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domenica 13 maggio 2012

Oh, ma che è sto casino?? (3)

Oggi non ho molto tempo quindi...rispolvererò la mia gettonatissima rubrica che ormai nessuno ricorderà più "Oh, ma che è sto casino??".

Ma per prima cosa, oggi devo chiedere l'aiuto di tutti (e quattro) per far vincere il video del mio amico Portinaio, in concorso a "Il lavoro dei sogni - Emozione3" . Il video è quello del secondo da sinistra, in alto, quello vestito come Muttley di medagliamedagliamedaglia. Insomma, quello in mezzo alla pagina appena si apre la finestra!
Ripeto qui quello che ho già detto su Fb, se non vi fidate di me, guardatevi tutti i video: scommetto quello che volete che voterete lui anche di vostra spontanea volontà perchè il video sta proprio fuori. Una mia amica, alla mia domanda "chi hai votato?" ha risposto:
"Il ragazzo che hai segnalato tu, tra tutti era decisamente quello con il lavoro fatto meglio... e poi, è un pazzo! :D" (Renè, sankyu...chu!)
Quindi...non indugiate! Premete quell'acciderbolina di bottone! :D


Ok, espletati i miei doveri pubblicitari, passiamo all'accozzaglia di robe da postare, chè non ho nessuna voglia di fare un lungo post argomentato su una sola cosa! XD
Iniziamo col dire che...mi sono trasferita! In una casa!!!!! Passare da una stanza con bagno-loculo in un appartamento di 2 stanze più cucina più bagno megagalattico è un'esperienza non da poco. 
Comunque. Questa casa ha uno e un solo difetto: non ha interruttori. Sì, sì, non li ha. E' una casa che prevede solo ed esclusivamente lampadari con la cordicella incorporata per accenderli e spegnerli (mio padre dice che si usavano anche in Italia una volta...qui sono ancora abbastanza comuni).
Il primo giorno Nobuo sistema il lampadario grande, provvisto di cordicella, quindi non ci siamo accorti di nulla. Poco prima di uscire però decide di mettere l'altro piccolo lampadario in cucina (di design, moderno, quindi senza cordicella). Il lampadario si accende e noi, ignari, continuiamo le nostre cose. Quando eravamo già con un piede fuori però, nel momento di spegnere la luce, il dramma! Abbiamo cercato l'interruttore in tutta la casa e....semplicemente non c'è! Ah ah ah ah ah ah! E' talmente assurda sta cosa che mi viene solo da ridere!!!!
Insomma, abbiamo dovuto togliere il lampadario per spegnerlo. E ovviamente non possiamo usarlo. Vabè...mi butterò nei rigattieri (qua è pieno) alla ricerca di un paio di bei lampadari anni '70 psichedeleci :D Vi farò sapere.


Poooi, un bel po' di tempo fa, cosa più unica che rara, ho comprato un Kit-kat. Classico. Sì, quello rosso. Quello che non ti aspetti nessuna sorpresa. Quello che lo potresti mangiare anche a occhi chiusi che tanto...
E invece no! I giapponesi hanno messo le loro zampine anche qua (sembra una critica, ma in realtà è un complimento, dal mio punto di vista). Nella scatolina esterna non c'è niente di strano:
Ma guardando le 3 bustine interne sono rimasta allibita...invece di fare la solita apertura OpenHere, hanno creato una storiella sportiva per ogni sacchetto: corsa, bowling e nuoto. Con tanto di GOAL! finale.
Chissà se ci sono altre versioni!

(non fate caso alla prima bustina, che è aperta....non sò più er ghepardo de 'na volta e l'ho aperta senza accorgermi di tutto l'ambaradan...o forse avevo solo molta fame!)


Poi dunque, vediamo...ritornando un po' su una marca cara a questo blog, perchè cara alla sottoscritta, segnalo l'avvistamento di una confenzione di Fanta smaccatamente retrò!
Bella eh? Nella spiegazione c'è scritto che è il rifacimento del design del 1984, quello del Fanta Fruit Punch che ha venduto di più. Volete sapere che frutti ci sono in questo punch ai 5 frutti? Mela, pesca, albicocca, ciliegia e...guava! Il colore nero chissà da cosa è dato...ah ah ah! Di sicuro non sarò io a scoprirlo.
Il succo di guava da solo però è fantastico,  superfantastico! (tanto per rimanere in tema...lei e la Cuccarini erano le mie idole indiscusse durante i teneri anni infantili)

Infine (qua la cosa, checchè io ne abbia detto, è andata per le lunghe) ecco a voi un'altra bomboniera postale. Stavolta sono sicura: era per un matrimonio! Più che altro perchè il tizio che si è sposato lo conosco anch'io.


















Figata eh? Aveva pure il pirulicchio in stoffa! Finess!
E le merendine-cheesecake (perchè altro non erano) erano pure buone! Quelle di sinistra erano semplici, quelle di destra alla fragola.
La marca è Gramecy New York (ho trovato solo link di Takashimaya o di altri negozi che vendono più marche...forse non ha un sito vero e proprio in Giappone)

Vabò, mò basta però, vorrei almeno mangiare stasera, oltre che scrivere un post che DOVEVA essere veloce.

martedì 20 marzo 2012

Ma il tiramisù si cuoce?

Forse la cosa si è già un po' sputtanata, ma in Giappone il 14 marzo è stato il White Day.
Per i pochi che leggono sto blog e che ancora non sanno cosa sia, ecco, come al solito quello che dice Wikipedia è legge . Vabè, comunque detta in parole molto povere è il corrispettivo di San Valentino, un giorno nel quale tutti gli uomini che hanno ricevuto la cioccolata il 14 febbraio possono ricambiare.
Certo, ci sarebbe da spiegare anche l'assurdo modo di festeggiare San Valentino che hanno da queste parti, ma mi asterrò, tanto è tutto già scritto nella pagina del White Day di Wikipedia :D

Comunque non volevo fare un trattato di sociologia...solo che la mania di fare regali a base di dolci ogni due per tre mi tocca nel momento in cui i regali vengono messi dentro delle scatole e vendute. Eh, lo so, ognuno ha le sue croci e i propri scheletri nell'armadio, io mi porto dietro quella del marketing, tormentata passione che consumo in segreto.
Comunque, lungi da me fare un trattato di marketing, anche!
Semplicemente volevo rendere partecipe il mondo del primo serio whiteday-regalo che ho ricevuto (il primo anno Nobuo mi regalò un bottiglietta di pregiuato olio al peperoncino -.-  e l'anno scorso nemmeno me lo ricordo...me l'avrà fatto? mi sa di no...).
Cosa più unica che rara, il 14 marzo eravamo liberi entrambi e quindi siamo andati a Osaka. Prima di portarmi a mangiare in un ristorante che fa solo cucina toscana (a Kyoto però), sempre per sto fatto del White Day, mi ha trascinata nei famosi depachika, i piani sotterranei dei grandi magazzini giapponesi (depaato grande magazzino + chika sotterraneo) perchè doveva "comprare il regalo", che in realtà era una bieca scusa per poter comprare dolci random.
Fatto sta che scendiamo giù e mi trovo davanti una distesa di salary-man tutti in fila nei vari negozi (che nei depachika sono aperti, tipo stand).
Ed è in quel momento che realizzo la connessione! Studipi uomini, tutti in fila all'ultimo secondo per raccattare un regalo per le varie consorti. Non che il mio, di uomo, fosse messo meglio eh! Mi si è addirittura portato dietro (no, dai, scherzo, pooooovero :p).
E' che sono sicura che i regalini per le varie colleghe e amiche erano già stati preparati e messi nella cartella dalle loro mogli, solo che al regalo per la moglie ci devono pensare da soli! Ah ah ah ah!
Però è stato un fenomeno interessante vedere tutti sti uomini neri in un posto che è generalmente il regno delle donnine.


 Oh, almeno apprezzate il fatto che per mostrarvi lo spettacolo ho corso un grosso rischio! Sarebbe bastato che uno solo di tutti sti tipi fosse andato a chiamare qualcuno e per la seconda volta sarei stata cacciata da un esercizio commerciale a causa delle foto :D
Vabbuò, vi mostro anche quello che alla fine ha comprato Nobuo da C3, che è una catena relativamente nuova i cui dolci richiamano vagamente quelli italiani, soprattutto nei nomi (notare che nella HP linkata il menù è scritto anche in italiano...un italiano dove il plurale è a discrezione di chi scrive, immagino):


Questo è il primo. Come potete vedere è molto molto kawaii e dentro ha 2 ciambelle un po' gommose e una busta di baci di dama alla fragola che invece erano molto molto buoni. Usando tutta l'immaginazione che avevano hanno chiamato le ciambelle "Cerchio", mentre per i baci di dama, devo ammetterlo, si sono impegnati: "Per Bambina".
Ma...aspettate un attimo! Controllando il sito proprio ora noto con orrore che tutta la linea dei baci di dama ai vari gusti ha cambiato nome e design!!! :O Adesso si chiamano "Sacucci Horocci" e ho il terrore di sapere a cosa pensavano quando lo hanno scelto.

Comunque il sito è bellissimo, cazzarola! Anche quel delicato "tin" che fa quando indichi col mouse...*_*

Il secondo pacco è questo:
che è stato comprato principalmente perchè Nobuo vivrebbe di tiramisù. Infatti non fatevi ingannare dalla scatola perchè l'interno...

...era pieno di piccoli tiramisù COTTI! Eeeeeh sì! Il nome di questi cosi è 焼きティラミス yakitiramisu, ovvero tiramisù cotto. E infatti come l'avranno chiamato nella versione italiana?
Uagliù, sono buonissimi. Ma tanto!
Appello a tutti gli italiani in Giappone: andatevene a comprare una scatola e mangiatevela tutta da soli, perchè a dividerla la cosa potrebbe prendere una brutta piega.
Buonibuonibuoni! Davvero, andatevi a vedere le immagini sulla pagina che ho linkato, chè rendono molto di più l'idea.

Infine ho fatto una foto di gruppo delle scatole e delle varie buste che ci hanno infilato nella scatola. Perchè qui è scontato, ma ogni, ogni volta che andate a comprare dolci o in generale cose di questo tipo, confezioni regalo insomma, vi danno una busta nuova per ogni pezzo che viene messa insieme ai prodotti stessi, ben chiusa, nella busta grande che viene data a voi.
Scusate il piedazzo di Nobuo e il futon ammucchiato sullo sfondo...:p

Ora, a parte tutto e a parte gli errori gi grammatica italiana, ma questo negozio ha un design stupendo, tutto, i prodotti, le scatole, le decorazioni, il sito web...ed è pure buono!

Per oggi basta anche se ho in caldo un bel po' di cosette...e siccome da venerdì sono praticamente libera per 10 giorni...eh eh eh!

giovedì 16 febbraio 2012

Katakori e seppie ripiene

Ebbene, ebbene, io Celentano non lo sopporto. Ma non ultimamente, non l'ho mai sopportato. E' una dichiarazione politica? Non me ne frega niente, tanto ormai! ah ah ah!
Lo sopporto ancora meno di Benigni. Sì, sì, non sopporto nemmeno Benigni.
Ah...oggi sono polemica. In realtà lo sono sempre, ma un sacco di gente non lo sa, eh eh.
E' che sto guardando Sanremo, per colpa del Portinaio, e come al solito quando mi capita di vedere Celentano che fa i suoi discorsi da ingenuotto bambino delle medie, mi vengono i nervi e devo sfogarmi. Ma siccome sono le 14:50 e in Italia quindi sono le 5:50, non posso ammorbare nessuno dei miei amici e nemmeno i miei. Però potrei provare con mia nonna!! :D
Davvero, mi sembra uno di quei preadolescenti politicizzati e saccenti, ma che, ovviamente non sanno una mazza e che parlano in modo imbarazzante. Lo so bene, perchè probabilmente anch'io ero così XD
Da notare che la Rai non ha potuto pubblicare in streaming il suo intervento per mancanza di diritti multimediali. Mammamia che sborone.

Ok, ok, mi sto inacidendo. Torno a temi più faceti.
Dovete sapere, (DOVETE SAPERLO), che soffro di spalle incriccate croniche, sempre se non vogliamo considerare tutta la schiena, rigida come una lastra di acciaio.
E dovete sapere che in Giappone c'è la leggenda metropolitana che tutti i non-asiatici non soffrano di spalle incriccate. Ora qui dovrei aprire una parentesi su tutte le leggende metropolitane attribuite ai cauasici o agli italiani in particolare (tipo che non ci si incriccano le spalle, che usiamo soltanto mountain-bike, che in Italia fa sempre caldo, che non mangiamo il polipo, che sappiamo tutti l'inglese ecc...). Per carità, più o meno sono tante quante le leggende che girano da noi sul Giappone, o meglio, sulla non meglio identificata Asia.
Comunque. Il fatto che loro pensano che a noi non si incriccano le spalle, porta automaticamente a pensare che quindi qui ne soffrano tutti. Non so se sia così, ma in quei luoghi di perdizione detti drugstore (l'Acqua&Sapone de noaltri) spopolano cerottoni e cerottini per ovviare a questo problema.
Ecco, l'altro giorno ne stavo cercando un tipo adatto a me e a un certo punto emergono loro: i cerotti del tempo che fu. Diciamocelo, la scatola era troppo bella e li ho presi solo per quello.
In pratica sono cerottini tondi e piccoli da applicare sui famosissimi tsubo di hokutiana memoria.

 Io ho provato il secondo schema, ma quando li ho tolti mi sono tipo sradicata tutti i capelli all'attaccatura del collo. La prossima volta vado con la prima.
Tu te li metti e loro prima ti fanno un effetto freddo accompagnato da puzza di mentolo, poi evolvono nell' effetto "ti sto marchiando a fuoco".
Aggiungiamoci pure che Nobuo continuava a lamentarsi per il mentolo che mi avvolgeva tipo aura e insomma, li ho usati solo una volta.
Ma hanno una confezione troppo bella.

La cosa che più mi è piaciuta, a parte lo stile retrò, è la faccina del signore che compare quando togli uno dei cerotti dalla pellicola. E anche la bustina con chiusura ermetica in dotazione.
Si chiamano, come potete vedere, Roihi-tsuboko, della Nichiban (uuh, la pagina è in inglese!).

Poi niente, non mi ricordo più nemmeno quando Nobuo è andato all'Eki-ben Fair, ovvero la fiera dei bento venduti nelle varie stazioni. Chè qua è una vera e propra tradizione per ogni stazione!Eh beh!
E insomma, mi ha riportato un paio di seppie ripiene di riso (sono buonissime!!!!>_<) contenute in una scatoletta troppo, troppo carina! Purtroppo puzzava di pesce accappeste, come direbbe mia nonna. Quindi fotografie al volo e via al macero.
Troppo Showa!!!!!!!

sabato 11 febbraio 2012

Il Dio Ra mangia la cioccolata

Allora, è tipo una vita che non scrivo qua sopra.
A dicembre sono tornata in Italia, soprattutto, mi pare, per mettere su 4 kili. Comunque a parte questo (da cui la mia faccia ha però tratto giovamento...e non starò qui a esporre la mia teoria sul fatto che nelle donne dalla mia età in su il paio di kili in più sta sicuramente meglio del paio di kili in meno) ho passato uno dei migliori capodanni di sempre (non che ci volesse molto, ma comunque...) con i miei amici di sempre. Siamo andati a Ravenna, dove non ero mai stata e che è bellissima, abbiamo fatto una mega cena dove è andato tutto alla perfezione ed eravamo tutti già belli andati prima di metterci a tavola.
E abbiamo finito tutte, dico tutte le lenticchie con il cotechino. Non so se.
Posso solo dire che ho addirittura ballato, cosa più unica che rara.

Poi sono dovuta tornare qui a Kyoto, ovviamente. Ed è iniziato il mese del girone infernale. Lezioni a scuola di design-lezioni di italiano-compiti di grafica a casa. In pratica mi staccavo dal pc solo per insegnare italiano e le conseguenze sono state che i famosi 4 kili sono ancora lì e che probabilmente sono diventata più miope.
Per fortuna adesso il primo anno di lezioni è finito e quindi posso tornare a lavarmi i capelli, a dormire, a vestirmi in maniera decente e, qualche volta, a mangiare cose cotte da me.
La scorsa settimana sono addirittura andata alle Arima Onsen (alle terme, insomma) con l'uomo. Anzi, diciamo che è stato l'uomo a portarmici, visto che io fino all'ultimo non sapevo se andarci o no.
Comunque ecco, mi sono persa, e insomma a natale Miriam, la mia amichetta che vive in quel di Berlino, mi ha regalato una borsa bellissima. Qui tutti mi fanno i complimenti! Ah-ah!
Siiiiiì!!! La borsa dei Ritter! Comprata direttamente nella patria dei Ritter, nel negozio mono marca dei Ritter! Ah! E' grande giusto giusto per metterci dentro un A3: perfetto, mi serviva proprio. Inoltre, la borsa era abbinata ad una super-selection di Ritter (il classico al marzapane e il classico al rum&uvetta, quello al biscotto alla crema di vaniglia, quello al croccante e quello che buonochepiubuonononsipuò al marzapane all'arancia...mi sa che ne dimentico uno però).
Ecco, insomma, la mia nuova borsa è troppo bella e devono saperlo tutti.
Il cazzafà lilla appeso al manico è un regalino della mia amica taiwanese dipendente da ufo-catcher (infatti quello faceva parte di uno dei suoi bottini) .

Ok, dopo di questo ve ne mostro uno mio, di bottino. Questa splendida, bellissima...penna!
La penna del Dio Ra. Bella eh? Purtroppo da qui non posso farlo, ma se potessi ammiccherei.
E' doratissima.
Dietro la testa ha il click per far uscire la punta. L'ho scovata in un negozietto di frikkettoni a Osaka, c'era anche Tutankhamon, ma con Ra non c'è paragone.

Detto questo, vi saluto perchè se scrivo troppo poi quando non scrivo le lamentele aumentano, bwah ah ah!
E mi raccomando, lì in Italia, dategliela 'na possibilità a Monti (non parlo mai qui di politica, ma anche se non si direbbe, mi interessa e l'impressione che ho è che gli italiani, come al solito si fanno trasportare dal momento e stanno un po' troppo sparando a zero su di lui. La situazione invece, vista da fuori, è molto migliorata. So che ciò non basta, ma a me sembra già tanto...).

Vabè, visto che mi è giusto venuta in mente, e visto che è sabato, invece che con la politica concludo con que':

domenica 9 ottobre 2011

Lo scazzo e la tradizione

Ommioddio, un mese che non posto e blogger cambia tutto il layout interno! E mò che faccio?
Una nota particolare va al bottone "inserisci link" scritto per intero: l'icona con la catenella era troppo difficile per noi comuni mortali, vero? In compenso si ripiglia con "Etichette", dove compare l'elenco completo di quelle che hai già fatto. Comblimendi.

Comunque, è un mese che non scrivo niente e non è che l'ultimo post sia stato così frizzante e brioso, quindi, pur continuando a non avere cose particolarmente interessanti da postare, ho pensato che fosse bene non far impigrire troppo i miei fidi lettori.
E qundi vi beccate il temutissimo post sul packaging tradizionale, riservato a quando non mi viene in mente niente di meglio. O più che altro a quando anche le foto scarseggiano.

(blogger mi sta facendo le calzette quando premo "invio" per andare a capo...vediamo se alla fine del post avrà superato l'esame complessivo)

Tra l'altro è vero che ultimamente faccio poche foto. E' che la mia macchinetta fuffa è mortificante. Vengono tutte sgranate e brutte e io voglio una macchinetta vera, OH!
E adesso qualcuno mi deve spiegare perchè qui in Giappone, che dovrebbe essere la patria della tecnologia, (la super leggenda metropolitana), le macchinette serie vanno dai 600 euri in su, mentre in Italia le trovi anche a 200.
Che comunque non è che sia un problema: sono paziente e aspetterò natale. 

Ah è vero, in tutto ciò il giorno prima del mio compleanno è anche morto Steve Jobs!! E mi ha preso alla sprovvista visto che sono nel bel mezzo di una crisi informatica: Mac o non Mac?
Io sarei una anti-Apple in realtà, perchè penso riduca molto la libertà d'azione. D'altronde pensavo che prima o poi un Mac dovrò pur comprarlo e visto che lo sconto-studenti è molto buono sarebbe meglio comprarlo mentre ancora lo sono (studentella).
Ma poi penso anche che davvero prima o poi DOVRO' comprarlo?? O mi sto solo facendo suggestionare dallo schermo sbrilluccicoso e fescion?
Inoltre un Mac con sconto costerebbe come un Windows a prezzo pieno.
Mmmhmm.
Bah, tanto non avendo un soldo bucato posso solo congetturare sul mio futuro computer.

Oggi noto che non ho molta voglia di parlare di packaging. Sarà che è quello tradizionale, che non è che mi sconfiferi più di tanto. Infatti ogni volta che qui in Giappone dico che mi piace il pakkeji (packaging in engrish) tutti a fare "OOOOH!" "AAH!" "CHE BELLO!" "Ma quindi ti piace il packaging tradizionale!!".
E io "........   ....  ...  ehmmmhmm...non proprio.....cioè, sì, ho anche studiato quello....ma sai, anche quello contemporaneo è molto interessante!!".
E puntualmente rimangono tutti delusi dal fatto che, chissà perchè, non me ne freghi una beneamata mazza dei furoshiki e delle foglie di bambù.
Cioè, sì un po' sì, ma come tutti.
Quando poi gli dico che per esempio mi interessa molto il modo di confezionare la verdura fresca nei normali supermercati, è il colpo di grazia: partono con l' "eeeeeeeeeeh" menefreghista in crescendo e cambiano discorso.
;_;

Ok, ok, oggi non mi va di fare l'esperta di packaging design, ma tranquilli, miei affezionati lettori, non vi lascerò a bocca asciutta! :D

Cosa sarà questa confezione fintoinfiocchettata?



In pratica quel foglio appiccicato sopra con una specie di fiocco disegnato è per capire che tipo di regalo è, da chi è stato mandato ecc ecc. Ci sono vari tipi di combinazione di colori, ma non chiedetemi più niente che non è che ci capisca molto. So solo che quello per il lutto ha una parte del fiocco nera. Mi pare.
Dentro, come potete ben vedere, ci sono 3 fagotti di finto-raso...cosa saranno mai?

E' RISO!
Sì, 3 tipi diversi di riso! Che poi per noi barbari stranieri sono tutti uguali, soprattutto rispetto alla varietà di riso che abbiamo in Italia, ma non diteglielo mai...:p
Comunque per le confezioni bellissime non si smentiscono mai. Persino la busta del riso è figa!!

Ma com'è che io in casa avevo una tal pregiata confezione? Ebbene, era il regalo di ringraziamento per un regalo di matrimonio che Nobuo aveva fatto tempo prima a un amico. Insomma, 'na bomboniera postale!
Dentro la scatola (figa anch'essa) c'erano ovviamente le tonnellate di depliant, chè sennò ci fai la figura del pezzente.





Decreto finale sulla nuova impostazione di blogger: l'invio per andare a capo funziona alla "cazzo di cane" (cit.), le etichette sono più comode da inserire, anche l'inserimento delle foto è molto più agevole, anche se ho ancora qualche problema ad allinearle invece di metterle una sotto l'altra. E poi non si possono più ingrandire e rimpicciolire a proprio piacimento. Ma in linea di massima è più comodo.
Voto: 6-    Prima era meno accattivante e intuitivo, ma tu eri un po' più libero.

*errata corrige: Titti mi ha fatto notare che sopra al foglio della scatola c'è scritto il nome di un bambino, così che mi è venuto in mente che il pacco non era per un matrimonio, ma per la nascita di un bambino!!!! :p Scusaaaate >_<

domenica 1 maggio 2011

Para Lucirse, un negozio in stile nikku.

Ed ecco un post quasi pubblicitario. Ho trovato un negozietto al secondo piano di un palazzo in centro che ogni volta che ci vado comprerei il mondo...e comunque alla fine qualcosa la compro davvero perchè anche i prezzi sono più che ragionevoli!
Il negozio si chiama Para Lucirse.
Ho cercato in internet e mi pare che questo nome abbia a che fare con Astor Piazzolla e il tango, ma non ho capito molto. In ogni caso il negozio in sè non c'entra nulla nè con Piazzolla, nè tantomeno col tango.
Visto che ultimamente ho parlato spesso di atmosfere del periodo Shōwa, volevo condividere in questo post i bottini di guerra che riesco a fare in questo negozio bellissimo!
Non vende solo
cose Shōwa, ok, ma ne sono una grossa componente.
Para Lucirse ha anche un blog, questo qui , che, oltre ad essere in giapponese, è anche un po' incasinato, ma è anche molto carino! Inoltre è praticamente aggiornato giornalmente!
Il sottotitolo di Para Lucirse suona come: Grande raccolta di oggetti utili e inutili.
In pratica il negozio dei miei sogni!
La proprietaria è una tipa troppo carina che si esalta per ogni idiozia che trova. La cosa preoccupante è che mi sono ritrovata più volte a esaltarmi insieme a lei mentre esaminavo tutte le cazzate esposte...

A questo punto posso passare a illustrarvi il bottino.

Comincio dal Color Badge Set, in pratica una confezione di spillette di latta dipinte come insetti. Vorrei tanto usarle, ma mi piange il cuore ad aprire la busta! ;_;

Proseguo con quello che è il mio pezzo preferito: la gommina robot! Come potete vedere è una gomma sagomata in una scatola di plastica, sagomata anch'essa. Da un lato la scatola è rosa trasparente e lascia vedere il disegno di un robot sulla gomma. Dall'altro lato la scatola è viola e ha in rilievo la figura di un essere umano (nella foto la scatola è fotografata aperta). E' un oggetto senza senso, senza nessuna utilità e forse proprio per questo è il mio preferito. Chissà chi l'ha ideato...cioè, che idea può esserci alla base di una cosa come questa??
Anche il design del robot è assurdo! :D

Infine c'è quella scatola di plastica trasparente fucsia che contiene dei, come si dice dalle mie parti, cazzafà di plastica colorata pieni di fori e sporgenze che combaciano. Un mini-meccano-kawaii in pratica! Ma vorrei far notare la finezza del tulipano in plastica giallo fosforescente in cima al coperchio e collegato a un filo che attraversa tutta la scatola. Io e la proprietaria del negozio siamo andate fuori di testa.
Inoltre tutto intorno alla scatola è infiliato un mini-depliant che illustra i vari modi in cui poter usare i pirulicchi.













Le restanti cose che vedete nella foto di inzio sono: un martello portachiavi (dovete sapere che io adoro gli attrezzi da lavoro); una cartolina retrò di un prodotto per fare torte; 3 set in plastica, di quelli che stacchi le parti e le assembli, per fare delle figure di animali.

Nel gruppo che ho fotografato, poi, ho dimenticato uno stupendo portachiavi di plastica a forma di hot-dog, veramente trash. Notare tra l'altro la manina che stringe il gancio!!!*_*
L'ho appeso subito al tesserino studentesco!

E' tutto originale Shōwa tranne la cartolina, che è un rifacimento (inoltre, comunque, sarebbe stata americana).
Ma oltre agli oggetti, vorrei porre l'attenzione sulle bustine usate da questo negozio...non so dove la tipa le compri, ma sono veramente belle! Ecco un particolare:

Ho preso anche altre cose in questo negozio, ma per regalarle, quindi non ho le foto, ma tra queste c'era un piccolo peluche di un gatto bruttissimo, talmente brutto che ho finito per comprarlo per il mio collega nerd dei gatti. Anche alla proprietaria piaceva tantissimo proprio perchè brutto, così prima di vendermelo l'ha fotografato e l'ha messo sul blog: potete vederlo qui.

Insomma...se passate da Kyoto andateci, eh! :D

domenica 3 aprile 2011

Naruto va di moda

L'altro giorno sono andata da Uniqlo per comprare un paio di tristissime camicie da abbinare a un completo giacca-pantalone che sono stata e sarò ancora costretta a indossare.
Uniqlo, per chi non lo sapesse, è una grossa catena di abbigliamento concettualmente simile a catene come H&M o Zara. Però è giapponese e, secondo il mio modesto parere (di una a cui Zara sta sulle palle, per intenderci), ha un qualità decisamente migliore abbinata a prezzi molto più bassi che nelle altre 2 catene.
Se volete c'è anche la pagina Wikipedia in italiano.
Ci vado spesso per comprare capi d'abbigliamento basici, tipo maglie a tinta unita, pantacollant (sì, pantacollant! PANTACOLLANT!!! Chè a dire leggins mi sembro scema)o felpette. Se devo dire la verità ci ho preso anche il suddetto completo, nero come la morte. Ovviamente il mio ragazzo ha sempre da ridire quando ci vado perchè lui è un fighetto e il suo motto è "se costa poco la qualità fa schifo" e quindi si rifornisce da Muji. Da Muji!!! Identica qualità, prezzi più alti e ampia scelta tra 3, dico 3 colori 3. Ma io gli faccio yoshi-yoshi sulla testa e continuo ad andare da Uniqlo.
Comunque, tralasciando le mie avventure coniugali, torniamo a noi.
Compro ste 2 camicie, una grigia e una azzurra: non me ne frega una cippa che ci dovrebbe andare la camicia bianca! Dopo 10 anni a fare la cameriera sono diventata inabile nell'accostare il bianco e il nero.
Comunque. Pago e la simpatica e gentile commessa, dopo avermi elencato come al solito TUTTI i movimenti che fa (sono 5000yen-quelli che prendo sono 10000yen-ecco, questi sono 5000 yen di resto-1,2,3,4,5mila yen prego!- e così via) prende la busta e ci ficca dentro le camicie. Noto subito che la busta non è la solita bustabiancoospedaleconlogorossopiccolissimo, bensì era piena di loghi e scritte diverse, anche se pur sempre tutto in rosso su sfondo bianco, com'è tradizione da Uniqlo. Me la dà e...sul retro c'è il faccione enorme di Naruto!!
Credo che l'immagine fosse presa da un fotogramma dell'anime e ingrandito a dismisura perchè si vede la sgranatura dei pixel e ha una specie di effetto 3D senza occhialini (sapete quell'effetto sfocato o doppio che dir si voglia).
In pratica era la shopper della sottocatena UT, quella che fa solo T-shirt in collaborazione con artisti e altre aziende.
Così scopro solo ora che c'è questa linea di T-shirt di Naruto. L'evento finiva oggi quindi può essere che dovevano esaurire le buste avanzate (quello non era un punto UT).
Io non sono nemmeno una fan di Naruto, non so nulla della storia, ma la busta è proprio bella, quindi volevo rendere partecipe il mondo di questo fatto, inutile come al solito.

Ehmm...scusate per la monnezza sullo sfondo...

mercoledì 19 gennaio 2011

Hermann Dog

A settembre 2010 sono andata a vedere una partita degli Hanshin Tigers nel famoso stadio Koshien, trascinata dal mio ragazzo.
Una palla pazzesca, ho dormito la maggior parte del tempo, cullata da tutti quei cori di educati tifosi giapponesi.
Prima di dormire, per tenermi sveglia, ho cercato di distrarmi osservando le tenute bizzarre dei tifosi, ma non c'è stato verso. Dopo aver mangiato un hot dog sono crollata, complice il fatto che i nostri posti avevano un muretto che fungeva da poggiaschiena.
Ho però fatto in tempo a fotografare l'hot dog, anzi, l'Hermann Dog! (ヘルマンドッグ: il link è di un sito sugli hot dog in generale e la pagina, dopo una breve storia dell'Hermann Dog, spiega come prepararlo a casa)
L'Hermann Dog è un normalissimo hot dog, buono, ma quello che mi ha più colpito, come al solito, è stato il sacchetto che lo conteneva.
A strisce gialle e bianche, è illustrato dall'immagine disegnata di un bambino che mangia un hot dog. "Hermann Dog" è scritto in rosso, di sbieco, in mezzo al sacchetto.
Tutto molto retrò, come piace a me! :)
Sopra, in verde, c'è scritto 甲子園限定 Koshien Gentei, ovvero "Ed.limitata Koshien" più o meno.
Infatti questo hot dog viene venduto esclusivamente in questo stadio.

E c'è di più! E' stato, nel 1934, il primo hot dog commerciato in Giappone.
Colui che ebbe l'idea di venderli fu Hermann Wolschke, un prigioniero tedesco della Prima Guerra Mondiale, rimasto poi a vivere in Giappone, che per mestiere lavorava la carne.
Nel 2008, il secondogenito omonimo di questo Hermann, ha deciso di riproporre alla vendita la versione originale del 1934, ecco il perchè del design della confezione.
Bello e buono, mangiare un hot dog diventa un gesto di classe.

venerdì 7 agosto 2009

Le sportineee!


Continuo con un altro post sugli imballaggi basici.
Sempre durante le mie spedizioni al supermercato, che stanno diventando sempre più rare e sempre più "single-style", ovvero bentō e altre cose pronte, mi è capitato, appunto, di comprare un bentō da Seiyu. Mi hanno chiesto se volevo la busta, ho detto sì e me l'hanno messa nel cestino.
Quando ho provato ad aprirla, mi ero accorta che era un po' strana e che la forma era un diversa da quella delle altre sportine. Una volta aperta, la busta era perfettamente adatta ad accogliere le tipiche scatole rettangolari e piatte dei bentō.


Infatti anche la sua forma era bassa e larga.
Le piccole cose che ti cambiano l'umore, anche se si tratta solo di una bustina di plastica.