giovedì 10 marzo 2011

Medicinali scaduti

Non so se si era capito, ma io vivo a Kyoto, ormai da quasi 2 anni.
A Kyoto ci sono vari mercatini delle pulci, tutti a cadenza mensile, tutti allestiti nei templi. Il più famoso di questi si tiene il 25 di ogni mese a Kitano Tenmangu, un altro molto famoso si tiene il 21 al Toji, ma il mio preferito resta sempre quello delle cose fatte a mano che si tiene il 15 al Chionji.
Comunque, quello dove si trovano una marea di cose "vecchie" è proprio il mercatino al Kitano Tenmangu. Ci sono tantissime bancarelle dove poter trovare oggetti, riviste, giochi...dall'aria retrò tipica del periodo Shōwa (per avere un'idea, guardate un po' le foto di questa pagina).
Ovviamente ho una mezza passione per lo stile Shōwa e ogni tanto faccio delle spedizioni esplicitamente mirate a riportare a casa oggetti totalmente inutili.












Il mese scorso non ho fatto un grosso bottino, ma tra le cianfrusaglie raccattate ci sono 2 bustine di medicinali vecchi. Il fatto che dovrebbero essere fuorilegge è del tutto irrilevante, ah ah ah!
Uno è per la tosse (セキドメ sekidome, ovvero blocca-tosse) e si chiama サザピタンA Sazapitan A. Dentro c'è una polverina, la bustina è piccola e piatta e sulla facciata c'è una donnina disegnata con la mano come dopo che ci si è coperti la bocca per tossire. Tutto intorno c'è una cornice di righine rosse e bianche con il contorno azzurro.
Sul retro si riprende il motivo a righine e al centro, in un rettangolo giallo chiaro, ci sono dosaggi, ingredienti e controindicazioni. La data di scadenza è dicembre '89.

L'altro è per il raffreddore (かぜ kaze, raffreddore, o raffreddamento, scritto a caratteri cubitali in rosso) e si chiama, credo, ロンL 錠 Ron L , dico credo perchè il "ro" non è che si capisca bene com'è scritto. Inoltre non so se la "L" di L jō si riferisca alla grandezza delle pastiglie (si, sono pastiglie) oppure no, dato che jō è "pastiglia".
Comunque, lasciando perdere i peli nell'uovo, sul fronte della bustina si può notare un enorme aereo, mi pare da guerra, ma se mi sbaglio correggetemi, e anche il nome del medicinale è posizionato con una certa aerodinamicità! Il tutto ricorda molto il design di un giocattolo, chissà perchè.
Il retro invece mi ha messo in difficoltà perchè cambia completamente soggetto: c'è un coso che sembra un orco, vestito di rosso e con dei grossi orecchini. Sono abbastanza sicura che sia qualche personaggio classico della tradizione giapponese, ma purtroppo ho sempre snobbato queste cose che trovano in me poco interesse, quindi non so chi sia (e il mio ragazzo è a lavoro, quindi non posso chiedere).
La data di scadenza dice gennaio dell'anno 61. Se i miei calcoli sono giusti, e se io sono nata nel 57 dell'epoca Shōwa, l'anno dovrebbe essere il 1986.
Belli belli, sono molto soddisfatta dei miei acquisti! :D

Per il resto, ho delle news. Da aprile inizierò un corso di design di 2 anni e pensavo di fare un blog su questa cosa. Ma già tendo a tralasciare questo, di blog, non so se riuscirei a portarne avanti un altro...provo? Magari senza dover stare dietro alle foto sarebbe meno complicato. A qualcuno potrebbe intere
ssare?

mercoledì 19 gennaio 2011

Hermann Dog

A settembre 2010 sono andata a vedere una partita degli Hanshin Tigers nel famoso stadio Koshien, trascinata dal mio ragazzo.
Una palla pazzesca, ho dormito la maggior parte del tempo, cullata da tutti quei cori di educati tifosi giapponesi.
Prima di dormire, per tenermi sveglia, ho cercato di distrarmi osservando le tenute bizzarre dei tifosi, ma non c'è stato verso. Dopo aver mangiato un hot dog sono crollata, complice il fatto che i nostri posti avevano un muretto che fungeva da poggiaschiena.
Ho però fatto in tempo a fotografare l'hot dog, anzi, l'Hermann Dog! (ヘルマンドッグ: il link è di un sito sugli hot dog in generale e la pagina, dopo una breve storia dell'Hermann Dog, spiega come prepararlo a casa)
L'Hermann Dog è un normalissimo hot dog, buono, ma quello che mi ha più colpito, come al solito, è stato il sacchetto che lo conteneva.
A strisce gialle e bianche, è illustrato dall'immagine disegnata di un bambino che mangia un hot dog. "Hermann Dog" è scritto in rosso, di sbieco, in mezzo al sacchetto.
Tutto molto retrò, come piace a me! :)
Sopra, in verde, c'è scritto 甲子園限定 Koshien Gentei, ovvero "Ed.limitata Koshien" più o meno.
Infatti questo hot dog viene venduto esclusivamente in questo stadio.

E c'è di più! E' stato, nel 1934, il primo hot dog commerciato in Giappone.
Colui che ebbe l'idea di venderli fu Hermann Wolschke, un prigioniero tedesco della Prima Guerra Mondiale, rimasto poi a vivere in Giappone, che per mestiere lavorava la carne.
Nel 2008, il secondogenito omonimo di questo Hermann, ha deciso di riproporre alla vendita la versione originale del 1934, ecco il perchè del design della confezione.
Bello e buono, mangiare un hot dog diventa un gesto di classe.

sabato 8 gennaio 2011

L'eleganza della carne in scatola

Buon anno a tutti!
Per inaugurare il 2011 ho deciso di spolverare uno dei millemila post rimasti in sospeso mesi e mesi.
Questa volta si tratta di carne in scatola, del genere Simmental o Manzotin.
Mi sono imbattuta nelle lattine della carne Echigo Uonuma 越後魚沼 in un supermercato di prodotti importati e di lusso. In effetti un barattolo di carne costa intorno ai 600 yen, quindi 5 euro più o meno.
Il lusso del prodotto è ben espresso dalla confezione, ben diversa da quelle più economiche e di massa che si trovano in giro...
Quella volta in vendita c'erano due tipi: la Yamatoni Beef, con confezione cilindrica, e la Corned Beef, in un parallelepipedo trapezioidale.
Lo sfondo è in rosa salmone molto chiaro ed è decorato con un motivo floreale lilla. Al
centro, in un ovale, c'è disegnato un bue su uno sfondo a stella.

La parte superiore della Yamatoni Beef è coperta dal rivestimento che c'è anche di lato, mentre sulla parte superiore della Corned Beef c'è la chiavetta di metallo per aprire la lattina, come quelle che c'erano sulle vecchie confezioni di sardine.
In verità devo confessare che la chiavetta che c'è sulla carne è leggermente differente da quella delle sardine, che è uncinata (vi linko una pagina con spiegazione e una stupenda illustrazione).

Una particolarità è che la marca, che è scritta in kanji, è scritta al contrario. Invece di riportare in ordine la scritta Echigo Uonuma, se la si legge da sinistra a destra viene fuori Numauo Goechi. Questo perchè agli inizi del '900, quando la modernizzazione occidentale arrivò in Giappone, si prese a scrivere anche in orizzontale, oltre che in verticale, mantenendo però l'ordine tradizionale della scrittura in giapponese, ovvero da destra verso sinistra. Scusate la spiegazione arzigogolata, ma in parole mooolto povere andò così. Per cui, alcuni brand che mantengono ancora le vecchie versioni delle confezioni, per una questione di eleganza retrò e prestigio, continuano a riportare le scritte in questo modo antico.

Purtroppo nel sito dell'azienda, la Foricafoods, questa carne non è presente tra i prodotti. Per cui linko qui un altra pagina in cui mi pare se ne parli un po'.
Mi spiace, ma è in giapponese. Comunque descrive il prodotto parlando della carne che sembra un budino ecc ecc...inoltre, sotto una delle immagini di lato, nella didascalia, ci sono delle ipotesi sul perchè della stella dietro al bue. La cosa interessante però è che se si clicca nella scrittina sotto la prima immagine, appaiono delle foto che spiegano come aprire la scatola con la chiavetta. Le immagini però vanno talmente veloci che non ho capito nulla, se qualcuno riesce a decifrare qualcosa è il benvenuto tra i commenti!

martedì 28 dicembre 2010

Capaccio!

Eccoci qua a parlare di roba al cioccolato, in piene festività natalizie. Arrivo un po' tardi, visto che il prodotto in questione è uscito in Giappone a settembre, scusate :p
I biscottini al cioccolato protagonisti si chiamano "Capaccio!". Davvero, si chiamano così!
O meglio "Kapaccho!", secondo la corrente traslitterazione...ma ciò non cambia la ridicolaggine del nome.
Questo prodotto non è altro che un semplice snack della Lotte, (nota azienda giapponese di schifezze), fatto da mini-biscotti coperti di cioccolata da un lato. La sua particolarità sta nella confezione e la cosa è proprio dichiarata: "Nuovo packaging! Lo snack al cioccolato con la forma push-pop"...questo recita più o meno l'intestazione della pagina dedicata a "Kapaccho!"(faccio notare che nella mia ricerca ho trovato un paesino campano che si chiama Capaccio)
Ah ah ah ah ah, forma PUSH-POP!!!!
Vabè.
Comunque, tornando alla confezione, questa è praticamente fatta da 2 confezioni, una busta di plastica e alluminio accoppiati, tipo quella delle patatine, e una scatoletta di cartoncino. La busta è inserita per 2/3 nella scatola, mentre un terzo emerge dalla parte superiore di questa scatola, che quindi rimane aperta.
Ma il bello deve ancora venire. Il colpo di genio, la grande idea, la svolta nel mondo degli snack riguarda la trasformazione di cui è capace, ovvero, da busta-scatola piatta (per quanto piatta voglia essere una bustina di biscotti) a busta-scatola in 3D.
Eeeeh, perchè facendo *push-pop* la confezione si "allarga", in parole povere si piegano le parti già pre-piegate e quindi si dà spessore alla scatola.

La parte di sopra, la parte della busta che esce, è quella che si deve tagliare per poter accedere ai biscotti. Ovviamente ha un'apertura facilitata, come tutto in Giappone.
Una volta tagliata, però, rimane aperta...tutto sto casino del push-pop e poi la busta rimane aperta!!! In realtà c'è una specie di linguetta che dovrebbe tenerla chiusa, ma giudicate dalle foto a quanto possa servire!











Sia sul lato, sia sotto la linguetta ci sono le istruzioni illustrate per manovrare l'aggeggio infernale.
Una volta fatto tutto quello che si deve fare, l'unica agevolazione che ne deriva è che la confezione sta in piedi...ecco, sì, come una normale scatoletta di cartoncino e basta.
Insomma, l'apoteosi dell'inutilità: una quantità assurda di materiale impiegato per avere il minimo risultato.
Il target è per studenti delle superiori, impiegati sulla ventina e casalinghe sulla trentina...ok, la parte di popolazione più consumista e con più soldi a disposizione.

I gusti a disposizione sono 2: caramello e mandorla, mentre il design è il tipico design chiassoso e barocco che piace ai giapponesi.
Vi lascio con la pubblicità televisiva che, devo dire, mi è piaciuta (anche se non l'avevo mai vista in tv).

venerdì 3 dicembre 2010

Un classico: il natale Coca-cola

Per augurare a tutti un felice natale non posso che scrivere un post su quello che uno degli oggetti tipici del natale: la Coca-cola.
So di essere una profana senza speranza, ma la Coca-cola, oltre ad essere la mia bevanda preferita in assoluto, (lo so, lo so, non dovrei dirlo in giro, ma è così buooonaaaa...) mi trasmette calore, quando è natale, con tutto quel rosso e quelle lucine..*_*



E insomma, anche qui in Giappone il natale si sente, e si sente da un punto di vista puramente commerciale, aggiungerei! :D A partire dall'1 novembre, il giorno dopo Halloween, nei negozi iniziano ad apparire gli alberi di natale, persino nello sfigato supermercato sotto casa! Le musiche in sottofondo sono tutto un allIwantforchristmasisyou e lastchristmasIgaveyoumyheart e concludo dicendo che il mio capo ha appena appeso uno di quegli urendi babbinatale che si arrampicano sulla facciata del ristorante. Era tutto soddisfatto, peraltro.

Ma torniamo a noi! (il natale mi piace così tanto che ho finito per divagare)

Nel suddetto supermercato sfigato, durante i miei soliti giri scazzati per comprare schifezze, di cui tra l'altro è poco fornito, la vedo: la bottiglietta natalizia della Coca-cola.
Ebbene, i packaging designer che l'hanno pensata sono dei malvagi geni....
Hanno riciclato le bottigliette fatte in occasione dei mondiali, quelle che dovevano essere a forma di pallone da calcio!!! Il post sulla coca-cola e i mondiali è questo . Ma se non vi va di leggerlo, vi lascio anche la foto già postata, così si può fare direttamente il paragone!
Come in quell'occasione, per 350 ml chiedono lo stesso prezzo che per 500 ml, anzi, quel giorno il formato normale costava addirittura di meno! 350ml x 108yen contro 500ml x 98yen!
E ti pareva che non la compravo? La fessa...-.-
Immagino che in questo caso la forma a palla indichi una pallina per l'albero...forse.


Comunque la bottiglietta rimane molto carina, anche se le altre 2 versioni, Zero e ZeroFree, rispettivamente con sfondo nero e dorato, sono veramente fescion! La neve che cade su sfondo nero poi è molto bella secondo me. Peccato non mi piaccia il gusto, quindi, visto che dovevo buttare via i soldi, ho comprato quella che poi mi sarei bevuta.
Ho trovato però qualcun'altro che ne parla, in un altro blog, o sito, non capisco, con tanto di foto di tutte e 3 le versioni (più la Fanta). Ecco il link: gouka seishi .
Nel sito giappo della coca-cola non se ne fa menzione, o almeno, io non l'ho trovata.

Sti designers li stimo veramente tantissimo.

giovedì 25 novembre 2010

La nuvola di macaron


Ne avevo già parlato, delle fighissime scatole di dolci giapponesi.
Questa volta sono riuscita a portarmi a casa una scatola di macaron che noi dello staff del ristorante abbiamo ricevuto in regalo qualche mese fa, scusate l'immenso ritardo, a proposito... (ovviamente me la sono riportata vuota, visto che ci siamo magnati tutto).
Essendo voi lettori italiani, immagino che, come non lo sapevo io, non sappiate nemmeno voi che cosa sono i macaron. In questi casi Wikipedia ci salva sempre dall'ignoranza: cliccate qui .
Tra l'altro ne ho mangiato uno giusto oggi!
La scatola di questi dolcetti, che erano per metà macaron e per metà meringhe, mi ha attirata perchè è davvero come una nuvoletta! Questo fatto è dato dal coperchio, che ha gli angoli arrotondati che si infilano nella scatola. Ovvero, la scatola effettiva (la parte di sotto), rosa, è normalmente squadrata, mentre il coperchio, al contrario dei soliti, che si incastrano ricoprendo da sopra la parte di sotto, è come se si infilasse in maniera morbida nella parte inferiore.
L'effetto è quello di un cuscinetto infilato in una scatola.
Il coperchio però è rigido, di cartone, e ha delle nuvolette stilizzate, dal design tradizionale, in rilievo. Al centro, in dorato, c'è il simbolo della linea di dolci, che si chiama 四季のマカロンとムラング Shiki no Makaron to Murangu (Shiki no Macaron & Meringue) della Malebranche . Nel pagina che ho linkato, la versione che abbiamo ricevuto è quella con le nuvolette bianche (le meringhe) e le foglie verdi (i macaron).
All'interno, per dividere i dolci in maniera ordinata, c'è una parte di cartoncino nero tagliata appositamente. Notare il bellissimo accostamento di colori, tra l'altro! (non è sarcastico, anche se potrebbe sembrare).
Una sciccheria è la linguetta che esce dal coperchio per facilitarne l'estrazione, anch'essa di carta.
Ovviamente non poteva mancare il foglio con tutta la spiegazione dei dolci, che tipo di dolci sono, perchè quella forma, e altre cose abbastanza inutili, ma tanto carine ed eleganti! (se ci fosse un cuoricino da inserire, lo inserirei).
Il nome della linea significa più o meno "Macaron e meringhe delle 4 stagioni" e la stagione in questione è l'estate.

martedì 26 ottobre 2010

La nashi impacchettata

Posto una cosetta veloce, giusto per rompere il ghiaccio dopo un po' di silenzio. Ma siccome ho appena messo in ordine delle foto accumulate nei mesi, prossimamente ci saranno altri post, anche un po' più elaborati di questo, o dell'ultimo, magari :p
E quindi andiamo al dunque: lavorando in un ristorante fighettino, dove il capo è un nerd di frutta e verdura, ogni tanto arrivano cose strane e interessanti (tipo IL grappolo d'uva da 3000 yen circa...so che in Giappone si trova ben di peggio, ma comunque utilizzare questo tipo di frutta in un ristorante per me resta un nonsense). Poco tempo fa arrivarono 3 fagottini più o meno tondi, incartati per bene con uno stile un po' post-moderno o anche steam-punk (avrà senso quello che dico?) e chiusi con un ceppetto di metallo che purtroppo non ho fatto in tempo a fotografare.
Rimasero in vetrinetta per giorni e giorni, finchè il capo decise di scartarli e così si scoprirono essere idiotissime NASHI! Ovvero le pere giapponesi (o pere-mele).
Il sacchetto in cui erano messe era veramente, come si dice, cool: finta carta da pacchi, doppio strato di velina che si vede e non si vede e logo in stile minimal-scientifico(il senso di H67 |Z| resta ancora un mistero), senza comunque contare la chiusura in metallo che è sparita il secondo dopo che i frutti sono stati scartati.
Per fortuna non so quanto costano.