giovedì 10 settembre 2009

Kawaiiiii, viscidi funghetti


Scusate l'assenza prolungata...non sono ancora abituata a tenere un blog "per bene". Ma in questo periodo comunque non ho mica smesso di spulciare supermercati! :D
Eh sì, continuo con un prodotto che, come al solito, ho notato totalmente per caso mentre facevo una delle mie spese inutili da 1 pomodoro, 2 mele, cocacola e bentō, per intenderci.
A prima vista mi sembravano alici, sapete quelle dentro i barattolini di vetro, (molto belli e delicati, come contenitori, tra l'altro. Mi piacciono molto). Mi aveva attirato il fatto che fossero appoggiati in un angolo, ancora dentro uno scatolone, e la fantasia del tappo, a quadretti rossi e gialli su sfondo bianco.
Mi era pure venuto in mente di comprarne un barattolo visto che sembravano in offerta (88 yen...in effetti per essere alici erano un po' TROPPO economiche!) e quindi mi sono avvicinata.
Ma, come potete ben immaginare, non erano alici, bensì funghi! Funghi lunghi e viscidi, per la precisione, basta dare un'occhiata alle immagini del sito ufficiale della コマツ Komatsu, dove si noterà che questi なめ茸 Name Kinoko o Name Take sono anche il suo prodotto di punta.
Oddio, magari la viscidità è aiutata anche dall'uovo crudo a cui sono abbinati nella foto del sito...però, sembra buono! :p (mi piacciono le cose viscide)
Ma tutta questa premessa era solo per introdurre il pezzo forte della confezione, ovvero il tappo!!
Come ho già detto, erano dentro uno scatolone, tutti in ordine nel proprio scomparto, per cui il colpo d'occhio mi è risultato ancora più d'effetto.
La fantasia a quadretti circonda solo la parte laterale, ma tutta la superficie superiore dei tappi è decorata con un disegno, e ogni barattolino ha un disegno diverso. O meglio, ci sono una serie di illustrazioni di "animali, ragazzine ecc...", come dice il sito, dove si è anche invitati a divertirsi nello scegliere l'immagine preferita.
Le illustrazioni sono come disegnate a mano e colorate con l'acquerello...ci sono anche dei fruttini e delle verdure antropomorfe. Erano così carine!!
La voglia incontrollata di collezionarli tutti è stata soffocata dal fatto che fosse tardi e dalla consapevolezza che molto probabilmente non mi sarebbe mai venuta voglia di mangiarli, quei funghi.
Ma sono riuscita a fare le foto di nascosto!!! Ah ah ah ah...














p.s. Per chi non lo sapesse, in Giappone è generalmente vietato fotografare nei supermercati senza chiedere il permesso...l'ho sperimentato sulla pelle quando una volta sono stata cacciata via da un signore ingrugnatissimo, che diceva di essere il capo, dopo che avevo zompettato qua e là per un'ora fotografando tutto quello che mi capitava...

venerdì 7 agosto 2009

Le sportineee!


Continuo con un altro post sugli imballaggi basici.
Sempre durante le mie spedizioni al supermercato, che stanno diventando sempre più rare e sempre più "single-style", ovvero bentō e altre cose pronte, mi è capitato, appunto, di comprare un bentō da Seiyu. Mi hanno chiesto se volevo la busta, ho detto sì e me l'hanno messa nel cestino.
Quando ho provato ad aprirla, mi ero accorta che era un po' strana e che la forma era un diversa da quella delle altre sportine. Una volta aperta, la busta era perfettamente adatta ad accogliere le tipiche scatole rettangolari e piatte dei bentō.


Infatti anche la sua forma era bassa e larga.
Le piccole cose che ti cambiano l'umore, anche se si tratta solo di una bustina di plastica.

lunedì 27 luglio 2009

Quando ti vendono le bottiglie di vetro


In effetti è vero, quando uno fa la spesa e compra delle bottiglie di vetro, che siano olio, vino, passata di pomodoro, succhi di frutta o altro, è sempre fastidioso quando queste, nelle buste, cozzano tra di loro. Personalmente cerco sempre di metterle in buste diverse, anche se a volte non si può.
Ebbene, qui in Giappone, ça va sans dire, hanno trovato la soluzione. Una soluzione ovvia, ma almeno loro ci hanno pensato.
Quando arrivi alla cassa e vedono che hai più di un contenitore di vetro, la signorina (o il ragazzotto, a seconda) li avvolge con le malefiche e onnipresenti retine di polietilene, le stesse che mettono attorno ad ogni frutto più o meno tondo, ma aperte da entrambi i lati. Così non cozzano!
Sarà anche una soluzione ovvia, ma io sono rimasta affascinata lo stesso.

giovedì 23 luglio 2009

Kawai Kanyu Drops


Gironzolavo tra gli scaffali di un drugstore sperando di trovare qualche offerta (operazione riuscita!:D) e mi sono ritrovata davanti a una torretta di quelle che fanno per evidenziare i prodotti con lo sconto. La cosa inquietante però è che sulle confezioni di questa caramella-integratore-medicinale-multivitaminico c'era stampata la facciona in primo piano di un bambino.
Quello che mi è sembrato strano è che prima d'ora non l'avevo mai notato! Eppure è abbastanza appariscente. I colori sono molto forti e abbinati in contrasto, la scatola è di latta e nemmeno tanto piccola. All'inizio pensavo fossero semplici caramelle, poi però mi è venuto il sospetto che fossero integrate con qualcosa (impossibile che in Giappone ti vendano qualcosa senza l'aggiunta di qualcos'altro :p), soprattutto per il prezzo, non propriamente economico.
E infatti. Sono andata a vedere sul sito della Kawai, la Casa produttrice e c'è scritto che quelle con la confezione gialla e il coperchio blu, dalla forma ovale, e con una finestra rossa esagonale con scritto "カワイ肝油ドロップS", ovvero Kawai Kanyu Doroppu S, contiene caramelle con vitamina D2 e A. Da notare che questo è il prodotto di punta dell'azienda. Poi c'era il barattolo cilindrico di un bel verde acceso le cui caramelle contengono, oltre D e A, anche la vitamina C.
Infine, scovato nello scaffale normale perchè nella piramide pubblicitaria non c'era, la versione per le mamme, immagino, visto che al posto del faccione del bambino c'era la faccia di una donna. La forma della confezione è ovale come quella gialla, ma è arancione con il coperchio bianco. Queste caramelle contengono le vitamine C e E e sul sito leggo che non sono consigliate ai minori di 5 anni, al contrario delle altre due, i cui dosaggi iniziano da 1 anno.

A parte le caramelle "per le mamme", le altre sono tutte a base di olio di fegato di merluzzo. Ed è proprio per questo che sono famose! Il sito dice che il Signor Kawai, dottore di farmacologia, pensava che l'olio di fegato di merluzzo fosse un ottimo integratore, ma non sopportava il sapore, ovviamente. Quindi, nel 1911, s'è inventato ste caramelle al sapore di frutta. In realtà il sito parla di jelly, ma dato il costo di un barattolo non sarò certo io a verificarne la natura!
Senza contare che comunque sono considerate medicine.

Mi rimane un dubbio: il faccione del bambino è veramente simile a quello del borotalco Siccarol della Wakodo (penultimo prodotto), ma ancora di più lo è a una delle versioni più famose, quella del '65, che pubblico qui di seguito. Purtroppo non riesco a risalire alla data dell'uscita della canfezione con faccione delle Kawai Kanyu Drops e non posso fare il confronto.

sabato 18 luglio 2009

Un ready to drink


In un supermercato vicino casa, Yamaya, che vende prodotti d'importazione, ho trovato questa bibita alcolica che dovrebbe essere uno di quei cocktail "ready to drink", tipo il Bacardi Breezer per intenderci.
La bibita però è giapponese, si chiama おんほらぁとBAR OnhoraatoBAR, della Fukumitsuya ed è a base di sakè.
Il nome rimanderebbe ad un improbabile "onorato" italico, anche se spero proprio di sbagliarmi.
Tornando a noi, la bevanda era presente in 3 gusti: ume (prugna), yuzu (un agrume simile al mandarino) e il non meglio definito sapore di white sour. Riguardo a quest'ultimo ho fatto una ricerca, ma non ho trovato definizioni. Se qualcuno sa che tipo di sapore è, per favore mi informi!
L'etichetta che avvolge le bottiglie sfrutta il colore della bevanda e partendo dal basso con un colore più intenso, sfuma fino a diventare trasparente e lasciare vedere il colore interno.
Quella al white sour parte dall'azzurro e diventa bianco lattiginoso; quella all'ume sale dal verde scuro, fino a diventare verde chiaro trasparente; quella allo yuzu sfuma dal blu alla completa trasparenza.
Ma la cosa che più mi è piaciuta è stato il contrasto tra l'immagine stampata e lo sfondo. Le immagini che rappresentano l'ingrediente, infatti, sono realistiche e molto nitide. Sembra che fluttino sulla superficie dello sfondo sfumato e indefinito.
Per il resto è tutto molto spoglio, è presente giusto nome del gusto in fondo e, su un'etichetta dorata in alto il nome del prodotto.
Da notare il tappo a vite: davvero ready to drink!!!

mercoledì 15 luglio 2009

Acqua lattiginosa alla pesca


L'ho visto e l'ho comprato. A parte il fatto che era al sapore di pesca, e tutto ciò che è al sapore di pesca, in Giappone, è quasi più buono di una pesca vera, ma il leoncino è stata la vera ragione.
A prima vista il cartone da mezzo litro di tetrapack non aveva nulla di particolare, ma osservandolo meglio ho visto che il leoncino era disegnato in stile anni '70, tipo quei personaggi "cartonati" e spigolosi che apparivano in tv. Quelli che a volte era fatti come in un collage. Anche i colori erano intonati allo stile, con l'arancione della criniera e il marrone del corpo.
A quel punto, per capire di che razza di bibita si trattasse, ho girato e rigirato la confezione e, oltre a scoprire che era una "cosa" al sapore di pesca con l'aggiunta di fermenti lattici, ho sorpreso il leoncino a dormire su una facciata della confezione e a stare ben sveglio dall'altra!

Su un lato, poi, insieme alle indicazioni sul sito internet, appare sempre lui con un sacco di pesche tra le braccia. Era troppo carino!
La confezione in generale, come si noterà dalle foto, è bianca con le parti in contrasto rosa pesca, appunto. Il nome del prodotto è espresso in katakana, "Mamii Samaa Piichi", ovvero "Mammy Summer Peach".

Curiosando nel sito ho scoperto che questa bevanda va avanti dal 1965, ma che il leone e gli altri animali della serie (quella alla pesca è solo una delle versioni) sono stati lanciati nell'81.