè e latte&frutta della Meiji, nota azienda casearia-dolciaria.
Avevano un'aria tutta Shōwa (vi ricordate?) e quindi ho finito per comprare il Meiji Fruits. Mentre lo prendevo mi sono accorta che c'era una specie di motto che pubblicizzava il prodotto di cui non ricordo le parole esatte, ma suonava più o meno così: "è buono perchè fa nostalgia", o una cosa del genere. Quindi ci avevo preso!!!! Era una delle millemila riedizioni retrò che fanno ogni tanto per rilanciare i prodotti! Eh eh eh eh, ho un occhio finissimo per queste cose veramente inutili!
Comunque, una volta tornata a casa mi metto a fotografarlo e cosa scopro? Sulla pellicola della bottiglietta, oltre al marchio, al nome e ste cose qua, in fondo, c'era una specie di linea che girava tutto intorno e la scritta "Meiji" fatte entrambe come se fossero dei riflessi o un rilievo sul vetro!
Hanno cercato di riproporre l'impatto visivo del vetro disegnandolo sull'etichetta di plastica!
Questi stanno fuori.
La sera poi, Nobuo (il mio ragazzo), mi ha confermato che quelle bevande ci sono da tantissimo tempo e che prima erano in bottigliette di vetro.
Oggi allora è partita la ricerca. Uagliù. Niente di più introvabile! Non sono riuscita a trovare una solo foto che mostrasse come fosse la bottiglia originale in vetro. Ho trovato soltanto il tappo!!! Che non ho capito bene, ma mi pare che fino a qualche anno fa c'erano ste etichette di carta sui tappi di tutte le bottigliette di vetro del latte (di tutte le marche) e delle sue deviazioni (caffeè,
frutta, cacao...) e la gente ne ha fatto fior di collezioni.
Ma nella ricerca ho scoperto che, insieme alla versione in plastica, è stata portata avanti anche quella in vetro! Pare che la produzione sia limitata ai pacchi regalo per corrispondenza (un'usanza molto forte qui in Giappone), ma in questo blog il tipo dice di aver trovato entrambe le bevande in un distributore automatico.
Inoltre pare che ci siano state, negli anni passati, anche versioni in cartone, perlomeno del caffelatte (tra i prodotti venduti adesso ho trovato solo la versione da 1 litro, ma non mi convince perchè è destinato a tutta la famiglia e poi gli ingredienti sono leggermente diversi).

Infine, cara la mia moltitudine di lettori, giusto così, perchè è una cosa carina, vi consiglio vivamente di dare un occhio a questo link che è praticamente un report sulla storia del latte e delle confezioni della Meiji. Anche se non capite il giapponese secondo me vale comunque la pena di guardare le immagini! :D
Ve ne lascio un assaggio qui sotto!

Purtroppo vi sarete anche accorti di quale caffè viene consumato. Di solito si tratta del cosiddetto drip coffee, che non bisogna confondere con il bistrattato american coffee, che viene considerato una brodaglia immonda anche dai giapponesi stessi! Il drip coffee non è malaccio, ma è fortissimo!
Queste sono le basi, ma pochissimi bevono solo caffè nero o al massimo zuccherato.
In Giappone per la maggior parte dei casi tutto si riduce a miscugli riconducibili in generale al noto "cafè olè", dalla pronuncia del francese café au lait.
*Piccola curiosità: quest'espressione è talmente radicata che c'era un periodo in cui si usava solo il termine オレ ore e ancora oggi può capitare di sentirlo dire da qualche anziano o da qualche giovane che segue uno stile retrò estremo*
Caffelatte insomma. E andrebbe anche bene se ci si fermasse qui.
Il fatto è che qui il caffè viene infilato in lattine, bottigliette di vetro, PET bottle e cartoni. C'è anche quello nelle tazze ovviamente, ma devi avere il tempo di andare in una caffetteria, senza contare che, una volta in caffetteria, non so quanto un italiano sia disposto a pagare 3 o 4 euro un caffè.
Io ci vado, ma più che altro per parassitare del tempo al caldo e al coperto. Bevendo caffè nero, poi, pago il minimo indispensabile, di solito.
Detto questo, oltre al caffelatte esistono una varietà infinita di bevande a base di latte: latte&fragola, latte&maccha (il tè verde polverizzato), latte&banana, latte&uva!, latte&cacao ecc ecc...anche loro impacchettati in cartoni, lattine e bottigliette di ogni tipo.
Tutto questo marasma di prodotti viene solitamente venduto nei famigerati conbini, o convenient store (vedere sezione "Japan" nel link) oppure nei distributori automatici, che in Giappone ricoprono ogni metro quadro di territorio (una leggenda metropolitana di qualche anno fa diceva che ce n'era uno ogni 20 abitanti).
Avevano un'aria tutta Shōwa (vi ricordate?) e quindi ho finito per comprare il Meiji Fruits. Mentre lo prendevo mi sono accorta che c'era una specie di motto che pubblicizzava il prodotto di cui non ricordo le parole esatte, ma suonava più o meno così: "è buono perchè fa nostalgia", o una cosa del genere. Quindi ci avevo preso!!!! Era una delle millemila riedizioni retrò che fanno ogni tanto per rilanciare i prodotti! Eh eh eh eh, ho un occhio finissimo per queste cose veramente inutili!
Comunque, una volta tornata a casa mi metto a fotografarlo e cosa scopro? Sulla pellicola della bottiglietta, oltre al marchio, al nome e ste cose qua, in fondo, c'era una specie di linea che girava tutto intorno e la scritta "Meiji" fatte entrambe come se fossero dei riflessi o un rilievo sul vetro!
Hanno cercato di riproporre l'impatto visivo del vetro disegnandolo sull'etichetta di plastica!
Questi stanno fuori.
Oggi allora è partita la ricerca. Uagliù. Niente di più introvabile! Non sono riuscita a trovare una solo foto che mostrasse come fosse la bottiglia originale in vetro. Ho trovato soltanto il tappo!!! Che non ho capito bene, ma mi pare che fino a qualche anno fa c'erano ste etichette di carta sui tappi di tutte le bottigliette di vetro del latte (di tutte le marche) e delle sue deviazioni (caffeè,
frutta, cacao...) e la gente ne ha fatto fior di collezioni.Ma nella ricerca ho scoperto che, insieme alla versione in plastica, è stata portata avanti anche quella in vetro! Pare che la produzione sia limitata ai pacchi regalo per corrispondenza (un'usanza molto forte qui in Giappone), ma in questo blog il tipo dice di aver trovato entrambe le bevande in un distributore automatico.
Inoltre pare che ci siano state, negli anni passati, anche versioni in cartone, perlomeno del caffelatte (tra i prodotti venduti adesso ho trovato solo la versione da 1 litro, ma non mi convince perchè è destinato a tutta la famiglia e poi gli ingredienti sono leggermente diversi).

Infine, cara la mia moltitudine di lettori, giusto così, perchè è una cosa carina, vi consiglio vivamente di dare un occhio a questo link che è praticamente un report sulla storia del latte e delle confezioni della Meiji. Anche se non capite il giapponese secondo me vale comunque la pena di guardare le immagini! :D
Ve ne lascio un assaggio qui sotto!

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sabato 8 gennaio 2011
L'eleganza della carne in scatola
Per inaugurare il 2011 ho deciso di spolverare uno dei millemila post rimasti in sospeso mesi e mesi.
Questa volta si tratta di carne in scatola, del genere Simmental o Manzotin.
Mi sono imbattuta nelle lattine della carne Echigo Uonuma 越後魚沼 in un supermercato di prodotti importati e di lusso. In effetti un barattolo di carne costa intorno ai 600 yen, quindi 5 euro più o meno.
Il lusso del prodotto è ben espresso dalla confezione, ben diversa da quelle più economiche e di massa che si trovano in giro...
Quella volta in vendita c'erano due tipi: la Yamatoni Beef, con confezione cilindrica, e la Corned Beef, in un parallelepipedo trapezioidale.
Lo sfondo è in rosa salmone molto chiaro ed è decorato con un motivo floreale lilla. Al
centro, in un ovale, c'è disegnato un bue su uno sfondo a stella.

La parte superiore della Yamatoni Beef è coperta dal rivestimento che c'è anche di lato, mentre sulla parte superiore della Corned Beef c'è la chiavetta di metallo per aprire la lattina, come quelle che c'erano sulle vecchie confezioni di sardine.
In verità devo confessare che la chiavetta che c'è sulla carne è leggermente differente da quella delle sardine, che è uncinata (vi linko una pagina con spiegazione e una stupenda illustrazione).
Una particolarità è che la marca, che è scritta in kanji, è scritta al contrario. Invece di riportare in ordine la scritta Echigo Uonuma, se la si legge da sinistra a destra viene fuori Numauo Goechi. Questo perchè agli inizi del '900, quando la modernizzazione occidentale arrivò in Giappone, si prese a scrivere anche in orizzontale, oltre che in verticale, mantenendo però l'ordine tradizionale della scrittura in giapponese, ovvero da destra verso sinistra. Scusate la spiegazione arzigogolata, ma in parole mooolto povere andò così. Per cui, alcuni brand che mantengono ancora le vecchie versioni delle confezioni, per una questione di eleganza retrò e prestigio, continuano a riportare le scritte in questo modo antico.
Purtroppo nel sito dell'azienda, la Foricafoods, questa carne non è presente tra i prodotti. Per cui linko qui un altra pagina in cui mi pare se ne parli un po'.
Mi spiace, ma è in giapponese. Comunque descrive il prodotto parlando della carne che sembra un budino ecc ecc...inoltre, sotto una delle immagini di lato, nella didascalia, ci sono delle ipotesi sul perchè della stella dietro al bue. La cosa interessante però è che se si clicca nella scrittina sotto la prima immagine, appaiono delle foto che spiegano come aprire la scatola con la chiavetta. Le immagini però vanno talmente veloci che non ho capito nulla, se qualcuno riesce a decifrare qualcosa è il benvenuto tra i commenti!
sabato 19 giugno 2010
Okageyokocho Cider
La bevanda in questione si chiama appunto "Okageyokocho Cider" (おかげ横丁サイダー) . La bottiglia non ha niente di particolare, ma l'etichetta rimanda a tempi andati, anche se non molto lontani, e sullo sfondo c'è disegnato il quartiere in questione. In basso c'è anche il timbro-firma tipico giapponese! Insomma, mi è piaciuta un sacco l'atmosfera che ripropone, più che la bottiglia in sè.
Se vi capita, comunque, andateci, a Ise.
Ah, per chi volesse vedere le foto di Ise, e non solo, potete aggiungermi su facebook! C'è la pagina del blog e da lì potete aggiungermi, se non mi trovate mandatemi un messaggio.
sabato 18 luglio 2009
Un ready to drink
In un supermercato vicino casa, Yamaya, che vende prodotti d'importazione, ho trovato questa bibita alcolica che dovrebbe essere uno di quei cocktail "ready to drink", tipo il Bacardi Breezer per intenderci.
La bibita però è giapponese, si chiama おんほらぁとBAR OnhoraatoBAR, della Fukumitsuya ed è a base di sakè.
Il nome rimanderebbe ad un improbabile "onorato" italico, anche se spero proprio di sbagliarmi.
Tornando a noi, la bevanda era presente in 3 gusti: ume (prugna), yuzu (un agrume simile al mandarino) e il non meglio definito sapore di white sour. Riguardo a quest'ultimo ho fatto una ricerca, ma non ho trovato definizioni. Se qualcuno sa che tipo di sapore è, per favore mi informi!
L'etichetta che avvolge le bottiglie sfrutta il colore della bevanda e partendo dal basso con un colore più intenso, sfuma fino a diventare trasparente e lasciare vedere il colore interno.
Quella al white sour parte dall'azzurro e diventa bianco lattiginoso; quella all'ume sale dal verde scuro, fino a diventare verde chiaro trasparente; quella allo yuzu sfuma dal blu alla completa trasparenza.
Ma la cosa che più mi è piaciuta è stato il contrasto tra l'immagine stampata e lo sfondo. Le immagini che rappresentano l'ingrediente, infatti, sono realistiche e molto nitide. Sembra che fluttino sulla superficie dello sfondo sfumato e indefinito.
Per il resto è tutto molto spoglio, è presente giusto nome del gusto in fondo e, su un'etichetta dorata in alto il nome del prodotto.
Da notare il tappo a vite: davvero ready to drink!!!
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