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domenica 16 settembre 2012

Un po' così, un po' naïf

Una delle cose che nessuno dice sul Giappone è che, non avendo l'ora legale, la luce, anche d'estate, dura meno che in Europa (e in tutti i Paesi con l'ora legale, ovviamente).
Mentre scrivevo mi è venuta la curiosità e quindi sono andata a controllare e...ma lo sapevate che un macello di Paesi la usavano, ma hanno smesso?? Tra questi ci sono anche Paesi europei, come l'Islanda (ma chepppoooi, si può dire che è europea? cosa si intende per "europeo"? Ah, queste discussioni sul sesso degli angeli!). E che tipo l'Australia, gli Stati Uniti e tanti altri Paesi hanno delle zone che hanno smesso e delle zone che continuano a usarla?
Cioè, voglio dire, e poi ci sorprendiamo che il Mondo non riesca a mettersi d'accordo sull'unificazione delle prese di corrente...mattecredo!
Pure il Giappone è tra i Paesi che la usava, ma ha smesso. Eggiusto. Così, il 16 settembre, alle 18:30 è già notte e noi possiamo felicemente consumare più energia (ok, battuta gratuitissima sulla sperpero di energia che regna incontrastato da queste parti).
E quindi mi ritrovo qua, in un buio pomeriggio di settembre, svaccata sul divano (ah, il divano...*_*) a sognare spiagge bianche e assolate e mare cristallino.

Ma riuscirò ad andare a Bali, prima o poi, ooooh se ci riuscirò! (bello sforzo, da qua ti buttano i biglietti low cost come se fossero patatine...)

Detto ciò, nel frattempo mi consolo con le bibite "Hawaiian Sun" scovate dal mio spacciatore di fiducia: Yamaya.
Dico bibite, ma in realtà dovrei dire succhi di frutta, perchè sì, sono veri e proprii succhi di frutta, a dispetto della loro lattina caciarona che ricorda un sacco le lattine di cocktail già pronti che tanto spesso si trovano qui nei supermercati.

Vi avevo già detto che adoro il succo di guava? Beh, adoro il succo di guava.

Non so quanti mesi sono passati prima che mi decidessi a comprarli. Li ho osservati, rigirati, analizzati praticamente tutte le volte che andavo da Yamaya. Il mio dubbio era soprattutto sulla lattina. La mia mente ragionava così: se sono dentro una lattina, dovranno per forza essere succhi gastrici gassati. Poi un giorno lessi "non carbonated" e capii, anche con il mio scarsissimissimo inglese, che FORSE, effettivamente, non erano gassati.
E un giorno mi sono fidata.
Quel giorno, oltre ai gusti qui sopra, c'era il tè freddo, ma sinceramente, a me che il tè, di qualunque tipo, lo bevo senza zucchero, non poteva fregà di meno.
Su "guava nectar" andavo piuttosto sul sicuro, ma era quel "pass-o-guava" che mi perplimeva (e lo sapete che il verbo perplimere esisteva, ma ora non esiste più? Un po' come l'ora legale in Giappone!) (ma quanto Settimana Enigmistica sono oggi???). Alla fine della fiera, altro non era che "PASSion fruit-Orange-GUAVA".
Sulle lattine sono anche molto espliciti rispetto alle qualità del prodotto:

 
Esito dell'acquisto: diciamo che non mi posso lamentare. Non erano malaccio.
Ma nemmeno tutta 'sta bontà, eh! C'è di meglio (tipo il succo di guava che passano sugli aerei della Malaysia Airlines...mhmmm *_*).

La ditta si chiama, appunto, Hawaiian Sun e tutti qui, penso, ci stiamo chiedendo il perchè, perchè? Percheeeeeeè? di quel busto senza testa con una maglia da basket che fa il segno "yo, bro" sulla home page. Ma vabè, sò hawaiiani, sarà la loro cultura, che ne vogliamo sapere noi, barbari del ricco occidente.
Made in Hawaii since 1952.

In realtà, a parte il busto rapper, provo un'attrazione irresistibile per le confezioni dei prodotti di questa ditta, un mix tra foto fatte in casa, tinte tropicali, arte naïf e Photoshop che mi fa andar via di testa.
Ecco, uno dei miei sogni proibiti è fare un mega-tour AfricaCentroSudAmericaPaesiTropicali a studiarmi le insegne dei negozi, quelle dipinte a mano su pezzi di legno o lamiera o direttamente sui muri, e l'uso quotidiano dei colori. Sì insomma, avete capito cosa intendo, no?
Tipo queste insegne africane dei parrucchieri  


 oppure le statuette messicane alebrije


(tutte le foto le ho fatte al National Museum of Ethnology a Osaka)

Madonna sto post m'è sfuggito di mano.
Tutto ciò per dirvi che mi piace moltissimo persino il verde usato nel sito internet. 
E il logo-nome giallo e rosso. Poi dai, tutte ste lattine coloratissime viola, fucsia, azzurre, bianche messe in fila con sta frutta e ste piante disegnate sopra...è ovvio che presa da un raptus le ho buttate nel cestino della spesa.
E poi non resisto alla parola "guava".
A proposito! Una mia amica taiwanese mi ha riportato un bustone di pezzi di guava essiccati! :D Yay!
Adesso mi manca solo il frutto VVVERO.
Poi mi ha riportato anche i semi di melone alla liquirizia (!!!!!), ma non disperate! Vi aggiornerò al più presto! XD

Ah, ma poi, nessuno vuole sapere quale fosse la bibita della Pepsi che non avevo il coraggio di provare? Beh, ve lo dico lo stesso. Era il Salty Watermelon: bibita frizzante al cocomero salato.
E non fatevi ingannare dal sano colore della foto, nella realtà era fucsia.



E no, non sono riuscita a provarla.

mercoledì 12 settembre 2012

Fragole a settembre

Uh, ma l'estate è finita! Diamine, è più di un mese che non scrivo.
Soprattutto, sono passate le Londonolimpìkku, le Olimpiadi, senza che io vi mostrassi qualcosa della Coca-cola a tema: sacrilegio!
Ebbene, rimedio subito! Ecco qua il bicchiere olimpionico di cui ci omaggiava il Mc Donald's con il menù L size al modico supplemento di 60 yen:
Bicchiere ripieno di Pocari Sweat e confezione annessa. No, non ci ho messo la Coca-cola perchè, pur essendo una drogata del nettare nero, riesco ad abusarne solo quando mangio.
Comunque il bicchiere è caruccio, e sì, non è un effetto ottico, è proprio rosa violaceo.
Il design della scatola invece è un po' approssimativo, ma vabè, d'altronde serve solo a proteggere il bicchiere, visto che non è un prodotto in vendita. Alla fine potevano metterci anche solo una scatola di cartone e nessuno avrebbe comunque sporto reclami, quindi diciamo che si sono anche impegnati, va là!
C'erano un sacco di colori, anche! Io puntavo al bicchiere nero trasparente, ma vabè, non mi lamento.

Dopo le news olimpiche in ritardo, possiamo finalmente (o purtroppo?) dire che è arrivato l'autunno e io mi posso quindi bullare tantissimo del fatto che non ho acceso l'aria condizionata nemmeno una volta (beh, in realtà la odio, ma qua a Kyoto, credetemi sulla parola, è dura senza...ma con un ventilatore sono riuscita a sopravvivere).
E vi dirò di più, l'autunno è arrivato proprio oggi! E' stata la prima notte che ho cercato una coperta e la prima sera che non ho spalancato tutte le finestre.
Ma tanto era già da un po' che se ne sentiva l'odore, dal primo settembre per la precisione! Io non so davvero come fanno, ma qua appena scattano certe date, come per magia in tutti i negozi escono in contemporanea le cose dedicate a quella specifica stagione. Per esempio dal primo novembre inizia natale, ma è proprio una cosa matematica!
E quindi, dal primo settembre, anche con 35 gradi, arriva l'autunno sugli scaffali, nti pù sbajà*.

Stavolta però ho notato un'altra tendenza che mi ha sorpreso, ovvero questa:

Cioè, non fraintendetemi, le schifezzuole al gusto fragola ci sono sempre in Giappone, ma a parte nei "periodi rosa" , di cui ho già accennato, non così tante tutte insieme!
Inoltre da notare come tutti questi prodotti fossero nello stesso negozio, nella stessa corsia. E non in un grande supermercato, eh! Ma nel semplicissimo conbini sotto casa (i conbini di solito non hanno tutta questa scelta...).
Comunque in sostanza le ditte di ste quattro variazioni sul tema sono 2: la Glico e la Lotte (e qui, in questo momento, la Bea scoprì che la Lotte è nata sì in Giappone, ma è sostanzialmente coreana: quale folgorante rivelazione!).
Da sinistra:
- Pocky (ve l'ho già detto che sono i Mikado originali e che da noi hanno solo cambiato il nome, vero?) alla fragola con fantasia scozzese rosa e sbrilluccichii vari.
- Toppo alla fragola (sono i copioni sfigati dei Pocky e di particolare hanno che la glassa non è fuori, bensì dentro lo stecchino...ah, quanta genialità).
- Pocky alla fragola. Di nuovo. Ora, davvero, parliamone, che diavolo di senso ha???? NESSUNO. Sensonchè, a ben guardare, i primi Pocky della lista hanno dei pezzettini rossi di nonsochè in rilievo sparsi su tutta la glassa....scriverlo no, eh?
- Toppo al formaggio alla fragola. Sì, formaggio. Alla fragola. Mbè, qualche problema? Aggiungo pure che è formaggio dell'Hokkaido, mica pizza e fichi! Tiè.

Ovviamente, secondo la mia personalissima opinione, il design dei Pocky non ha niente a che vedere con quello dei Toppo, la differenza di livello è troppo grande. Basta guardare la semplicità della terza confezione. Vabè, comunque i Pocky sono talmente famosi che possono permettersi il design minimale. Anche i Toppo sono famosi, per carità, ma non ancora abbastanza.
E sui Toppo, tra l'altro, devo assolutamente fare una ricerca sulla nascita del nome, perchè io me l'immagino così:
riunione di esperti di marketing e boss giappini vari, qualcuno dice "cerchiamo un nome figo italiano!!" e qualcun altro "sì, dai, guarda, ho cercato su internet e ho trovato TROPPO, chè anche il significato ci sta tutto eh!" e qualcuno dei boss di mezza età "eh? cosa? non capisco...ma che è? troppo difficile...trovate qualcosa per cui non mi si debba attorcigliare la lingua!!!" e il genio di turno urla "Ma allora basta togliere la R !!!! TOPPO riescono a pronunciarlo tutti, no?" e giù tutti a complimentarsi con le lacrime agli occhi...
...
..
e ditemi che non sono la sola a farsi i film sulla nascita dei nomi dei prodotti, vi prego!;_;

*non ti puoi sbagliare in pescarese.

martedì 31 luglio 2012

Fanta alla mela

E' uscita una nuova, se così si può chiamare, bottiglia della Fanta ai gusti strambi.
Sempre della stessa linea della Fanta Fruits Punch (di cui ho parlato qui), ecco a voi la Fanta Apple!
La foto non è mia, l'ho trovata qui, ma siccome si tratta semplicemente di Pingram con il tag Fanta, la foto l'ho trovata con Google, ma nella schermata che poi esce non c'è. Quindi se volete l'autore...andatevelo a cercare! :D
Per essere bella, la bottiglia è bella come lo era anche l'altra al punch. Il mio dubbio invece riguarda la descrizione che ne fa il sito della Coca-cola perchè parla del design del 1974!
Ora, siccome sono tutt'altro che infallibile, andiamoci a rinfrescare la memoria alla pagina della già citata Fanta Fruits Punch...ok, confermato il fatto che parla di riedizione del 1984 (chiedo conferma anche a tutti quelli che leggono il giapponese, ma anche agli altri, visto che la data è scritta in cifre).
E allora perchè nella pagina della Fanta Apple si parla invece di 1974?? In 10 anni il design della Fanta non cambiò minimamente? Hanno sbagliato a scrivere? Ci stanno a pijà pe culo?
Visto che non trovavo risposte ai miei dilemmi esistenziali sono andata a cercarmi l'evoluzione del design nel sito della Fanta....ma non c'era nulla sulla storia della Fanta. Ero già lì che smadonnavo contro gli Stati Uniti, le multinazionali e il pessimo gusto delle bottigliette contemporanee quando, lampo digggenio, sono andata direttamente sul sito della Coca-cola, pensando che la Fanta, almeno fino a un po' di anni fa, si evolveva seguendo lo stile del prodotto principale. Qui infatti trovo, nell'angolino più remoto, in basso a destra della home page, il link alla "storia".
Che è questo e da qui c'è un bel riquadro enorme con sù scritto "Storia della Fanta".
Yuhuuuu!
Poi però ho scoperto che qui, degli anni '70 e '80 sono mostrate solo le bottigliette di vetro. Osservandole bene però ho avuto un'illuminazione. In effetti la scritta, il logo insomma, era rimasto invariato...non è che parlano di design generico, ma si riferiscono alla scritta?
Anche questo, però, non lo sapremo mai.

Però...lo sapevate che la Fanta originale fu creata in Germania e che la Fanta all'arancia fu inventata in Italia? XD


domenica 13 maggio 2012

Oh, ma che è sto casino?? (3)

Oggi non ho molto tempo quindi...rispolvererò la mia gettonatissima rubrica che ormai nessuno ricorderà più "Oh, ma che è sto casino??".

Ma per prima cosa, oggi devo chiedere l'aiuto di tutti (e quattro) per far vincere il video del mio amico Portinaio, in concorso a "Il lavoro dei sogni - Emozione3" . Il video è quello del secondo da sinistra, in alto, quello vestito come Muttley di medagliamedagliamedaglia. Insomma, quello in mezzo alla pagina appena si apre la finestra!
Ripeto qui quello che ho già detto su Fb, se non vi fidate di me, guardatevi tutti i video: scommetto quello che volete che voterete lui anche di vostra spontanea volontà perchè il video sta proprio fuori. Una mia amica, alla mia domanda "chi hai votato?" ha risposto:
"Il ragazzo che hai segnalato tu, tra tutti era decisamente quello con il lavoro fatto meglio... e poi, è un pazzo! :D" (Renè, sankyu...chu!)
Quindi...non indugiate! Premete quell'acciderbolina di bottone! :D


Ok, espletati i miei doveri pubblicitari, passiamo all'accozzaglia di robe da postare, chè non ho nessuna voglia di fare un lungo post argomentato su una sola cosa! XD
Iniziamo col dire che...mi sono trasferita! In una casa!!!!! Passare da una stanza con bagno-loculo in un appartamento di 2 stanze più cucina più bagno megagalattico è un'esperienza non da poco. 
Comunque. Questa casa ha uno e un solo difetto: non ha interruttori. Sì, sì, non li ha. E' una casa che prevede solo ed esclusivamente lampadari con la cordicella incorporata per accenderli e spegnerli (mio padre dice che si usavano anche in Italia una volta...qui sono ancora abbastanza comuni).
Il primo giorno Nobuo sistema il lampadario grande, provvisto di cordicella, quindi non ci siamo accorti di nulla. Poco prima di uscire però decide di mettere l'altro piccolo lampadario in cucina (di design, moderno, quindi senza cordicella). Il lampadario si accende e noi, ignari, continuiamo le nostre cose. Quando eravamo già con un piede fuori però, nel momento di spegnere la luce, il dramma! Abbiamo cercato l'interruttore in tutta la casa e....semplicemente non c'è! Ah ah ah ah ah ah! E' talmente assurda sta cosa che mi viene solo da ridere!!!!
Insomma, abbiamo dovuto togliere il lampadario per spegnerlo. E ovviamente non possiamo usarlo. Vabè...mi butterò nei rigattieri (qua è pieno) alla ricerca di un paio di bei lampadari anni '70 psichedeleci :D Vi farò sapere.


Poooi, un bel po' di tempo fa, cosa più unica che rara, ho comprato un Kit-kat. Classico. Sì, quello rosso. Quello che non ti aspetti nessuna sorpresa. Quello che lo potresti mangiare anche a occhi chiusi che tanto...
E invece no! I giapponesi hanno messo le loro zampine anche qua (sembra una critica, ma in realtà è un complimento, dal mio punto di vista). Nella scatolina esterna non c'è niente di strano:
Ma guardando le 3 bustine interne sono rimasta allibita...invece di fare la solita apertura OpenHere, hanno creato una storiella sportiva per ogni sacchetto: corsa, bowling e nuoto. Con tanto di GOAL! finale.
Chissà se ci sono altre versioni!

(non fate caso alla prima bustina, che è aperta....non sò più er ghepardo de 'na volta e l'ho aperta senza accorgermi di tutto l'ambaradan...o forse avevo solo molta fame!)


Poi dunque, vediamo...ritornando un po' su una marca cara a questo blog, perchè cara alla sottoscritta, segnalo l'avvistamento di una confenzione di Fanta smaccatamente retrò!
Bella eh? Nella spiegazione c'è scritto che è il rifacimento del design del 1984, quello del Fanta Fruit Punch che ha venduto di più. Volete sapere che frutti ci sono in questo punch ai 5 frutti? Mela, pesca, albicocca, ciliegia e...guava! Il colore nero chissà da cosa è dato...ah ah ah! Di sicuro non sarò io a scoprirlo.
Il succo di guava da solo però è fantastico,  superfantastico! (tanto per rimanere in tema...lei e la Cuccarini erano le mie idole indiscusse durante i teneri anni infantili)

Infine (qua la cosa, checchè io ne abbia detto, è andata per le lunghe) ecco a voi un'altra bomboniera postale. Stavolta sono sicura: era per un matrimonio! Più che altro perchè il tizio che si è sposato lo conosco anch'io.


















Figata eh? Aveva pure il pirulicchio in stoffa! Finess!
E le merendine-cheesecake (perchè altro non erano) erano pure buone! Quelle di sinistra erano semplici, quelle di destra alla fragola.
La marca è Gramecy New York (ho trovato solo link di Takashimaya o di altri negozi che vendono più marche...forse non ha un sito vero e proprio in Giappone)

Vabò, mò basta però, vorrei almeno mangiare stasera, oltre che scrivere un post che DOVEVA essere veloce.

domenica 25 marzo 2012

Il periodo rosa

Oilà, vi piace il nuovo header? Vabè, non è cambiato un granchè però è meno squallido di quello che c'era prima, almeno. Tutto ciò in attesa che Gabbri, l'altro amministratore fantasma che spesso nemmeno legge quello che scrivo (-.-) mi aiuti a fare un sito serio.
Vabuò, comunque, mi giunge voce che lì da voi sia arrivata la primavera eh? Maledetti.
Qua continua a piovere come se non ci fosse un domani e le massime stanno sui 10 gradi. Perchè dovete sapere che, al contrario di quanto dice una ben nota leggenda metropolitana, la primavera giapponese fa...cagare!!!!
(non me ne vogliano i giapponesi che leggono il blog, ma abituata alla primavera italiana, sono rimasta piuttosto scioccata da questo susseguirsi di pioggia, freddo, vento gelido e grigiume...d'altronde anche per gli stessi giapponesi uno dei colori tipici della primavera, oltre al rosa, è il grigio)
Ok, per essere equi dirò solo che la primavera giapponese è un po' come il mese di novembre in Italia: grigio.
Per questo continuo a dire che il Paese ideale dovrebbe avere la primavera italiana e l'autunno giapponese (in realtà, nel MIO Paese ideale è sempre estate e la temperatura varia dai 30 ai 32, ma vabè..). Ed è sempre per questo motivo che, da quando sono qui, preferisco l'autunno.
Il fatto è che prima dell'arrivo vero e proprio della primavera, c'è questo periodo in cui piove sempre. E uno dirà: eh, sarà la stagione delle piogge! Eh no, invece!!!! Dopo questo periodo fa tipo 2 settimane di bel tempo e poi giù con la vera stagione delle piogge! Nella quale, vorrei far notare, piove meno che nel periodo pre-primaverile.
Se solo facesse caldo, almeno...

Mah, comunque bando alle ciance, perchè anche in questa grigia stagione c'è da stare sempre all'erta. Come ho detto anche prima il colore tipico della primavera qui è il rosa. Immagino che tutti sapranno il motivo, ovvero il simbolo del Sol Levante, dei samurai, delle geisce (!!!): i sakura! (molti li chiamano "le sakura" e non capisco il perchè, voglio dire, il ciliegio non mi pare femminile e, a parte che stride proprio il suono, ma ho ben studiato, quando ero studentella di lingue, che tutte le parole straniere non di uso comune vanno messe al maschile...o mi sbaglio io?)

Ma facciamo un passo indietro. La storia inizia un po' prima e le prime avvisaglie ci sono di solito a natale. Cosa cazzarola c'entra il natale coi sakura? Una cippa, rispondo io. Ma qual'è il dolce tipico natalizio in Giappone? No, non è il panettone ripieno di azuki, bensì il temibile Christmas cake, una torta con panna e fragole (mi è venuta voglia di Big Babol, credo siano secoli che non ne mangio una).
Ecco, è lì che si inizia a subodorare che c'è qualcosa che non va, per quanto le fragole giapponesi siano talmente buone che viene da chiedersi se non iniettino lo zucchero direttamente in ogni singolo frutto. Infatti la prima grande incognita è che le fragole, qui, sono un frutto prettamente invernale (!!!). Per cui da gennaio il colore rosa inzia, tomo tomo cacchio cacchio, a invadere gli scaffali dei dolci dei supermercati.
Poi arriva febbraio, il mese della fioritura dei susini, o dei pruni, o come diavolo si chiamano (il mio rapporto con le piante meriterebbe un discorso a parte), insomma dell'ume.
Sono molto belli gli ume, mi piacciono un sacco.
Oltre agli ume, a febbraio, c'è pure San Valentino, quindi ajutm addì (trad. aiutami a dire), c'è proprio un'esplosione orgasmica di rosso e rosa.
A marzo in teoria si dovrebbe inziare a parlare di sakura, ma quest'anno ce l'hanno fatta penare e i susini stanno ancora fiorendo, quindi figurati, mò ce li freghi i ciliegi a fiorire con 'sto freddo!
In compenso ci sono sempre i peschi, non scordiamoci che anche loro fioriscono mò.

Insomma, il risultato è questo:
Angoli a tema rosa con tutti i prodotti al tal gusto dalle patatine, alla cioccolata, alle caramelle (in queste 2 foto appunto pesca e prugna).
Ovviamente ormai siamo in marzo e anche se fa un freddo boia, per le aziende è ora di sakura.
Il gusto sakura, come molti già sapranno, esiste. A me non piace molto (in realtà nemmeno a tanti giapponesi), ma è comunque mangiabile.
Per l'occasione vi presento un prodotto che tutti conoscono: lo yogurt col bifidus! Che qua si chiama Bio:


No, non l'ho comprato: già non mi piace molto il gusto sakura, metteteci pure che lo yogurt non mi fa impazzire! Comunque sì, in teoria ci dovrebbero essere una sorta di petali di ciliegio dentro allo yogurt...
Ma c'è anche ciò a cui nessuno avrebbe mai osato pensare:
Sì, lo so che non dovrei andare dal Mc Donald's, ma che ci posso fare? Mi piace! E' come la Coca-cola...e il trash americano che è in me non sa resistere. E poi è un'ottima occasione per studiare le strategie di vendita! Ieri, per esempio, ho studiato un sacco! (davvero, mica scherzo...)
Comunque, i menù 14 e 15 sono piuttosto normali, entrambi a base di carne in salsa teriyaki, che in Giappone è normale, e uovo (Teritama = teri + tama uovo). Il 15 è basico, mentre il 14 è al formaggio.
E' il 16 che è il problema. Al nome di "Sakura Teritama" ci appare un 15 basico con aggiunta di salsa ai fiori di ciliegio. Da qua non si vede, ma dovrebbe essere quella salsina che sporge da sopra la foglia di insalata.
Devo confessare che per un attimo sono stata tentata...ma alla fine ho optato per un sano e tradizionale 14 (da cui si evince la mia propensione al formaggio fuso).

C'è da dire che non è che fanno TUTTO al sapore di petali di ciliegio. Anzi, la maggior parte dei prodotti di solito ha solo la confezione decorata a tema, tipo le birre, le bibite, le patatine, ma anche le confezioni del cibo da asporto, i dolci...insomma qualsiasi tipo di prodotto. Senza contare le decorazione degli interni dei negozi...
Io stessa, durante uno stage in una ditta che ho fatto in quest'ultimo mese, sono stata incaricata di fare le decorazioni delle lettere di ringraziamento per i clienti e mi hanno tartassato coi sakura! Sono uscite carine, per carità, ma avrei voluto sperimentare un po' di più su un soggetto così inflazionato.

Tutto sommato comunque per me è molto interessante vedere tutti questi cambi di simboli, soggetti, design, colori...in Italia le occasioni sono molto più rare.

In ultimo vi lascio con un'altra mia grandiosa spesa che andrà a fare compagnia al Dio Ra:
L'astronauta!!! Ancora qualche altra penna e potrò formare i Village People alternativi!
Guardateli come sono carini insieme! Potrebbe quasi nascere una storia d'amore (Nobuo veramente li ha già aiutati a darsi il primo bacio).

Mhmmm...ultimamente scrivo un sacco...si vede che non ho una cippalippa da fare! :D

martedì 20 marzo 2012

Ma il tiramisù si cuoce?

Forse la cosa si è già un po' sputtanata, ma in Giappone il 14 marzo è stato il White Day.
Per i pochi che leggono sto blog e che ancora non sanno cosa sia, ecco, come al solito quello che dice Wikipedia è legge . Vabè, comunque detta in parole molto povere è il corrispettivo di San Valentino, un giorno nel quale tutti gli uomini che hanno ricevuto la cioccolata il 14 febbraio possono ricambiare.
Certo, ci sarebbe da spiegare anche l'assurdo modo di festeggiare San Valentino che hanno da queste parti, ma mi asterrò, tanto è tutto già scritto nella pagina del White Day di Wikipedia :D

Comunque non volevo fare un trattato di sociologia...solo che la mania di fare regali a base di dolci ogni due per tre mi tocca nel momento in cui i regali vengono messi dentro delle scatole e vendute. Eh, lo so, ognuno ha le sue croci e i propri scheletri nell'armadio, io mi porto dietro quella del marketing, tormentata passione che consumo in segreto.
Comunque, lungi da me fare un trattato di marketing, anche!
Semplicemente volevo rendere partecipe il mondo del primo serio whiteday-regalo che ho ricevuto (il primo anno Nobuo mi regalò un bottiglietta di pregiuato olio al peperoncino -.-  e l'anno scorso nemmeno me lo ricordo...me l'avrà fatto? mi sa di no...).
Cosa più unica che rara, il 14 marzo eravamo liberi entrambi e quindi siamo andati a Osaka. Prima di portarmi a mangiare in un ristorante che fa solo cucina toscana (a Kyoto però), sempre per sto fatto del White Day, mi ha trascinata nei famosi depachika, i piani sotterranei dei grandi magazzini giapponesi (depaato grande magazzino + chika sotterraneo) perchè doveva "comprare il regalo", che in realtà era una bieca scusa per poter comprare dolci random.
Fatto sta che scendiamo giù e mi trovo davanti una distesa di salary-man tutti in fila nei vari negozi (che nei depachika sono aperti, tipo stand).
Ed è in quel momento che realizzo la connessione! Studipi uomini, tutti in fila all'ultimo secondo per raccattare un regalo per le varie consorti. Non che il mio, di uomo, fosse messo meglio eh! Mi si è addirittura portato dietro (no, dai, scherzo, pooooovero :p).
E' che sono sicura che i regalini per le varie colleghe e amiche erano già stati preparati e messi nella cartella dalle loro mogli, solo che al regalo per la moglie ci devono pensare da soli! Ah ah ah ah!
Però è stato un fenomeno interessante vedere tutti sti uomini neri in un posto che è generalmente il regno delle donnine.


 Oh, almeno apprezzate il fatto che per mostrarvi lo spettacolo ho corso un grosso rischio! Sarebbe bastato che uno solo di tutti sti tipi fosse andato a chiamare qualcuno e per la seconda volta sarei stata cacciata da un esercizio commerciale a causa delle foto :D
Vabbuò, vi mostro anche quello che alla fine ha comprato Nobuo da C3, che è una catena relativamente nuova i cui dolci richiamano vagamente quelli italiani, soprattutto nei nomi (notare che nella HP linkata il menù è scritto anche in italiano...un italiano dove il plurale è a discrezione di chi scrive, immagino):


Questo è il primo. Come potete vedere è molto molto kawaii e dentro ha 2 ciambelle un po' gommose e una busta di baci di dama alla fragola che invece erano molto molto buoni. Usando tutta l'immaginazione che avevano hanno chiamato le ciambelle "Cerchio", mentre per i baci di dama, devo ammetterlo, si sono impegnati: "Per Bambina".
Ma...aspettate un attimo! Controllando il sito proprio ora noto con orrore che tutta la linea dei baci di dama ai vari gusti ha cambiato nome e design!!! :O Adesso si chiamano "Sacucci Horocci" e ho il terrore di sapere a cosa pensavano quando lo hanno scelto.

Comunque il sito è bellissimo, cazzarola! Anche quel delicato "tin" che fa quando indichi col mouse...*_*

Il secondo pacco è questo:
che è stato comprato principalmente perchè Nobuo vivrebbe di tiramisù. Infatti non fatevi ingannare dalla scatola perchè l'interno...

...era pieno di piccoli tiramisù COTTI! Eeeeeh sì! Il nome di questi cosi è 焼きティラミス yakitiramisu, ovvero tiramisù cotto. E infatti come l'avranno chiamato nella versione italiana?
Uagliù, sono buonissimi. Ma tanto!
Appello a tutti gli italiani in Giappone: andatevene a comprare una scatola e mangiatevela tutta da soli, perchè a dividerla la cosa potrebbe prendere una brutta piega.
Buonibuonibuoni! Davvero, andatevi a vedere le immagini sulla pagina che ho linkato, chè rendono molto di più l'idea.

Infine ho fatto una foto di gruppo delle scatole e delle varie buste che ci hanno infilato nella scatola. Perchè qui è scontato, ma ogni, ogni volta che andate a comprare dolci o in generale cose di questo tipo, confezioni regalo insomma, vi danno una busta nuova per ogni pezzo che viene messa insieme ai prodotti stessi, ben chiusa, nella busta grande che viene data a voi.
Scusate il piedazzo di Nobuo e il futon ammucchiato sullo sfondo...:p

Ora, a parte tutto e a parte gli errori gi grammatica italiana, ma questo negozio ha un design stupendo, tutto, i prodotti, le scatole, le decorazioni, il sito web...ed è pure buono!

Per oggi basta anche se ho in caldo un bel po' di cosette...e siccome da venerdì sono praticamente libera per 10 giorni...eh eh eh!

giovedì 16 febbraio 2012

Katakori e seppie ripiene

Ebbene, ebbene, io Celentano non lo sopporto. Ma non ultimamente, non l'ho mai sopportato. E' una dichiarazione politica? Non me ne frega niente, tanto ormai! ah ah ah!
Lo sopporto ancora meno di Benigni. Sì, sì, non sopporto nemmeno Benigni.
Ah...oggi sono polemica. In realtà lo sono sempre, ma un sacco di gente non lo sa, eh eh.
E' che sto guardando Sanremo, per colpa del Portinaio, e come al solito quando mi capita di vedere Celentano che fa i suoi discorsi da ingenuotto bambino delle medie, mi vengono i nervi e devo sfogarmi. Ma siccome sono le 14:50 e in Italia quindi sono le 5:50, non posso ammorbare nessuno dei miei amici e nemmeno i miei. Però potrei provare con mia nonna!! :D
Davvero, mi sembra uno di quei preadolescenti politicizzati e saccenti, ma che, ovviamente non sanno una mazza e che parlano in modo imbarazzante. Lo so bene, perchè probabilmente anch'io ero così XD
Da notare che la Rai non ha potuto pubblicare in streaming il suo intervento per mancanza di diritti multimediali. Mammamia che sborone.

Ok, ok, mi sto inacidendo. Torno a temi più faceti.
Dovete sapere, (DOVETE SAPERLO), che soffro di spalle incriccate croniche, sempre se non vogliamo considerare tutta la schiena, rigida come una lastra di acciaio.
E dovete sapere che in Giappone c'è la leggenda metropolitana che tutti i non-asiatici non soffrano di spalle incriccate. Ora qui dovrei aprire una parentesi su tutte le leggende metropolitane attribuite ai cauasici o agli italiani in particolare (tipo che non ci si incriccano le spalle, che usiamo soltanto mountain-bike, che in Italia fa sempre caldo, che non mangiamo il polipo, che sappiamo tutti l'inglese ecc...). Per carità, più o meno sono tante quante le leggende che girano da noi sul Giappone, o meglio, sulla non meglio identificata Asia.
Comunque. Il fatto che loro pensano che a noi non si incriccano le spalle, porta automaticamente a pensare che quindi qui ne soffrano tutti. Non so se sia così, ma in quei luoghi di perdizione detti drugstore (l'Acqua&Sapone de noaltri) spopolano cerottoni e cerottini per ovviare a questo problema.
Ecco, l'altro giorno ne stavo cercando un tipo adatto a me e a un certo punto emergono loro: i cerotti del tempo che fu. Diciamocelo, la scatola era troppo bella e li ho presi solo per quello.
In pratica sono cerottini tondi e piccoli da applicare sui famosissimi tsubo di hokutiana memoria.

 Io ho provato il secondo schema, ma quando li ho tolti mi sono tipo sradicata tutti i capelli all'attaccatura del collo. La prossima volta vado con la prima.
Tu te li metti e loro prima ti fanno un effetto freddo accompagnato da puzza di mentolo, poi evolvono nell' effetto "ti sto marchiando a fuoco".
Aggiungiamoci pure che Nobuo continuava a lamentarsi per il mentolo che mi avvolgeva tipo aura e insomma, li ho usati solo una volta.
Ma hanno una confezione troppo bella.

La cosa che più mi è piaciuta, a parte lo stile retrò, è la faccina del signore che compare quando togli uno dei cerotti dalla pellicola. E anche la bustina con chiusura ermetica in dotazione.
Si chiamano, come potete vedere, Roihi-tsuboko, della Nichiban (uuh, la pagina è in inglese!).

Poi niente, non mi ricordo più nemmeno quando Nobuo è andato all'Eki-ben Fair, ovvero la fiera dei bento venduti nelle varie stazioni. Chè qua è una vera e propra tradizione per ogni stazione!Eh beh!
E insomma, mi ha riportato un paio di seppie ripiene di riso (sono buonissime!!!!>_<) contenute in una scatoletta troppo, troppo carina! Purtroppo puzzava di pesce accappeste, come direbbe mia nonna. Quindi fotografie al volo e via al macero.
Troppo Showa!!!!!!!

sabato 11 febbraio 2012

Il Dio Ra mangia la cioccolata

Allora, è tipo una vita che non scrivo qua sopra.
A dicembre sono tornata in Italia, soprattutto, mi pare, per mettere su 4 kili. Comunque a parte questo (da cui la mia faccia ha però tratto giovamento...e non starò qui a esporre la mia teoria sul fatto che nelle donne dalla mia età in su il paio di kili in più sta sicuramente meglio del paio di kili in meno) ho passato uno dei migliori capodanni di sempre (non che ci volesse molto, ma comunque...) con i miei amici di sempre. Siamo andati a Ravenna, dove non ero mai stata e che è bellissima, abbiamo fatto una mega cena dove è andato tutto alla perfezione ed eravamo tutti già belli andati prima di metterci a tavola.
E abbiamo finito tutte, dico tutte le lenticchie con il cotechino. Non so se.
Posso solo dire che ho addirittura ballato, cosa più unica che rara.

Poi sono dovuta tornare qui a Kyoto, ovviamente. Ed è iniziato il mese del girone infernale. Lezioni a scuola di design-lezioni di italiano-compiti di grafica a casa. In pratica mi staccavo dal pc solo per insegnare italiano e le conseguenze sono state che i famosi 4 kili sono ancora lì e che probabilmente sono diventata più miope.
Per fortuna adesso il primo anno di lezioni è finito e quindi posso tornare a lavarmi i capelli, a dormire, a vestirmi in maniera decente e, qualche volta, a mangiare cose cotte da me.
La scorsa settimana sono addirittura andata alle Arima Onsen (alle terme, insomma) con l'uomo. Anzi, diciamo che è stato l'uomo a portarmici, visto che io fino all'ultimo non sapevo se andarci o no.
Comunque ecco, mi sono persa, e insomma a natale Miriam, la mia amichetta che vive in quel di Berlino, mi ha regalato una borsa bellissima. Qui tutti mi fanno i complimenti! Ah-ah!
Siiiiiì!!! La borsa dei Ritter! Comprata direttamente nella patria dei Ritter, nel negozio mono marca dei Ritter! Ah! E' grande giusto giusto per metterci dentro un A3: perfetto, mi serviva proprio. Inoltre, la borsa era abbinata ad una super-selection di Ritter (il classico al marzapane e il classico al rum&uvetta, quello al biscotto alla crema di vaniglia, quello al croccante e quello che buonochepiubuonononsipuò al marzapane all'arancia...mi sa che ne dimentico uno però).
Ecco, insomma, la mia nuova borsa è troppo bella e devono saperlo tutti.
Il cazzafà lilla appeso al manico è un regalino della mia amica taiwanese dipendente da ufo-catcher (infatti quello faceva parte di uno dei suoi bottini) .

Ok, dopo di questo ve ne mostro uno mio, di bottino. Questa splendida, bellissima...penna!
La penna del Dio Ra. Bella eh? Purtroppo da qui non posso farlo, ma se potessi ammiccherei.
E' doratissima.
Dietro la testa ha il click per far uscire la punta. L'ho scovata in un negozietto di frikkettoni a Osaka, c'era anche Tutankhamon, ma con Ra non c'è paragone.

Detto questo, vi saluto perchè se scrivo troppo poi quando non scrivo le lamentele aumentano, bwah ah ah!
E mi raccomando, lì in Italia, dategliela 'na possibilità a Monti (non parlo mai qui di politica, ma anche se non si direbbe, mi interessa e l'impressione che ho è che gli italiani, come al solito si fanno trasportare dal momento e stanno un po' troppo sparando a zero su di lui. La situazione invece, vista da fuori, è molto migliorata. So che ciò non basta, ma a me sembra già tanto...).

Vabè, visto che mi è giusto venuta in mente, e visto che è sabato, invece che con la politica concludo con que':

venerdì 11 novembre 2011

Mou alla pecora

Ieri ho avuto un attacco acuto di raffreddore e oggi mi sento pure un pò di febbre. In compenso gli starnuti si sono calmati così non schiferò più la gente intorno a me con il mio moccio infetto.
Mah, saranno state le scorrazzate in bici con 10 gradi e la giacchettina, chissà.
Comunque, l'altro giorno ero andata a fare scorta di pasta da Yamaya, il mio negozio di fiducia insieme a Liquor Mountain. Giro lo sguardo e, nell'angolo delle offerte, vedo vari tipi di caramelle mou.
A me manco mi piacciono tanto le caramelle mou. Ma, non so perchè, forse spinta dall'istinto primordiale abbbruzzese che c'è in me, mi sono avvicinata. Le confezioni erano carine, ma niente di che, nella norma, quando, a un certo punto, l'occhio mi cade sul pacchetto più kitsch.

CARAMELLE MOU AL GENGHIS KHAN

Ora, per chi non lo sapesse, il Genghis Khan è un piatto tipico dell'Hokkaido ed è più o meno una grigliata di carne di pecora e verdure e pare che fosse il piatto preferito...indovinate di chi?
Non l'ho mai mangiato purtroppo, ma mi assicurano tutti che sia buonissimo. E non ho motivo di avere dubbi, visto che sono cresciuta a latte e arrosticini (che ovviamente sono SOLO di pecora: diffidate dalle imitazioni!), come tutti gli abruzzesi.
Metteteci pure che Nobuo è un grande fan dell'Hokkaido e..beh, le ho prese al volo.
Sì, ho comprato un pacchetto di caramelle alla carne di pecora.
Se non sono abruzzese io!

Poi, siccome mi sentivo in colpa a riportare una cosa che con ogni probabilità sarebbe finita nel secchio dell'indifferenziato, ho dato uno sguardo anche alle altre caramelle.
Erano tutte a base di specialità dell'Hokkaido, ma stavolta più normali: il pregiuato latte dell'Hokkaido, il celeberrimo melone dell'Hokkaido, la famosissima lonicera (vi prego, ditemi che l'ignorante non sono solo io) dell'Hokkaido, insomma, cose così.
Siccome non volevo rischiare, ma volevo comunque prendere una cosa sfiziosa, mi sono fidata delle caramelle ai campi di lavanda dell'Hokkaido.Della serie: male che vada sapranno di saponetta.
Ma forse è stata solo una reazione causa-effetto, ovvero dopo aver mangiato caramelle alla pecora, che come si sa non è che sia famosa per il suo profumo di rose e violette, il mio cervello ha trovato che fosse un'ottima idea abbinarci delle altre caramelle a qualcosa che serve per profumare i cassetti.
Aaaah, come mi manca la sveglia di mia mamma le mattine dopo essere andata ad abbuffarmi di arrosticini: "Madonna, che è sta puzza pecoregna!!". Nostalgia.
Questa è una foto dei due pacchetti aperti. Hanno la doppia scatola, con l'interno che scivola fuori. A proposito di questo, quando li ho aperti ho notato che le 2 file verticali di caramelle non erano allineate, come potete vedere.
Quindi ho tirato fuori tutto l'interno e, come si vede nella foto seguente, in ogni pacchetta una delle caramelle in fondo è posizionata in modo diverso dalle altre. Immagino che questa cosa sia allo scopo di afferrare meglio le caramelle.
Beh, mi sembra una buona idea!

Peccato che, nonostante le mie ricerche, pare proprio che l'azienda produttrice, la Sapporo Gourmet Foods, non abbia un sito internet.

A questo punto qualcuno si starà chiedendo come fossero, queste caramelle. Perchè qualcuno se lo sta chiedendo, veeero?
Quelle alla lavanda sono proprio buone, nonstante il fatto che la lavanda non mi piaccia per niente. E infatti non sanno per niente di lavanda, ah ah ah ah!
Quelle alla pecora...
...
..
sono immangiabili.

martedì 18 ottobre 2011

A volte ritornano anche qui.

E dopo un attimo in cui mi ero convinta che non fossero piu` in vendita...eccole che ricompaiono, le bottigliete retro` della Meiji!!!
Stavolta sono tornate in grande stile e con diversi gusti, cosi` possiamo osservare, da sinistra:
パンピーオレンジ Panpii Orenji, misterioso succo d`arancia addirittura "since 1960"!!;
フルーツ Furuutsu e コーヒー Coohii, frutta e caffe`, due vecchie conoscenze;
いちご Ichigo, praticamente latte alla fragola con ben 1% di frutta;


Notare che nel sito la misteriosa arancia Panpii non c`e` (beh, c`e` dal `60...), in compenso il caffe` e la roba alla frutta sono inseriti tra i NUOVI prodotti.
Sono carini vero? :D


domenica 28 agosto 2011

Cagnolini salatini

Oh, sono 2 mesi interi che non scrivo una mazza! Sono abbastanza scioccata, più che altro perchè mi sembra di aver scritto l'ultimo post veramente poco tempo fa. Mannaggia a me mannaggia, e sì che ne avrei di foto buttate alla rinfusa qua e là!!
Vabè, in questi 2 mesi alla fine ho:
- Chiuso i corsi del primo trimestre con tanto di consegna report.
- Cazzeggiato abbondantemente.
- Iniziato a lavorare come insegnante di italiano.
- Andata al mare e alle terme.
- Iniziato uno stage in una ditta dove, compresa me, siamo in 3.
- Deciso di riguardare tutto "Beverly Hills 90210".

Mh, in effetti sembrava meno roba.
Vabè, siccome però qui sul blog sono abbastanza indietro, bando alle ciance e, per inaugurare l'arrivo di settembre, oggi parlerò dei salatini al gusto insalata "Pretz".
No, è vero, non c'entra una cippa lippa con settembre. Anzi, vi dirò di più, le foto l'ho fatte svariate mesi fa, ma a causa della mia leggendaria pigrizia sono arrivate a destinazione solo oggi.

Allora, ci sono sti salatini a stecchetto chiamati "Pretz", immagino che il nome arrivi dritto dritto dai bei più noti pretzel, ai vari gusti, in questo caso al gusto insalata (chiedersi il perchè di questo gusto sarebbe troppo, in Giappone...probabilmente qualcuno sarebbe anche capace di dirvi che siccome è all'insalata fa bene alla salute).
Ci sono sempre, non è che siano un prodotto particolare, ma stavolta mi hanno attirato a tradimento tra gli scaffali del supermercato con la loro nuova mise da cagnolino scodinzolante.



















In pratica da un lato c'è la solita facciata, dall'altro è travestito da pupazzetto cubico con tanto di tutina colorata. Ci sono 4 razze diverse tra l'altro!

Ma comunque questo è niente. La genialità sta nel fatto che, se gli stacchi le zampette sulla linea tratteggiata, le puoi usare per appendere la confezione sulla borsa, appunto come dicono le scritte sparse a caso in ogni dove: プリツつれてって, Puritsu tsuretette, ovvero "portate in giro i Pretz".

Ora, a parte il fatto che il cartoncino non è che sia particolarmente resistente e quindi la scatola tende a cadere subito, ma soprattutto: visto che di solito chi mangia camminando qui è coperto da onta e disonore, a cosa diavolo serve questa funzione?? (è permesso farlo solo durante i matsuri , le feste...ah ah ah!!).

E infatti non si può dire che abbiano avuto questo successone...
Però l'idea sarebbe interessante se sviluppata un po' meglio e magari applicata a prodotti diversi.

I Pretz sono un prodotto della Glico, altra nota azienda di schifezze, mamma di figli ben più noti quali i celeberrimi Pocky, di cui potrebbero essere i gemellini salati e che, per chi ancora non lo sapesse, non sono altro che i nostri "Mikado" (e infatti se date un'occhiata più accurata alla loro italica confezione, oltre a "Saiwa", che è l'azienda distributrice, c'è scritto anche "Glico"). Menzione a parte per i fratellini Papico, famosissima sorta di gelato imbottigliato da succhiare che, se fosse diffuso in Italia, altro che Calippo... e per i mitici Giant, il Cornetto Algida de noaltri nonchè, fatto non meno importante, mio gelato preferito qui in Giappolandia.

Da notare che ormai questa confezione è sparita anche dal sito...ma mentre cercavo ho scoperto i Pretz al sapore di wasabi, che io adoro! :D

Se poi siete dei maniaci ossessionati dai casi misteriosi, come il mio ragazzo, vi lascio con questo succulento link su un mega incidente di qualche anno fa, tuttora irrisolto, che ha viste coinvolte le aziende Glico e Morinaga: Il Glico-Morinaga Jiken, su cui sono usciti, libri, saggi, programmi tv e chi più ne ha più ne metta (Nobuo ha tutto, si registra pure i programmi... -.-).
Và che ho pure trovato il link in inglese! :D

E tra l'altro, a me piacciono i gatti.

domenica 3 aprile 2011

Naruto va di moda

L'altro giorno sono andata da Uniqlo per comprare un paio di tristissime camicie da abbinare a un completo giacca-pantalone che sono stata e sarò ancora costretta a indossare.
Uniqlo, per chi non lo sapesse, è una grossa catena di abbigliamento concettualmente simile a catene come H&M o Zara. Però è giapponese e, secondo il mio modesto parere (di una a cui Zara sta sulle palle, per intenderci), ha un qualità decisamente migliore abbinata a prezzi molto più bassi che nelle altre 2 catene.
Se volete c'è anche la pagina Wikipedia in italiano.
Ci vado spesso per comprare capi d'abbigliamento basici, tipo maglie a tinta unita, pantacollant (sì, pantacollant! PANTACOLLANT!!! Chè a dire leggins mi sembro scema)o felpette. Se devo dire la verità ci ho preso anche il suddetto completo, nero come la morte. Ovviamente il mio ragazzo ha sempre da ridire quando ci vado perchè lui è un fighetto e il suo motto è "se costa poco la qualità fa schifo" e quindi si rifornisce da Muji. Da Muji!!! Identica qualità, prezzi più alti e ampia scelta tra 3, dico 3 colori 3. Ma io gli faccio yoshi-yoshi sulla testa e continuo ad andare da Uniqlo.
Comunque, tralasciando le mie avventure coniugali, torniamo a noi.
Compro ste 2 camicie, una grigia e una azzurra: non me ne frega una cippa che ci dovrebbe andare la camicia bianca! Dopo 10 anni a fare la cameriera sono diventata inabile nell'accostare il bianco e il nero.
Comunque. Pago e la simpatica e gentile commessa, dopo avermi elencato come al solito TUTTI i movimenti che fa (sono 5000yen-quelli che prendo sono 10000yen-ecco, questi sono 5000 yen di resto-1,2,3,4,5mila yen prego!- e così via) prende la busta e ci ficca dentro le camicie. Noto subito che la busta non è la solita bustabiancoospedaleconlogorossopiccolissimo, bensì era piena di loghi e scritte diverse, anche se pur sempre tutto in rosso su sfondo bianco, com'è tradizione da Uniqlo. Me la dà e...sul retro c'è il faccione enorme di Naruto!!
Credo che l'immagine fosse presa da un fotogramma dell'anime e ingrandito a dismisura perchè si vede la sgranatura dei pixel e ha una specie di effetto 3D senza occhialini (sapete quell'effetto sfocato o doppio che dir si voglia).
In pratica era la shopper della sottocatena UT, quella che fa solo T-shirt in collaborazione con artisti e altre aziende.
Così scopro solo ora che c'è questa linea di T-shirt di Naruto. L'evento finiva oggi quindi può essere che dovevano esaurire le buste avanzate (quello non era un punto UT).
Io non sono nemmeno una fan di Naruto, non so nulla della storia, ma la busta è proprio bella, quindi volevo rendere partecipe il mondo di questo fatto, inutile come al solito.

Ehmm...scusate per la monnezza sullo sfondo...